Cellulari e wi-fi: proteggiamo i bambini

Cellulari e wi-fi sono dannosi per i bambini?

Vediamo un po' di evidenze, il principio di precauzione e qualche accorgimento utile.

Le onde elettromagnetiche. Non si vedono e non si sentono. Trasparenti, silenziose, onnipresenti: è facile trascurarne l'impatto.
Tuttavia un impatto lo hanno, e non è trascurabile.

Con elettrosmog si intende l'inquinamento derivante da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, che coprono un grosso intervallo di frequenze ed in cui includiamo quelle prodotte da cellulari e wi - fi e le reti che li sostengono (a bassa frequenza, su cui per semplicità ho deciso di concentrarmi), ma anche onde a frequenze più alte come le microonde.

Viene molto sottovalutato, e messo in discussione, ma ci sono ormai molte evidenze scientifiche che suggeriscono l'adozione almeno del principio di precauzione.

Evidenze scientifiche e principio di precauzione

La ricerca scientifica sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche non è univoca, e nemmeno ancora sufficientemente sedimentata. Ci sono tuttavia almeno alcuni punti fermi su cui vale la pena di riflettere.

- L'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato le onde elettromagnetiche a radiofrequenza (in pratica: tutte le frequenze che usiamo noi, dalla radio al wi-fi) come "Possibilmente cancerogene", nella classe 2B. Ovvero la classe per cui non ci sono ancora sufficienti evidenze scientifiche per dichiarare le sostanze cancerogene, ma sufficienti per poter dire che potrebbero proprio esserlo, e che quindi vanno monitorate.
fonte: http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf

- Gli effetti negativi imputati alle onde elettromagnetiche non si limitano all'ipotesi della cancerogenicità, ma riguardano anche l'azione di disturbo delle funzioni fisiologiche. Ad esempio sonno, concentrazione, memoria. Questo vuole ad esempio dire che bimbi sovraesposti a fonti elettromagnetiche potrebbero sviluppare disturbi del sonno o dell'attenzione. Anche alcuni mal di testa sono risultati migliorare con l'eliminazione dei dispositivi senza fili dai luoghi di vita.

- I bambini sono più sensibili degli adulti a questi effetti negativi. Questo è evidenziato anche dal Presidential Cancer Panel degli Stati Uniti 2008-2009 e dall'American Academy of Pediatrics nel 2012.
I motivi li riassume il pediatra Eugenio Serravalle sul suo blog: i bambini sono più vulnerabili ai campi elettromagnetici ad alta frequenza dei telefoni mobili a causa del lungo periodo di esposizione cui possono essere esposti e delle caratteristiche anatomiche del loro corpo: la loro struttura ossea ha uno spessore ridotto, il loro tessuto cerebrale assorbe maggiormente l’energia dei telefoni mobili.

  - Come per altri agenti di inquinamento ambientale, entro certi limiti i danni possono essere contenuti, ma il sovraccarico rischia di diventare più pericoloso. Questo è vero soprattutto per i nostri bambini, che mai come prima nella storia sono esposti a radiazioni elettromagnetiche in maniera massiccia e fin dalla gestazione.
Di fatto è la prima generazione che sperimenta questa novità, e nessuno è in grado di garantire che non produca danni a lungo termine.

Considerato tutto quanto sopra, moltissimi membri delle comunità scientifiche di tutto il mondo si appellano per questa materia al Principio di Precauzione: ovvero una politica di scelte improntata alla cautela, in attesa di conferme.
In soldoni: anche se non ne abbiamo ancora la piena certezza, comportiamoci come se fossimo certi che fanno danni; se aspettiamo le prove schiaccianti, i danni a quel punto potrebbero essere gravi.

Qualche accorgimento per diminuire l'impatto dell'inquinamento elettromagnetico

Sappiamo tutti che un'eventuale battaglia per liberarci del tutto dalle emissioni elettromagnetiche, è persa. I ripetitori sono ovunque, le aree wi-fi anche, le connessioni attive all'interno di un condominio decine ....
Però, io credo, non è il caso di farsi scoraggiare: vale lo stesso la pena di lavorare laddove si può, perlomeno per diminuire il carico ricevuto, soprattutto dai bambini

Ecco alcune idee attuabili a seconda delle possibilità:

- Cablare la connessione, preferendo ad esempio l'adsl.
In casa utilizzare il più possibile il cavo spegnendo la funzione wi-fi sul router. Si trovano in commercio cavi di rete anche molto lunghi, per poter utilizzare lo stesso router da due stanze distanti. Forse il cavo che gira gli angoli della casa non è molto estetico, ma di certo impatta molto meno sulla salute di lunghi tempi di wi-fi acceso.

- Se proprio è necessario utilizzare il wi-fi in casa, almeno tenerlo lontano dai bambini, e spegnerlo quando non lo si usa, sempre la notte.
E ricordarsi di disattivare anche il dispositivo  del computer quando non serve, perché anche in assenza di attività cerca sempre la fonte più vicina.

- Non permettere ai bambini di giocare con i telefoni cellulari. So benissimo che per loro sono oggetti irresistibili, ma dovrebbero proprio evitarne o almeno limitarne l'uso. Perlomeno lasciarli loro il meno possibile, e spenti.

- Preferire il telefono a filo al cordless, che a sua volta ha alte emissioni. Se non è possibile, anche in questo caso evitare di lasciarlo in mano ai bimbi.

- Non lasciare mai nessuno di questi dispositivi vicino a bambini che dormono. Svuotare il più possibile lo spazio intorno al loro letto da cavi ed apparecchi.

- Quando possibile spegnere il cellulare all'interno dell'abitacolo della macchina se ci sono bambini: il segnale che cambia sempre direzione ed i materiali con cui è costruito il veicolo aumentano le emissioni.

- Tenere sempre il cellulare, il computer ed il router lontani dalla pancia di una mamma in gravidanza.

 - Informarsi con spirito critico sull'utilizzo massiccio del wi-fi all'interno della scuola. Ed eventualmente opporsi come già molti comitati di genitori fanno.
Trovate a vostro sostegno un avviso pubblico dell'American Academy of Environmental Medicine diramato per mettere in guardia contro l'utilizzo del wi fi nelle scuole. Lo trovate tradotto su Infoamica. Si tratta di una lettura interessante.

Per approfondire:

- BioInitiative Report 2012. Una pubblicazione curata da un team internazionale di ricercatori, relativa agli effetti biologicamente rilevanti dei campi elettromagnetici a bassa intensità, mantenuta aggiornata. Per quanto abbia ricevuto delle critiche per alcuni aspetti metodologici, è un'opera davvero rilevante, di cui potete leggere le conclusioni per farvi un'idea, anche se non sono confortanti.

- La pagina dedicata all'elettrosmog del CNR.

Da vedere:

Documentario della BBC tradotto e trasmesso in Italia da Report, che parla dei dubbi sul wi-fi nelle scuole e di evidenze e ricerche correlate.

 

di Caterina Lazzari
LibereLettere

con il prezioso contributo di Democratic Nutrition

Immagine: apdk on flickr

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