Allattamento

Allattamento

Una mamma racconta la sua difficile avventura di allattamento.

Ecco la storia di Erika, mamma di due bambini, due storie di allattamento molto diverse.

Ecco la storia di una mamma che allatta in "tandem" i suoi due figli.

Dall'1 al 7 ottobre si celebra la Settimana Mondiale per l'Allattamento Materno

The best of #Ioallatto alla luce del sole 4.

L'allattamento di una mamma coraggiosa che ha tirato il latte per 15 mesi.

Quello del frenulo labiale corto è un problema di allattamento poco conosciuto, soprattutto in ambiente medico, e di non facile soluzione.

Paola Mazzinghi, consulente professionale in allattamento materno IBCLC, ci ha parlato dell'importanza di allattare i bambini nati pretermine, e di sostenere le mamme e favorire il contatto con il loro bambino tramite la kangaroo-mother care.

Riuscire, superando le difficoltà, ad allattare un neonato pretermine, è importantissimo per il bimbo stesso, ma anche per la sua mamma.

Anche quest'anno ritorna la  rassegna Io allatto alla luce del sole!

Io allatto alla luce del sole è un'iniziativa che vuole sostenere l'allattamento al seno contribuendo a rendere questo gesto così "normale" ad essere normale davvero, cioè una pratica da inserire in tutti gli aspetti della nostra quotidianità, con facilità, senza timori di sguardi, commenti, consigli fantasiosi e fastidiosi, nel rispetto delle scelte di ciascuna madre, bambino, famiglia. Perchè ogni mamma possa sentirsi libera di allattare il proprio bambino quando e quanto lo desidera.

Anche quest'anno sostieni Io Allatto alla Luce del Sole
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Un numero rilevante di donne vive difficoltà psicologiche nel post partum dovute all’enorme e profondo cambiamento che l’arrivo di un figlio porta con sé. 

Alcune di queste possono cadere nel tunnel della depressione che rende insopportabile ogni giorno, ogni impegno. La quotidianità diventa un peso troppo grande, prendersi cura del proprio bambino un compito enorme rispetto al quale non ci si sente mai sufficientemente adeguate. E così ogni pianto del piccolo diventa la conferma della propria incapacità, pensiero opprimente che fa sparire la possibilità di vedere tutto ciò che c’è di positivo nell’avere un neonato che cresce grazie alle nostre cure e al nostro amore.
Ancora di più se accanto non c’è nessuno che ci aiuta a ricordarlo.

L'allattamento per me è stata la rivincita sul parto che mi è stato strappato. Le mie figlie sono nate con due parti cesarei, forse evitabili, e la mia sensazione di essere una mamma di serie B si è placata grazie alla partenza dell'allattamento. Per un anno ho allattato Sofia, poi sono rimasta incinta di Cecilia e ho ripetuto l'esperienza.

I primi mesi sono stati faticosi e duri, poppate frequenti e a richiesta, nottate con la bambina attaccata e mancanza di sonno e riposo mi avevano provata. Inoltre, il papà si sentiva messo da parte in questa fase così veloce ma così delicata della crescita della nostra famiglia. E abbiamo trovato una soluzione, la nostra soluzione, che ci ha fatti stare meglio, ha permesso a me di riprendere un po' di energie e al papà di vivere una relazione più "attiva" con la propria bambina.

La domanda "come si faceva 100 anni fa?" mi è sempre rimbalzata in testa. Non posso immaginare un'attenzione così maniacale in famiglie con 8 o 10 figli. Ho poi capito che lo svezzamento tradizionale non è l'unico modo per introdurre un'alimentazione basata sui cibi solidi.

E ho voluto saperne di più. Il pediatra non era d'accordo con i miei esperimenti e in più occasioni ha rimarcato l'importanza dell'introduzione graduale dei cibi, per tipologia e attraverso l'uso di pappe complete di tutto.

Quando diventiamo mamme, i consigli ci piovono addosso da tutte le parti. E nessun ombrello di autostima o certezze riesce ad evitarci di esserne sommerse! Vorremmo solo poter decidere insieme al nostro compagno cosa è meglio per il nostro bambino, mentre tutti si trasformano improvvisamente in genitori perfetti, anche se hanno avuto figli sessant'anni fa e se i loro pargoli sono cresciuti grazie a 10 anni di analisi!

