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Mercoledì, 20 Maggio 2015 00:00

Autosvezzamento o meglio a tavola con mamma e papà

Autosvezzamento Autosvezzamento

Autosvezzamento: Intervista al pediatra Dott. Montini

Autosvezzamento e alimentazione complementare a richiesta: modi diversi per indicare la stessa modalità di “svezzamento”: l'introduzione di antigeni in associazione al latte materno, in altre parole accompagnare i lattanti alla scoperta del cibo.
Si tratta di una vera e propria esplorazione dei nuovi alimenti in cui il bambino viene accompagnato da una famiglia che gli insegnerà con l’esempio e l'imitazione ad assumere una dieta sana.

E le tabelle di svezzamento? Gli omogeneizzati? Il mais tapioca e l'introduzione di alcuni cibi solo dopo l'anno di vita?

Per fare luce ed aiutare i genitori a scegliere in modo più consapevole quali cibi dare ai bambini dal sesto mese, ci siamo rivolti a Tommaso Montini,  pediatra di famiglia di Napoli, padre di tre figli, impegnato nell’ACP (Associazione Culturale Pediatri) della Campania

In due parole cosa si intende per autosvezzamento?

Due parole? “Non fare”.  Però ne rubo altre due: “lasciar fare”. Lasciar fare a chi? Ma ai bambini naturalmente! E alla natura, che sapeva svezzare i bambini meglio e prima di tutti noi!

Quando si può iniziare con l'autosvezzamento?

Quando vogliono loro! E quando vogliono? Quando allungano la mano nel nostro piatto per provare quello che mangiamo noi! Questo capita quando il loro intestino è maturo.  I bambini vogliono saggiare quello che mangiamo noi e sono pronti per farlo, intorno al quinto-sesto mese. Ma qualcuno lo fa anche prima!

Non è pericoloso per la digestione dei bambini introdurre tutti i cibi subito, anche quelli più allergizzanti?

“Pericoloso”? “Mamma mia” che parola angosciante! Attenzione: stiamo parlando di “pappe” non di residui tossici! Non solo non è pericoloso, ma è addirittura protettivo.
Le evidenze scientifiche, infatti, dicono che se il contatto con gli allergeni alimentari avviene  nell’intestino, piuttosto che attraverso la cute o attraverso le vie respiratorie, il rischio di sensibilizzazioni è minore.  Su questa affermazione un po’ affrettata però qualche parola in più bisogna dirla.
Il sistema immunitario può incontrare gli allergeni alimentari, e sensibilizzarsi, anche senza che questi siano ingeriti! Può farlo attraverso la cute che è permeabile alla polvere delle cucine (che li contiene tutti), o le labbra della mamma che bacia il suo bambino dopo mangiato. Può farlo però anche attraverso le vie respiratorie! Gli odori di quello che si cucina possono essere, infatti, allergeni inalati e possono esserlo anche quelli presenti nel respiro della mamma dopo il pasto!
Si sa oggi che l’incontro (o lo scontro) tra allergeni alimentari e cellule del sistema immunitario è meno “burrascoso” nell’intestino (maturo), piuttosto che per altre vie. L’intestino è infatti un organo che processa un mondo esterno che entra in quello interno. La sua funzione “lavora”, in genere, per la tolleranza! Meglio quindi che bambino e allergene si incontrino prima nella pancia, piuttosto che altrove!
Ma c’è dell’altro. A tavola con mamma, quando si usa lo stesso cucchiaio, si incontra anche la sua saliva e, dopo il pasto, anche il suo latte. Entrambi contengono citochine, sostanze cioè che modulano la risposta immunitaria e riducono il rischio di sensibilizzazione.
Non vi ho ancora convinti? Ok, e allora vi dico anche questa: per motivi sconosciuti il periodo che va dal quinto al nono mese è un tempo in cui il sistema immunitario è naturalmente meno reattogeno. I dottori lo chiamano “finestra immunitaria”.
Questo vuol dire che la sensibilizzazione allergica è meno probabile se il “nemico” si incontra in questo tempo piuttosto che prima o dopo!
E allora? Assaggi a tavola con mamma e papà, nel sesto mese, insieme al latte materno prevengono le allergie alimentari! Non “le fanno venire”!

Ma i nostri cibi sono salati o zuccherati. Cosa dobbiamo fare? Togliere sale e zucchero dalla nostra dieta?

