L'allattamento materno: arricchimento per mamma e bambino

In occasione della Settimana Mondiale dedicata all'allattamento vi offriamo uno scritto di Bianca Buchal, appassionata e studiosa della nascita, sulle funzioni e peculiarità dell'allattamento.

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L’allattamento materno è una funzione che esalta in maniera completa i valori femminili. Le conseguenze che ne derivano arricchiscono non soltanto mamma e bambino in prima persona, ma al tempo stesso tutta la società.

L’allattamento al seno offre una meravigliosa opportunità affinché madre e figlio imparino a conoscersi sin dalla  nascita, perché la prima poppata avviene molto presto.


La produzione del latte materno e l’allattamento rappresentano il proseguimento naturale della gravidanza e del parto. Infatti la lattazione rappresenta un momento salutare nella sequenza della riproduzione, sequenza che comprende gravidanza, nascita e allattamento.
Le madri che allattano trovano in tale funzione un intimo appagamento.
Il latte materno è l’unico alimento adatto per il neonato. Per  molte madri l’allattamento rappresenta il completamento della loro natura di donna.

 

La gravidanza, la nascita del bambino e l’allattamento caratterizzano una fase particolare della vita di una donna, una fase che porta con sé una serie di straordinarie emozioni.

 

Nel primo periodo della vita, il latte materno rappresenta per il bambino un alimento insostituibile. Esso presenta, infatti, caratteristiche specifiche che si differenziano non solo da specie a specie, ma anche da bambino a bambino.

Il latte materno segue le esigenze nutrizionali del bambino in modo dinamico

Il latte delle donne che hanno partorito un bambino pre-termine, per esempio, ha un contenuto proteico maggiore rispetto a quello di donne il cui parto è avvenuto a termine. Inoltre, è stato dimostrato che i neonati non disturbati nel rapporto con la madre dall’uso del succhiotto e dall’aggiunta di acqua o di altri alimenti, riescono a far produrre dalla mamma quella quantità di latte che di volta in volta è loro necessaria. La letteratura medica e psicologica contemporanea è in pieno accordo con in fatto che l’allattamento al seno è l’unico modo adeguato di nutrire un neonato e un bambino nelle prime fasi evolutive. Inoltre mette in evidenza il fatto che latte materno cambia continuamente anche per lo stesso bambino, rispondendo immediatamente alle sue esigenze nutritive specifiche del momento.
A mano a mano che si approfondiscono le ricerche sulla composizione del latte materno, ci si rende conto di quanto perfetto sia tale alimento. Diviene quindi  sempre più illusorio pensare che altri  prodotti  possano sostituirlo. Infatti, il latte di donna è adatto per il cucciolo umano, mentre il latte vaccino è adatto per le esigenze del vitello. Il contenuto di proteine si differenzia notevolmente.

 

Iniziare subito l'allattamento è effetti protettivi importanti per madre e bambino

La qualità nutritiva superiore non è l’unico vantaggio; attaccare il neonato al seno dopo pochi minuti dalla nascita aiuta a prevenire il pericolo di emorragia, stimola la montata lattea e fa della madre un’amorevole nutrice. Inoltre la suzione praticata dal neonato stimola la contrazione dell’utero e riduce il flusso sanguigno. Ciò provoca il rapido ritorno dell’utero a dimensione e forma normali.

Quando la bocca succhia avidamente il latte dal capezzolo, il bambino pratica un esercizio che gli servirà per sviluppare adeguatamente la mandibola e la struttura facciale, il che influirà sulla capacità di sorridere e, in seguito, sull’abilità di parlare chiaramente, evitando al tempo stesso problemi ortodonziali.

Inoltre, l’allattamento al seno predispone all’acquisizione di un peso normale, garanzia questa contro la futura tendenza all’obesità.
Grazie agli ultimi progressi scientifici e medici, è stato confermato che l’allattamento al seno offre al bambino importanti vantaggi. Infatti, il latte materno è l’unica fonte di elementi  immunitari importanti che proteggono il bambino durante il suo sviluppo il sistema immunitario del neonato durante il suo sviluppo. Infatti, col latte materno vengono trasmessi al bambino gli anticorpi specifici per l’ambiente in cui il bambino vive. Contiene inoltre fattori di crescita, che regolano la maturazione del sistema immunitario del bambino, maturazione che avviene a circa 7 anni di età.
Un altro dei grandi vantaggi che il bambino riceve dal latte materno, proprio grazie agli anticorpi, è la protezione contro le allergie.

