Mamma "solo" normale...

By Maggio 06, 2011

Ecco un post che partecipa alla nostra rassegna di mamme super eroi e dei loro super poteri... chi scrive è Verena, scrive della normalità del quotidiano di una mamma, sola, e questa normalità non lascia indifferenti, fa trapelare proprio quanto speciale possa essere una mamma... un bel post per la vigilia della Festa della Mamma.

***

Io sono una mamma e tu che super poteri haiPremetto che non credo nei superpoteri, magari qualcuno li avesse, forse, chissà, mi darebbe una mano. Credo in quello che sono o cerco di essere tutti i giorni, perchè l'ho scelto, perchè mi è capitato e perchè tutto sommato la vita è un'esperienza meravigliosa e vale la pena crederci.

 

Chi sono io?
Sono una mamma. La metto per prima non perchè essere madre mi "basti", serva a far quadrare e dare un senso a tutta la mia esistenza, ma perchè da quando sono madre sento che non potrei mai smettere di esserlo. Con i miei figli, con altri figli, credo che quando una donna diventa madre è madre sempre. Altre passioni, amori, dipendenze potranno susseguirsi ma questo non cambierà.
Sono la mamma orgogliosa di due bambini di luce e miele di due e quattro anni.

Sono una creativa. Lavoro nel campo della comunicazione da quasi dieci anni ormai. Lavoro interessante, sempre vario, ma lavorare per grandi clienti che hanno diciamo priorità diverse dalle mie mi ha un pò stufato. Lavoro in un ufficio di soli uomini, distante una ventina di minuti di macchina da casa mia (e dalla mia vita vera) dalle 8.30 alle 15.00 (part time dicono, loro).

Sono un'isegnante di massaggio infantile per passione e studio per diventare educatrice perinatale. Il mio sogno è di aprire un centro di accompagnamento alla nascita che possa essere un punto di incontro, informazione e sostegno per le donne e le coppie che si trovano ad affrontare la nascita e la crescita di
un figlio.

Sono una donna che fa. Non riesco a stare con le mani in mano e allora se non cuciniamo tutti e tre naturalmente (torte, biscotti e stuzzichini), facciamo pittura, laboratori artistici con la carta o materiali di recupero e costruiamo, per poi demolire quasi tutto dal cibo ai castelli di legno!

Sono una madre sola (da qualche mese). Ferita, dolorante e un pò stanca ma
ancora in piedi.
I miei genitori vivono lontani e a parte qualche amica sposata con figli, non conosco nessuno. Mi sono concessa il superlusso di una baby-sitter due pomeriggi a settimana per un paio di ore per cercare di pensare un pò a me, ma non mi ricordo più come si fa e alla fine sono più le volte che rimango a casa
con loro che altre.

Cerco tutti i giorni di affrontare la vita al meglio di me, a volte ci riesco, altre volte non mi basto. A volte rido, a volte urlo, gioco, leggo, canto, piango.
Sono una donna normale che non ha il tempo di pensare a tutto quello che sta per fare perchè deve già pensare al come farlo e forse in questo sono più vicina ad una bambina di quanto io stessa non pensi.

Questa è la normalità, e quanta ce n'è!

di Verena D.P.

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    Incontriamo Kiara Dea, autrice del romanzo “Svegliarsi dentro a un sogno”. Parlaci un po’ di te.

    Sono una mamma, ho due bambini e sono felicemente sposata da più di vent’anni. Ho un lavoro part-time e nel tempo “libero” assisto mia madre invalida e faccio la mamma, oltre a gestire un’attività lasciata alla famiglia da mio padre, deceduto qualche anno fa.  

    Questo è il tuo primo romanzo, che hai autopubblicato con Amazon Kindle. Quando hai trovato il tempo di scriverlo, visto i tuoi numerosi impegni?

