Quando un neonato non vuole fare il bagnetto

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La visione romantica del bagnetto spesso non corrisponde alla realtà.

Dopo il diario di un neonato e le emozioni in rima, Silvia Colombini ci accompagnerà per qualche settimana in una nuova serie di articoli dedicate in ai piccoli problemi quotidiani che ci troviamo ad affrontare con neonati e bambini più grandicelli. Spunti utili e soprattutto realistici per vivere più facilmente.

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Prima che i nostri cuccioli nascano, una delle idee più romanticose e ideali che abbiamo nel cuore è il momento magico del bagnetto, idealizzato come quel lungo momento rilassante, estratto di quiete e dolcezza, per tutta la famiglia.
Prima.
Poi il neonato è arrivato e me lo sono trovato un essere estremamente terreste.
Altro che dolce rilassamento in quello che pensavo essere il suo elemento per eccellenza! Altro che momento di recupero della dolcissima memoria intrauterina!
O il ricordo della sua vita in grembo era tanto spiacevole, oppure, già da piccolo, dimostrava la scarsa indole alla pulizia che avrebbe poi manifestato con la crescita!
In ogni caso nulla di ciò che avevo immaginato stava prendendo forma.
Intanto trovare il momento giusto era già un’impresa.
Appena nato, ci metteva tre ore per addormentarsi. Una volta cotto, durava si e no 20 minuti. A quel punto apriva gli occhi e l’unica cosa che aveva in mente era un’enorme tetta gigante cui potersi attaccare... immediatamente! E una volta poppato doveva digerire. Le parole di mia madre (un po’ assurde, ma purtroppo ancora troppo presenti nella mia testa) per le quali dopo la poppata bisognava aspettare un tempo indefinitivamente lungo prima di entrare in acqua, mi limitavano ulteriormente.

Di conseguenza... il bagno capitava quando l’attimo fuggente si presentava!

Il passaggio di stato poi era una sorta di doccia fredda, altro che caldo tepore.
Ed i pianti sempre assicurati!
Insomma, mi dicevo: “ figlio mio, piangi prima di entrare in acqua perchè hai più voglia di tetta che di acqua, piangi appena entri perchè non te lo aspetti, piangi quando esci perchè il freddo improvviso ed il peso del corpo ti infastidiscono, piangi per svestirti, piangi per rivestirti... quasi quasi mi sa che non ti laverò mai più!”
Ed invece... una soluzione l’ho trovata:

Vengo con te.

Lo so che piangi lo stesso quando ti svesto.... ma la stufetta calda, le mie mani che ti contengono e la mia voce che canta, mitigano un pochino questo disagio.
Ti appoggio al fasciatoio mentre l’acqua calda scorre nella vasca. Il necessario è tutto pronto e io mi spoglio insieme a te. Ti tolgo la tutina e ti avvolgo in un asciugamano tiepido. Mentre l’acqua sale ti attacco qualche minuto al seno, giusto il tempo di rilassarti un attimo. Poi mi immergo in vasca con te in braccio. Io e te insieme. Tu con l’asciugamano ancora addosso. Ti immergo dolcemente, appoggiato al mio corpo e lentamente ti libero del tuo involucro. Piangi meno. Molto meno. Mi cerchi, ti aggrappi a me... e io ti contengo e ti immergo nel mio abbraccio. Ora l’acqua ti accoglie e tu la accetti, la assapori, la rivivi, la ricordi... e non ti fa più piangere.

Ora ci sono anche io. Come quando eri nel mio pancione.

E insieme tutto è possibile. Ti appoggio sul mio ventre, immerso in acqua e lascio che il calore dell’acqua ti avvolga e ti culli dolcemente. Giochiamo insieme, ti stacco dal mio ventre e ti dondolo, seguendo le piccole increspature che si formano nel nostro casalingo oceano. E mi godo, finalmente, il tuo silenzio assorto. Non addormentato, ma attento e vigile, con gli occhi sbarrati e lo sguardo perso nel nostro paradiso.

Ti lavo, ti accarezzo, ti parlo, ti allatto, ti avvolgo. Siamo di nuovo una cosa unica. Ed è bellissimo.

L’asciugamano di lino morbido e caldo è pronto accanto alla vasca. Mi siedo dritta, mi alzo un po’ in ginocchio con te sempre in braccio e velocemente ti avvolgo nell’asciugamano. Tenendoti sempre stretto al mio corpo e vicino al mio seno. Poi ti appoggio per terra, io ancora nella vasca, e ti appoggio nel nido preparato apposta per te: asciugamani per rendere morbido il pavimento, accappatoio asciutto per passare velocemente dall’asciugamano di lino ad un altro più caldo ed asciutto. Ti avvolgo lì dentro e ti lascio acclimatare un po’.

Se ti vedo tranquillo, approfitto per lavarmi velocemente i capelli, altrimenti esco subito dalla vasca anche io. Mi avvolgo nel mio accappatoio e mi dedico subito a te. Ti riporto sul tuo fasciatoio, metto un po’ di musica, canto e ti stringo al mio cuore. La vestizione è piacevole: una tutina facile e veloce da indossare per te, abiti morbidi e pronti sulla sedia accanto al fasciatoio per me.

E siamo pronti entrambi. 

Ci accoccoliamo sul divano, continuiamo la nostra poppata e nel giro di pochi minuti, ti accompagno nel tuo dolce sonno.
Ecco. Forse, per qualche settimana, il momento del bagnetto per te, potrebbe essere il più intimo dei nostri incontri, ed il più proficuo (e probabilmente anche l’unico) momento.. di igiene personale anche per me!

di Silvia Colombini

 

Immagine: cute baby on Shutterstock

Silvia Colombini

Educatrice, Consulente in allattamento IBCLC, mamma

www.latte-materno.com

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