 

La composizione del latte materno è inimitabile, scopriamo sempre qualcosa di nuovo

Crescere è un compito impegnativo per il bambino e il latte ne è il mezzo ideale. Poiché è l’unico alimento adatto al neonato durante il periodo più delicato della sua crescita, il latte deve possedere due requisiti: essere un alimento completo e contenere tutte le sostanze necessarie nelle proporzioni ideali. Nessun latte artificiale potrebbe rispondere a tali requisiti.
Il latte materno, idoneo all’apparato digerente del bambino in fase di evoluzione, contiene: grassi essenziali (DHA). proteine, aminoacidi, lattosio, grassi , calcio, fosforo, potassio, ferro, rame, zinco e vitamine D, E, C e K, tutto nelle proporzioni utili alla graduale crescita del bambino. Inoltre è ricco di ormoni ed enzimi. Infatti, si continuano a scoprire componenti nuovi. La madre deve, quindi, aver cura di alimentarsi nella maniera giusta, adatta al suo compito di nutrice, con speciale riguardo agli acidi grassi polinsaturi omega 3.

 

Gli effetti del taglio del cordone sull'allattamento

Al giorno d’oggi molte donne allattano con relativa facilità, e perché questo avvenga, l’allattamento deve essere precoce, a richiesta e non misto. Inoltre, il taglio del cordone ombelicale non deve essere praticato troppo presto, altrimenti il bambino, essendo in acidosi, ha meno forza di suzione, è debole e non riesce a succhiare. Se, invece, il taglio del cordone non è avvenuto troppo presto, la placenta ha la capacità di correggere l’acidosi iniziale. Ciò significa che la placenta non ha esaurito la sua funzione, ma che continua a inviare le sostanze che correggono l’acidità del bambino. In questo modo diventa più facile l’immediata suzione del colostro materno, importante per il bambino affinché, nelle ore successive alla nascita, non perda quella forza di succhiare, forza che stenterebbe poi a ritrovare.

 

L'allattamento fa bene alla mamma e fa bene al bambino

L’allattamento fa bene al bambino, ma anche alla mamma. Infatti, diminuisce l’osteoporosi, il rischio di tumore alle ovaie, aiuta a perdere l’eccesso di peso accumulato in gravidanza e consolida quel rapporto col piccino che era iniziato già sin dai primi momenti della gravidanza, e forse, in certi casi fortunati, ancor prima del concepimento. Soprattutto, fa bene a lui.

Nel bambino allattato al seno, le infezioni respiratorie sono tre volte meno frequenti rispetto ai piccoli nutriti con il biberon; sono meno frequenti anche le infezioni gastrointestinali, le allergie e persino il pericolo di morte in culla. Non va trascurato nemmeno il notevole risparmio mensile, che si aggira attorno a una somma non indifferente. 
Nell’allattamento fatto con amore, il latte, caricandosi di emozioni, trasmette al bambino quelle straordinarie particelle eteriche che fanno dell’alimentazione una funzione energetica completa. Infatti, il latte alimenta il corpo del bambino, ma anche la sua psiche, facendo così nascere in lui il bisogno di relazionarsi con la mamma.
Dal punto di  vista psicologico, il contatto fisico mamma-bambino porta a rinforzare l’unione fra i due, il che consente alla madre di soddisfare il proprio bisogno di amare e di prestare attenzione al suo piccino, venendo al tempo stesso incontro al bisogno di contatto con la sua mamma.
Lo svezzamento avviene gradatamente. Quando sente di non avere più bisogno delle sostanze che va cercando nel latte di sua madre, utili per completare la maturazione di alcune parti o funzioni del suo organismo – soprattutto del sistema nervoso centrale – sarà il bambino stesso a voler smettere l’allattamento, a volte dopo 2  anni e oltre – raramente prima dei 2 anni e mezzo, periodo in cui la crescita del cervello è maggiore.

 

Le "regole" dell'allattamento

Per una buona riuscita dell’allattamento al seno, l’unica regola da adottare è che non devono esistere regole rigide. Il fattore che determina la frequenza e la durata della poppata è la fame del neonato, il quale possiede notevoli capacità di autoregolazione.

Il neonato ha solo tre esigenze: il calore delle braccia della mamma, il latte del suo seno e la sicurezza che la mamma è presente, esigenze che l’allattamento materno soddisfa in pieno.

 

di Bianca Buchal

autrice di "Gravidanza Consapevole"  e ideatrice di gravidanzaconsapevole.org si definisce così: “Sono un’anziana signora milanese e mi occupo da  molti anni della vita prenatale”.
Per alcuni anni ha rivestito la carica di Delegata per l’Italia dell’O.M.A.E.P. – Organisation Mondiale des Associations pour l’Education Prénatale –

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