Mercoledì, 15 Giugno 2011 07:44

L’allattamento oltre i primi mesi … “Mammmmaaaa … dammi la tetta!”

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Caterina, in questo bellissimo articolo ci parla di allattare i bimbi "grandi", cioè quelli che non sono più neonati, e che, per la maggior parte di altre cose sarebbero definiti "piccoli" come in realtà sono. Quali sono le buone ragioni per continuare l'allattamento finché è il bambino a decidere che è ora di smettere? Questo articolo partecipa alla rassegna "Io allatto alla luce del sole 2" quest'anno dedicato in particolare all'allattamento oltre i primi mesi.

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Ecco una frase che fa inorridire molti … un bimbetto che cammina e parla che si rivolge alla mamma e le chiede di poppare … peggio, lo pretende!!!
Devo dire che comprendo, e che sono stata anch’io tra i molti.
Anni prima di avere il mio primo bimbo ho assisistito, durante una serata tra amici, ad una mamma che chiaccherando allattava un duenne e mi ricordo ancora il mio sgomento ed il mio pensiero … “Io no, io non lo farò mai” … e come no!

 

Quando il mio piccolo è nato, complice l’imprinting turbato, non riuscivo ad allattarlo. C’è voluto un lungo, bruttissimo, faticosissimo mese prima che lui si attaccasse finalmente al mio seno.
Dopo tanta fatica ho cominciato a chiedermi perché avrei dovuto far cessare in breve la magia così duramente conquistata e l’idea che la fine di quella relazione non spettasse solo a me, ma ad entrambi, ha cominciato a farsi avanti.

Così, tra esperienza e letteratura, ho scoperto un po’ di cose …
Ho scoperto che un neonato allattato a richiesta diventa estremamente competente nella manifestazione delle proprie necessità e nell’autoregolazione, così quando cresce non si fa problemi a reclamare, con gesti e poi anche con parole, il seno materno quando ne ha esigenza. E mi sono resa conto che accontentare questa richiesta non è “segno di debolezza” o “tentativo di possesso”, ma una risposta naturale ad un altrettanto naturale bisogno.

Eh, sì, perché ho scoperto anche che per l’uomo, così come per i primati a cui somigliamo, è perfettamente fisiologico che l’allattamento duri anni, e non mesi. Si tratta di un comportamento che la nostra specie ha proseguito per milioni di anni di evoluzione e si direbbe fino a non molto tempo fa, a giudicare dalla quantità di meravigliose Madonne allattanti dei Gesù quasi ragazzini, ed a cui siamo semplicemente disabituati dalla nostra cultura. Ma non per questo è meno importante per noi. Ed è stato talmente provato da ricerche scientifiche da essere stato recepito dall’OMS e dall’Unione Europea nelle loro linee guida sull’alimentazione dei bambini, in cui indicano come auspicabile che l’allattamento, dopo essere stato esclusivo per i primi sei mesi, duri fino ai due anni ed oltre.

Ho scoperto che allattare così a lungo è indubbiamente un impegno, richiede dedizione e tempo, e che come le migliori relazioni procura anche momenti bui, ma che gli ormoni della lattazione sono una grande risorsa, in quanto acuiscono nella mamma la calma e la disponibilità che spesso i bimbetti alla scoperta di sé e del mondo richiedono in gran quantità.
Inoltre il seno, che non fornisce solo nutrimento, ma anche coccole e calore, diventa un’ottima consolazione in molti casi: cadute, malattie, difficoltà a prendere sonno, situazioni di stress ... tanti problemi comuni nella quotidianità con piccoli che crescono. Senza contare i bei momenti di abbraccio e pace che mamma e bimbo si possono regalare. Insomma, nel bilancio, finisce per semplificare la vita di famiglia, invece che complicarla.

Ho poi scoperto che l’alimentazione solida, che inizia circa a sei mesi, ma si completa con il tempo, diventa un’avventura gioiosa e priva di ansia, quando si ha la certezza che, affiancando e non sostituendo le poppate, i bimbi hanno già, dal loro latte, le più importanti sostanze nutritive e le solide basi per la loro salute, e che ci si può rilassare davanti ad un pasto saltato o a periodi particolarmente selettivi.

Ho scoperto pure che prima o poi tutti i bambini smettono di poppare spontaneamente, e non è affatto necessario un intervento esterno. Quando è il loro momento, con la stessa perfetta determinazione con cui stabiliscono quando venire al mondo, lasciano il seno, e spesso la mamma non sa dire quando ciò sia avvenuto, perché, come verso la nascita, si sono vicendevolmente accompagnati verso il momento in cui passare a nuove modalità di relazione.

Infine, ho scoperto che in fondo quasi non mi sarebbero servite tutte queste scoperte, e che il miglior motivo per allattare i miei scatenati toddler è stata proprio la dolce sfrontatezza con cui mi chiedevano “Mammaaaa … dammi la tetta!”.

Caterina Lazzari
mamma di due, architetto, redattore, appassionata di genitorialità naturale, ambiente e dintorni

Fonti:
Carlos Gonzales, Un dono per tutta la vita, Il Leone Verde Edizioni, 2008
Norma Jane Bumgarner, Allatti ancora? allattare e accudire un bambino ai primi passi, La Leche League International, 1980 (ed. Italiana 2007)
Linee guida OMS sull’alimentazione infantile: http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/nutrizione/globalstrategy.pdf
Linee guida Unione Europea sull’alimentazione infantile: http://www.burlo.trieste.it/old_site/Burlo%20English%20version/Activities/EUpolicy06en.pdf

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