Il metodo Bruno Munari

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Come stimolare il gioco creativo secondo Bruno Munari

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Quando ho incontrato Bruno Munari attraverso i suoi libri ero già mamma ma ho pensato di conoscerlo da sempre, sembrava che i miei genitori fossero sui discepoli, e mi sono anche montata la testa pensando alle attività che proponevo ai bambini quando da adolescente ero richiestissima come baby sitter. 

I materiali semplici

Ai genitori piaceva che i loro figli non fossero sempre attaccati alla televisione, io cercavo oggetti semplici per giocare:  le scope diventavano destrieri indomabili, i cucchiai di legno diventavano spade, i divani splendidi castelli. Quando facevamo un disegno utilizzavamo il caffè per fare la terra, lo zucchero per fare la neve ecc. I bambini che guardavo a fine giornata erano molto sporchi,  la casa spesso in disordine (d’altra parte per fare un castello da un divano devono essere movimentati un po’ di cuscini e qualche telo), ammetto che pensavo di non meritarmi i soldi che guadagnavo perché una volta scelti i materiali i bambini giocavano per ore da sol.
Il segreto del gioco autonomo è tutto li: stimolare la loro creatività senza sovrapporsi a loro.

Giocare è una cosa seria

La genialità di Munari sta proprio nella semplicità del suo messaggio - scrive il figlio Alberto Munari -  nella prefazione del libro “Giocare con tatto” di Beba Restelli (Franco Angeli/le comete).

 

Il gioco è un attività cognitiva a pieno titolo, e in quanto tale altrettanto seria che qualsiasi altra strategia di ricerca volta alla conoscenza del mondo  che ci circonda. Per il bambino così come per lo scienziato, il problema più importante è capire il mondo; ma per capire il mondo bisogna provocarlo affinché si manifesti. Llo scienziato lo provoca con le sue ricerche, il bambino con i suoi giochi.

Come recita un antico proverbio cinese citato nel testo: “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco.”

Non è importante il risultato “estetico” del gioco/disegno/lavoretto, ciò che importa è cosa imparano e quanto si divertono.
Di recente una mamma si è complimentata con me: l’ultima volta che i suoi figli erano stati a casa nostra si erano divertiti così tanto, si domandava cosa mi fossi inventata per far divertire insieme  4 bambini di età diverse.

Il gioco degli scatoloni

Io ero molto fiera di me, ma poi ho dovuto ammettere che i bambini, i miei e i suoi, avevano giocato tutto il tempo da soli, tutto ciò che avevo fatto era stato lasciare volutamente (almeno questo!) degli scatoloni e dei cartoni di recupero in cortile in bella vista. Poi mi sono solo goduta lo spettacolo.

giocare è una cosa seria 1


Hanno trafficato per un bel po’ di tempo nascondendosi semplicemente dentro agli scatoloni, poi alcuni con il loro peso si sono rotti allora hanno iniziato a modellarli e mi hanno chiesto se potevano utilizzare forbici e scotch, e così sono nate bellissime moto che però potevano usare solo con il casco!

munari

Lo spirito di Munari è quello che molto spesso troverete nei nostri articoli, magari vi sembreranno semplicistici o dai risultati esteticamente controversi ma sono tutte attività studiate per stimolare la creatività dei bambini, che in questo campo sono spesso (se non lo avete già capito lo scoprirete presto) molto più avanti di noi adulti.


di Eleonora Cossavella alias la KeElle delle Kemate
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Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e della genitorialità consapevole.
Ho dato vita a Lallafly.com e al suo blog GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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