Le abbiamo provate tutte, ma nessuno considera le nostre richieste di essere lasciate libere di provare - anche sbagliando - a fare la mamma.

E i nostri bambini cosa penseranno di tutta questa situazione? Per loro l'importante è che mamma sia serena e trasmetta loro tranquillità. Ma come può farlo se è sotto il fuoco incrociato di nonne, zie, cugine, amiche e passanti? E cosa fare per farle finalmente star zitte?

"Ma non sarà che la sera ho poco latte?" Le mamme a cui viene questo dubbio tipicamente raccontano che, nel tardo pomeriggio o verso sera, il bimbo sia molto inquieto e continui a succhiare il seno molto vigorosamente anche quando è apparentemente svuotato; si attacca al seno molto spesso e non pare mai soddisfatto del tutto.

Alcune di loro, temendo che il problema sia dovuto ad una scarsità di latte, pensano di risolvere provando a dare un'aggiunta: solitamente il bambino la accetta, facendo sorgere il dubbio che il problema sia legato proprio a questo.
Probabilmente, questa piccola aggiunta occasionale serve più a tranquillizzare la mamma che il bambino.

L'inizio dell'allattamento è un periodo molto difficile, l'avvio è spesso doloroso e faticoso e porta a galla una parte di noi stesse con cui fare i conti.
Annalisa ci racconta la sua esperienza.

Avevo deciso che avrei allattato: avevo frequentato il corso pre-parto, preso appunti durante l’incontro con la pediatra, acquistato le cremine per ammorbidire il seno, l’olio di mandorle.
Bene…avevo tutto…almeno ero convinta…e aspettavo solo l’arrivo del mio cucciolo per iniziare l’avventura che pensavo fosse la più naturale, la più semplice e la più dolce del mondo; la più ovvia e naturalmente per niente difficile…allattare mio figlio!

Con lunedì ha preso il via la Settimana dell'Allattamento nel Mondo che come di consueto cade ad ottobre e vede il moltiplicarsi di iniziative a sostegno dell'allattamento in tutti i Paesi del mondo.

 

Quest'anno si celebrano 20 anni di SAM e dunque il tema di quest'anno è fare il bilancio di cosa è cambiato nella protezione, promozione e sostegno dell’allattamento e quindi di cosa occorre fare per garantire l'llattamento materno a tutti i bambini.

Questo è uno di quelli da non perdere, il convegno annuale dell'A.I.M.I, Associazione Italiana Massaggio Infantile, programmato per il 29 e 30 settembre 2012 a Milano, con crediti ECM. Il convegno è ideale per operatori del settore materno infantile, ma anche per le mamme e i papà che desiderano approfondire il tema della relazione con i loro cuccioli. Nella seconda giornata si potrà sperimentare, con esercizi pratici, come la fisicità e il contatto impattano sulla relazione. Il tema di quest'anno è infatti: FIORIRE NELLA RELAZIONE, verrà sviscerato il tema della relazione primaria, radice dei futuri legami, con una particolare attenzione alle nuove prospettive degli studi scientifici.

La seconda parte del convegno è riservata a preziosi laboratori pratici da non perdere!

Quando aspettavo Giada Lien, contrassi la toxoplasmosi. Dopo essere stata alla larga da questo parassita per quasi 40 anni da onnivora, nella 3a gravidanza, periodo in cui ero sicuramente più attenta, mi sono beccata la toxo e l'ho passata alla piccina in pancia.

Come l'ho vissuta, come l'ho presa e cosa ho fatto è un'altra storia. Ma quando Giada Lien nacque (in casa e senza assistenza... per me il modo più sicuro!), iniziò il calvario degli accertamenti e delle profilassi...

Per la rassegna io allatto alla luce del sole 3, un'esperienza di allattamento sostenuta dalla pediatra... cosa che in genere, purtroppo, non accade di frequente.

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La mia esperienza d’allattamento nasce senza programmazione e da una mia inconscia certezza nel non desiderar fare entrare in casa un biberon fintanto che non si fosse reso assolutamente necessario.
Fino ad oggi, Giacomo ha 15 mesi, non è servito.

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