Come comportarsi quando si trova un gattino abbandonato

Cosa fare quando si trova un gattino abbandonato.

Da quando viviamo in campagna è diventato per noi quasi normale trovare animali scappati dalla loro casa o abbandonati, di solito sono cani o gatti ma una volta ci siamo anche ritrovati una capretta nel cortile!

Se non sono aggressivi, li accogliamo, sfamiamo e dissetiamo e ci facciamo una passeggiata nella frazione per capire a chi appartengono ma quando si tratta di gatti e gattini la faccenda si complica: oggi scopriamo cosa fare e cosa NON fare quando si trova un gattino abbandonato grazia al progetto "A scuola di pet care" promosso da Purina e di cui siamo partner.

Chi avvertire se troviamo un gatto per strada

A differenza dei cani, per cui è obbligatorio per legge il microchip o il tatuaggio, per i gatti non è quasi mai possibile un collegamento diretto con il padrone. Di conseguenza è molto più difficile sanzionare o punire chi li abbandona.
Inoltre esistono molte colonie di gatti randagi di cui per legge si dovrebbe occupare il Comune tramite i gattili
Purtroppo non sempre questo iter funziona perchè il Comune non riesce ad occuparsene, i gattili sono strapieni e anche l'ASL o i vigili non se ne interessano

Quindi se trovate un gatto abbandonato e non avete intenzione di adottarlo l’iter corretto sarebbe quello di avvisare i Vigili che sarebbero tenuti ad avvisare il  il gattile di zona di mandare qualcuno a prendere quel gatto, in modo che possa essere ricoverato presso un ospedale veterinario convenzionato con  il gattile e poi possa essere introdotto nel gattile.

Da sempre esistono le "gattare" che cercano di prendersi cura di queste colonie come possono, inoltre spesso sul territorio esistono le Associazioni di volontariato che tutelano la salute di tutti degli animali.

Cosa fare quando trovate un gattino abbandonato

Trovare un gatto è una cosa che può capitare abbastanza facilmente se abitate in campagna. Aoi è capitato già due volte in cinque anni di trovare dei cuccioli, anche in città è relativamente facile imbattersi nel miagolio di un gattino.

Se avete trovato un gatto e non avete intenzione di tenerlo, potete contattare il Comune, i Vigili o le Associazioni animaliste.

Se però il gatto che avete trovato è un cucciolo dovete prestare attenzione ad alcune cose importanti.

Un cucciolo da solo potrebbe essere guardato da lontano dalla mamma, in questo caso portarlo via dal luogo in cui lo avete ritrovato potrebbe essere molto dannoso per lui. Ricordate che le migliori cure per un cucciolo sono quelle della sua mamma (non è così anche per gli esseri umani?) quindi non agite con fretta e controllate bene, allontanandovi e aspettando almeno mezz'ora per vedere se la mamma esce fuori dal suo nascondiglio per riprendere il cucciolo.

Come scaldare e nutrire un gattino appena trovato

Se il cucciolo è in una situazione di pericolo o siete sicuri che sia completamente da solo, avvicinatevi con cautela per prenderlo.

La prima cosa da fare è cercare di stimare la sua età, se ha ancora le orecchie piegate e gli occhi chiusi significa che ha poche settimane al massimo e va innanzitutto riscaldato. Il micio va tenuto in un ambiente in cui la temperatura sia di circa 30 °C.
Quindi se non è piena estate attrezzate una scatola con dentro una borsa dell'acqua calda rivestita con un panno di cotone o un panno assorbente, potete utilizzare delle traverse usa e getta se ne avete perchè è probabile che il gatto sporchi la scatola.

Quando il cucciolo sarà ben riscaldato potrà essere alimentato con del latte in polvere per gattini o in alternativa con del latte di capra reperibile nei supermarket.
Non utilizzata latte di mucca che potrebbe generargli problemi intestinali.
Per nutrirlo potete utilizzare una siringa senza ago se non avete un biberon a misura.
Come i nostri neonati, anche i gattini mangiano ogni due o tre ore, anche di notte.
Dopo il pasto è necessario massaggiargli con delicatezza il pancino, e, usando dell'ovatta inumidita, la zona anale e genitale per farlo evacuare.

Se il gattino che avete trovato ha già gli occhi aperti e cammina autonomamente, probabilmente ha già compiuto il suo primo mese, quindi potete alimentarlo con cibo in scatola morbido. 

Evitate di dare la gatto latte di mucca, non è un alimento adatto, potrebbe ingenerare una diarrea.

Devo pagare io la visita dal veterinario?

La cosa migliore a questo punto sarebbe farlo visitare da un veterinario, se lo portate voi direttamente siete responsabili del pagamento della visita, tenete conto che i veterinari sono dei liberi professionisti che si sostengono grazie al loro lavoro e che, soprattutto dalla primavera in avanti, ricevono moltissime visite di persone con gattini trovatelli, non possono sempre lavorare gratis.

Se notate raffreddore o diarrea o altri problemi di salute portate immediatamente il cucciolo da un veterinario, anche qualche giorno di diarrea in un gatto di qualche settimana possono portarlo in pericolo di vita.

