Non vorrebbe mai andare via dal parchetto

 Come insegnare il senso del tempo che scorre ai bambini.

Ogni genitore affronta ogni giorno piccole e grandi sfide con i propri figli, ecco perchè abbiamo pensato ad alcuni articoli aiuta-mamma. Attraverso spunti e suggerimenti, Silvia Colombini ci guida a scoprire piccole strategie per facilitarci la vita. Dopo i suggerimenti per un neonato che non ama farsi il bagnetto e i suggerimenti per trasmettere le regole di casa ai bambini fin da quando sono molto piccoli, oggi vediamo come trasmettere ai bambini il significato del tempo che scorre e come aiutarli a rispettare gli orari concordati.

***

Come si sa, i bambini non hanno il senso del tempo. A volte nemmeno gli adulti lo hanno, figuriamoci i nostri piccoli cuccioli tutti intenti nel vivere meravigliosamente bene l’”hic et nunc” meglio di un qualsiasi maestro yoga.
Dire ad un bimbo di due anni che la mamma va al lavoro e torna alle 16, non ha nessun senso. Nemmeno formule generiche come “tra poco”, “dopo”, “più tardi”... non vengono comprese e anzi, lasciano sconcertati e generano solo insicurezze.
Piuttosto, occorre aiutarli dando loro dei punti fermi, dei punti di riferimento ben precisi e oggettivi, che possano comprendere e che li aiuti a rendere la vita un pochino più prevedibile.  La prevedibilità, l’aspettativa realizzata, dà sicurezza e che permette di interiorizzare e comprendere gli accadimenti quotidiani.

Ecco alcuni suggerimenti per ovviare al problema ed aiutare i nostri piccoli.

Trasmettere una routine

Le routine quotidiane sono tanto importanti per un bimbo piccolo, perchè gli rendono la giornata prevedibile. Sapere che dopo il gioco libero c’è la merenda, poi un’attività, poi il pranzo e la nanna, li aiuta a scandire il tempo e a sapere cosa accadrà dopo. Cosa deve aspettarsi e cosa lui dovrà fare.

E soprattutto, lo aiuterà a comprendere e a prevedere quando arriva la mamma.

Una mamma che arriva subito dopo la merenda del pomeriggio, metterà il bambino in piacevole agitazione già durante la merenda, e lo metterà di buon umore, sapendo che da lì a poco la mamma arriverà. Lo sa perchè lo vive tutti i giorni. Sempre uguale. Se lo aspetta.
Cercate quindi di definire delle routine fattibili per tutta la famiglia, e di rispettarle il più possibile. Tenendo conto del fatto che il bambino sa ben comprendere che la settimana lavorativa avrà una certa routine e che durante il week-end probabilmente ne avrà un’altra. Ma, all’interno della normale variabilità della vita, cercate di mantenere dei punti fermi stabili. Come ad esempio l’orario dei pasti e delle nanne. E quando dobbiate cambiare qualcosa, spiegatelo sempre ai bambini. Cercate di spiegargli cosa accadrà dopo e perchè. Sarà così più facile accettare il cambiamento di abitudine.

Usare l'orologio con i bambini

Quando siamo al parco giochi e di lì a breve dobbiamo tornare a casa noi adulti lo sappiamo in anticipo, lo abbiamo deciso, previsto e compreso. Un bambino no. Per lui esiste solo quell’attimo indefinito e lunghissimo in cui sta giocando. Non esiste un dopo.
Di conseguenza è impensabile decidere di trascinarlo a casa all’ora x senza lacrime e “capricci”.
In realtà questo non è un “capriccio” (se vogliamo utilizzare questo termine) ma un’espressione di un disagio reale e profondo. E‘ identico alla sveglia che la mattina ci interrompe durante un sogno bellissimo. La protesta ed il disorientamento sono una reazione giustificata e normale. 

Essere invece preparati al “distacco” aiuta moltissimo a comprenderlo ed accettarlo.
Dire al bambino  frasi  del tipo: “tra dieci minuti dobbiamo andare a casa”, oppure “tra poco si va via”, non serve a nulla.
Quello che invece è più utile è rendergli concreta e visibile questa richiesta.
Ad esempio fategli vedere il vostro orologio (o uno semplice con i numeri ben chiari e le lancette evidenti, che magari teniamo in borsetta appositamente per lui).
Ovviamente lui non sa leggere l’ora, ma è ben in grado di comprendere il movimento delle lancette e del tempo mentre queste scorrono. Prendiamolo quindi da parte un quarto d’ora prima dell’ora prefissata, facciamogli vedere dov’è la lancetta dei minuti in quel momento, e diamogli un riferimento preciso, del tipo: “quando la lancetta lunga arriva qui, dobbiamo andare! Hai capito bene? ok?”.

Assicuratevi che abbia capito e ogni 5 minuti fategli vedere che la lancetta si è spostata e si sta avvicinando al momento pattuito. Assicuratevi sempre che abbia capito cosa succederà quando la lancetta arriverà lì. Fatevelo ripetere direttamente da loro se necessario e all’ora prestabilita siate fermi e risoluti nell’andare via e mantenere fede a quanto avete detto e prospettato. Utilizzate questo metodo ogni volta che pensate di averne bisogno. Lo capiranno e lo interiorizzeranno ben presto, rendendo più facili e sereni questi particolari momenti.

Usare il timer per regolamentare il tempo

Un altro oggetto utile è il classico timer da cucina. O, la sua versione più tecnologica, la sveglia dello smartphone. Il timer è più efficace in quanto oggetto solitamente simpatico, dalla presenza reale e non fittizia, con un rumore ed un movimento ben percepibili ed un suono improvviso e chiaro. Utilizzate il timer ogni volta che vi serve regolamentare un tempo per lo svolgimento di una certa azione, come ad esempio guardare la tv, giocare con i videogame, lavarsi i denti, vestirsi la mattina prima di uscire...
Quando il timer suona la tv si spegne. Inderogabilmente!
Ovviamente cercate di dare un tempo congruo, che non sia eccessivamente ristretto altrimenti non lo rispetteranno loro ma probabilmente nemmeno voi.

Man mano che cresceranno non solo sapranno comprendere e gestire autonomamente il tempo e l’orologio, ma ne riconosceranno il valore, rispetteranno i tempi previsti e la puntualità.


Costruire l'orologio delle attività

Ecco come costruire un orologio che possa trasmettere al bambino il senso del tempo e delle attività che ci si aspetta di fare in quel momento.

  • Prendete un orologio da parete grande, chiaro, con i numeri ben evidenti
  • Disegnate o stampate su internet le immagini delle principali attività quotidiane del bambino
  • Plastificatele
  • Attaccatele vicino ai numeri (all’interno o appena fuori)

Ogni volta che la lancetta delle ore arriverà vicino ad una immagine per il bambino sarà più facile comprendere a che punto della giornata siamo e cosa aspettarsi che accada prossimamente.

 

di Silvia Colombini

 

Immagine: Little scary girl on Shutterstock

Silvia Colombini

Educatrice, Consulente in allattamento IBCLC, mamma

www.latte-materno.com

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    Occorre perciò mostrarsi sereni davanti ai capricci, che sono normali e fisiologici entro i 5/6 anni d’età e non dipendono necessariamente dallo stile educativo.
    Ci troviamo davanti a un fenomeno relazionale, in quanto non esiste nessun bambino che fa i capricci da solo; questi nascono sempre nell’interazione con un adulto.

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