Nostra figlia avrà le "mesturazioni"

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La prima volta che ho sentito nominare le mestruazioni c’era un errore. E anche l’ultima. Nella prima l’errore era di ortografia, nell’ultima l’errore stava nel tempo del verbo.

Il mio amico Sandro aveva due fratelli più grandi, e quindi del sesso sapeva praticamente tutto. Avevamo 8 o 9 anni quando prese la parola, un giorno a Ticino, per spiegarmi le mesturazioni. Le chiamò così, imprimendomi nella mente il gesto di quel mestolo che rimesta tra gli ormoni. Lo corressi, e lui che era abituato a essermi maestro non ci volle credere.

Scommettemmo. Consultato il vocabolario, vinsi un cornetto al bar dell’oratorio. Tiè. Io sapevo come si diceva, perché mia mamma me ne aveva parlato, e avevo capito come si scrivevano le mestruazioni. Cosa fossero restava, però, piuttosto misterioso.

L’ultima volta che ho udito parlare di mestruazioni è stato ieri. Mia moglie mi ha segnalato alcuni elementi dello sviluppo di nostra figlia grande. C’è giusto un accenno di seno, ma – diamine – c’è, l’avevo notato. Ma l’ultima tessera del mosaico è la perdita di un canino. Il dentista dice che si perdono verso gli 11 anni, in coincidenza con lo sviluppo. La nostra primogenita di anni ne ha 9 e il suo canino sinistro è qui davanti a me, che mi osserva.

Non è più tempo di topini e dentini, no. Mia moglie dice che è il momento di parlarne. «Parliamone, certo» – dico io un po’ frastornato. «Parliamo-LE» – riaggiusta il tiro lei, sorridendomi serissima...

 

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