    Mi è sempre piaciuto scrivere (oltre a leggere, naturalmente), ma non avrei mai pensato di riuscire a scrivere un romanzo. La cosa è nata e si è sviluppata lentamente, un po’ alla volta e senza troppe aspettative. Ho scritto per il piacere di farlo. I personaggi hanno quasi preso vita da soli. Il lavoro di revisione è stato più duro perché ho dovuto fare tutto da sola. 
    Ho scritto principalmente di notte e nei ritagli di tempo, la revisione l’ho fatta soprattutto durante i viaggi nei mezzi pubblici per recarmi al lavoro, con lo smartphone.

    Perché hai scelto di autopubblicarti?

    Una volta terminato il libro, mi sono guardata attorno e ho scoperto che di neoautori come me ce ne sono a migliaia! Le case editrici scrivono a chiare lettere di non spedir loro manoscritti, in quanto non hanno il tempo di leggerli. A quel punto ho fatto una piccola ricerca ed ho scoperto questa bellissima opportunità di poter predisporre un libro personalmente, sia cartaceo che in formato ebook, in modo completamente gratuito. Ho scelto Amazon perché mi dava maggiori garanzie sul fatto che il prodotto risultasse di buona fattura. Inoltre adoro il programma Kindle, mi piace molto la sua impostazione grafica per gli ebook. Devo dire che sono soddisfatta anche della versione cartacea.

    Il tuo romanzo è un giallo-rosa, sei un’appassionata del genere?

    Fin da piccola ho letto molto, soprattutto autori classici. Con gli anni il mio gusto è virato verso la letteratura romance, che mi aiuta a evadere dalla routine della quotidianità. Mi piacciono anche i gialli, purché non siano troppo cruenti. Per questo ho scelto un mix di rosa e giallo.

    Svegliarsi dentro a un sogno racconta di una mamma single e dei problemi che queste donne devono affrontare. Quindi non è autobiografico?

    No, decisamente. Non mi trovo né mi sono mai trovata nella sfortunata condizione iniziale di Annie, la protagonista del romanzo. Ma ho molte amiche che hanno dovuto affrontare questa situazione, quindi mentre scrivevo il libro sono riuscita ad immedesimarmi nella parte della protagonista.

    Senza svelare troppo della trama, ci ha colpito il fatto che la protagonista per anni abbia rinunciato alla sua sessualità, forse perché scottata dall’esperienza negativa con il marito o forse perché crescere un figlio da sole richiede una quantità di tempo e di energia che soffoca i naturali impulsi di una donna. Ti è mai capitato di attraversare uno di quei momenti?

    Certo. Diventare mamma è già un’esperienza che assorbe moltissime energie. Io ho attraversato un momento molto difficile quando ero incinta della mia secondogenita. Mio padre si è ammalato, ed è morto quando la piccola aveva sette mesi. Mi sono trovata a dover affrontare il lutto, la gestione di un’azienda di cui non sapevo quasi niente, due figli di età molto diverse (all’epoca il primogenito aveva otto anni). In quel periodo la mia sessualità era totalmente assopita, lo stress era troppo e ho seriamente rischiato la depressione. Mio marito mi ha sempre sostenuta e aiutata, è soprattutto grazie a lui e anche alla mia forza di volontà se sono riuscita a venirne fuori e a ritrovarmi anche come donna, oltre che come mamma.

    Hai qualche altro manoscritto in cantiere?

    Ho cominciato il secondo romanzo, questa volta più noir rispetto al primo, ma per ora è troppo presto per anticiparne la trama. Anche perché mentre scrivo i personaggi scelgono di modificare il canovaccio che ho in testa, e non so mai esattamente cosa succederà e dove mi porteranno.

    Come si fa ad acquistare Svegliarsi dentro a un sogno?

    Per ora il romanzo è in esclusiva presso il Kindle store di Amazon in formato ebook e partecipa anche al programma Kindle Unlimited (chi è abbonato lo può leggere gratuitamente). Inoltre chi acquista l’ebook lo può prestare senza costi aggiuntivi per 14 giorni ad altri lettori. La versione cartacea è acquistabile tramite il sito Amazon.it, la spedizione è gratuita per chi aderisce ad Amazon Prime. 



     

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