Ma perché? I nostri bambini sono “vecchietti” che hanno il diabete e l’ipertensione? E perché poi noi potremmo averli e i bambini no? Questa è discriminazione! C’è stato un tempo in cui si è ipotizzato che una dieta iposodica durante lo svezzamento prevenisse l’ipertensione in età successive. Gli studi non hanno confermato questa ipotesi ma non si sa perché il sale è rimasto nel libro dei cattivi! Certo, il troppo non fa mai bene e quindi non consiglio le patatine (a tutte le età!) ma il giusto, che rende le pietanze buone, non ha mai fatto male a nessuno!
E lo zucchero? Che sarebbe la vita se non ci fosse un po’ di dolce!
Anche lo zucchero “fa male” se è troppo; ma “fa male” quello adesivo che resta in bocca e che altera flora e acidità del cavo orale. Non dimentichiamo poi che lo zucchero fa funzionare tutto l’organismo e nel cervello stimola la produzione di endorfine, le sostanze del piacere!

Quindi possiamo dire addio agli omogeneizzati?

Gli omogeneizzati sono alimenti per vecchietti sdentati. Non sono cattivi! Anche i bambini e anche noi possiamo mangiarli. Costano molto e un frullino “li produce” a tavola senza fatica. Se qualcuno però vuole usarli per comodità non vedo perché non dovrebbe!

È meglio un cibo fatto in casa che uno comprato?

Non tutti possono contare sull’orto o la fattoria di famiglia. Quasi sempre è necessario comprare i cibi che mangiamo.  Non capisco però perché molti vadano a comprarli nei negozi delle medicine Personalmente preferisco le marmellate che fa mia moglie e quello che cucina lei!

Quale consiglio dare? Bisogna fare attenzione alla stagionalità, per esempio i primi consigli in genere sono brodo con patata, carote e zucchini, ma se gli zucchini a gennaio non ci sono?
Sono ormai sette anni che non consiglio brodini con patata, zucchini e carote. Ma se piacciono a tutta la famiglia, certo, vanno benissimo!  Però la ricetta di mia moglie è migliore: il brodo vegetale viene più buono se ci mettete anche la cipolla il sedano, forse qualche verdura e forse ci mette anche un pezzetto di parmigiano.
Pesticidi, ormoni...Oggi se ne parla molto. Dicono che tutto quello che mangiamo noi è pieno di queste cose e allora per i bambini hanno inventato “gli alimenti specifici per bambini!”. Quelli che le “industrie amiche dei bambini” hanno selezionato solo per loro, con procedure severissime. Non voglio fare il solito “mal pensante” e mettere in dubbio la buona fede delle aziende che, per questo motivo, scoraggiano i cibi degli adulti a favore dei vasetti controllati. Però mi chiedo: un pesticida cancerogeno svolge la sua azione tossica nell’arco di un tempo lunghissimo. Che senso ha dunque proteggere i bambini con alimenti super controllati per due-tre mesi se poi dopo mangeranno i soliti “cibi tossici” che mangiamo noi?
Se il discorso pesticidi è vero, facciamo una crociata a favore dei cibi in vasetti per tutti! Sbaglio? Io penso che per noi, e non solo per i nostri bambini, è meglio comprare cibi freschi, di stagione che richiedono meno interventi per essere conservati.  Impariamo poi a variare la nostra alimentazione. Ci fa bene, ma in questo modo riduciamo anche l’effetto accumulo di una ipotetica sostanza tossica presente nel singolo alimento.

Ci sono cibi assolutamente da evitare? Quali?

Quali alimenti evitare per i bambini? Gli alimenti per bambini! Sempre! Sono da evitare cioè tutti gli alimenti che mettono il bambino in condizione di mangiare anche quando non ha fame! Cioccolata, merendine, patatine, coca cola, succhi di frutta.
Certo, non sto parlando di svezzamento, ma con una domanda come questa non potevo farmi sfuggire l’occasione di dirlo. La cattiva alimentazione dei bambini e l’obesità sono ormai emergenze planetarie molto gravi!
Tornando allo svezzamento. La risposta è: va evitato quello che fa male a tutti, non solo ai bambini.
Sarebbe inutile dirlo ma durante lo svezzamento i bambini non devono avere: cioccolata, vino, coca cola, champagne, frutti di mare, caffè, cibi molto piccanti.

Quindi le tabelle a tappe a partire dal 5 mese le utilizziamo o no?

Ci sono mille usi! Lascio a voi la fantasia. A me piacciono gli aeroplanini di carta!


[La seconda parte dell'intervista presto on line con domande su allattamento e autosvezzamento]

 

di Silvia Musso
Giornalista, non solo in campo ambientale ma anche sociale, da quando è diventata mamma è sempre più attenta alla sua impronta ecologica e anche a quella di tutta la famiglia.
Alla guida di AICA (Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale) ha portato in Italia la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, coordinandone le prime due edizioni.
 

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

Sito web: www.genitorichannel.it

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