In generale un'operazione che occorre fare con i gatti piccoli è quella di "sverminarli" ovvero di assicurarvi di eliminare eventuali parassiti che vivono nell'intestino. Questa è un'operazione importante per la salute del gatto e va fatta prima delle vaccinazioni. CHiedete consiglio al veterinario in occasione della visita.  

La convivenza con altri gatti di casa

Mettete il gattino in isolamento da altri gatti, se ne avete, fino a quando non l'avrete portato dal veterinario per evitare che possa veicolare qualche malattia infettiva e se deciderete di adottarlo fate attenzione perchè gli altri gatti, anche adulti, potrebbero considerarlo un "intruso" e aggredirlo.

A noi è capitato che la nostra gatta Kiki non abbia mai accettato l'arrico di due cuccioli orfanelli arrivati circa un anno dopo di lei. Nei primi mesi aspettava solo una nostra distrazione per assestare al malcapitato una bella zampata! Per fortuna crescendo hanno imparato a difendersi e, soprattutto il maschio, si è di gran lunga vendicato.

Gattili e trovatelli

Sono oltre 2.600.000 i gatti senza casa e ogni anno ne vengono abbandonati circa 50.000, non si parla di problema sociale perché, diversamente dai cani, i gatti difficilemnte diventano un pericolo per l'uomo, ma se volete regalarvi un gatto fatevi un giro nei gattili scoprirete le storie dei gattini trovatelli e potrete scegliere tra tanti esemplari che aspettano solo di trovare una famiglia accogliente.

5 passi da fare quando si trova un gattino abbandonato

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Quindi ecco un riepiologo di cosa fare quando si trova un gattino abbandonato:

  1. Assicuratevi che sia solo prima di portarlo via
  2. Cercate di stimare la sua età
  3. Se ha meno di un mese riscaldatelo e metterlo in un ambiente con almeno 30°
  4. Nutritelo con latte in polvere oppure con cibo in scatola morbido se è già in grado di mangiare, non utilizzate il latte di mucca
  5. Portatelo dal veterinario per controllare la sua salute

Dopo aver somministrato le dovute cure ed esservi accertati che non appartenga a nessuno dei vostri vicini potete contattare i Vigili o contattare una delle associazioni animaliste del terriorio, ecco le principali:

Ma probabilmente a questo punto gli occhioni grandi del cucciolo, predisposti dalla natura per innescare il nostro istinto di protezione avranno fatto già il loro effetto, i vostri figli saranno al settimo cielo e gli avranno già dato un nome e sapete come funziona... se dai un nome a qualcosa, ti ci affezioni (cit. Mike Wasosky)

Prima di decidervi ad adottarlo però controllate la nostra check-list per capire se siete veramente pronti ad accogliere un animale in famiglia e leggete questo articolo dedicato all'accoglienza dei gattini sul magazin di Purina.

 

Il progetto A Scuola di Pet Care

Due parole su questo progetto straordinario di cui facciamo parte.

A Scuola di Pet Care è un progetto che nasce dal desiderio di avvicinare i bambini alla cultura della cura e del rispetto degli animali.

Lavorare sui bambini significa creare adulti coscenziosi e consapevoli sul tema del rispetto di tutti gli esseri viventi nonchè creare futuri compagni capaci e affidabili di animali da compagnia felici, non pericolosi o molesti.
Un progetto molto ambizioso e con una valenza davvero importante sul quale Purina investe grandi energie e risorse da oltre 10 anni.

Quest'anno il progetto A Scuola di Pet Care si arricchisce di molte parti, per farlo siamo state coinvolte noi mamme digitali. In questi mesi su molti blog curati dai genitori per i genitori troverete articoli relativi agli animali di compagnia. Ognuno di noi ha proposto 10 temi che ci sembravano di interesse come genitore. La cosa bella è che ogni blogger ha la sua sensibilità e la sua storia e quindi i temi sono spesso originali e sicuramente anche il modo in cui saranno trattati sarà eclettico e arricchente.

Molti articoli saranno pubblicati sul Pet magazine on line di Purina, un sito ricco di infrmazioni estremamente interessanti per chi ama, ha o desidera avere un pet.

A Scuola di Pet Care per le Scuole dell'obbligo

Da ben 11 anni il progetto A Scuola di Pet Care entra nelle scuole e vede alunni e insegnanti entusiasti. Purina, con la collaborazione di Giunti, mette a disposizione gratuita di migliaia di scuole kit cartacei e scaricabili, per realizzare progetti didattici che ruotano attorno al tema dei pet. I kit sono gratuiti e limitati.
Le scuole poi realizzano dei materiali che, se premiati, vengono trasformati da Purina e Giunti in veri e propri cartoon.

Per partecipare al progetto basta andare sul sito A Scuola di Pet Care di Purina dove ci sono aree specifiche per famiglie, insegnanti e bambini.

Godetevi questa storia straordinaria, realizzata da una I elementare.

di Barbara Lamhita Motolese

 

130x130in collaborazione con A Scuola di Pet Care Purina

 

Immagini: Two adorable little girls e Cute tabby kittens on Shutterstock

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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