Giovedì, 23 Ottobre 2014 00:00

6 scuse per non fare sport (che non reggono)

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Più sport = più salute, più felicità, più autostima per i nostri bimbi.

Mens sana in corpore sano... la frase è nella lingua della culla della nostra civiltà, non è in cinese, o in gotico o gaelico, eppure l'Italia arriva nelle ultime posizioni in Europa sulle statistiche che riguardano il benessere fisico e si piazza male anche sul resto: siamo il Paese dove è più basso il numero di giovani coinvolti nello sport, è più alta la percentuale di obesità tra i bambini. 

Questi alcuni dati forniti dal CONI durante una giornata organizzata da kinder+sport.

Ecco le 6 ragioni per cui noi genitori spesso ci opponiamo allo sport:

“ma lo sport costa caro”

questa è una delle prime obiezioni che sento.
OK uno dei più grandi limiti è che nonostante la scuola ormai sia quasi solo a tempo pieno, anziché prevedere pomeriggi all'insegna di arte, sport, musica, i bambini spesso non hanno nessuna di queste attività. ...per cambiare questo occorre crescere persone che conoscono il valore di queste discipline, dunque noi possiamo fare qualcosa per il futuro: educare a sport, arte e musica i nostri figli.

Per il momento, prima di farne una questione di soldi, ricordiamo che esistono sport per tutte le tasche: in alcuni posti c'è più scelta in altri meno, ma se riflettiamo sull'importanza dello sport per il benessere fisico attuale e futuro e per il benessere generale dei nostri figli ci accorgiamo che vale più di tanti regali.

Sport: come risparmiare

  • In molti comuni vengono organizzati corsi comunali per adulti e per bambini con prezzi accessibili che in genere sono meno di 10 eur a settimana.
  • L'oratorio della parrocchia spesso riesce a mettere in piedi una squadra di calcio, di basket o pallavolo, a prezzi sempre ultra modici, e non c'è bisogno di essere dei frequentatori della chiesa o battezzati per frequentarli.
  • I centri CONI normalmente offrono una qualità altissima di istruttori e prezzi accessibili.
  • Alcuni sport sono più economici di altri, in genere gli sport di squadra lo sono.
  • Se vivete nei paesi lontani dalla città, a volte la scelta è inferiore e richiede maggiore sforzo di spostamento, ma potete anche trovare centri in cui fare sport a prezzi molto competitivi: lezioni di equitazione a 10 euro l'ora, pallavolo a poche decine di euro l'anno perché sponsorizzate dall'avis, o da altre associazioni...
  • prima di farvi frenare da motivazioni economiche, guardatevi intorno con attenzione.

Oggi grazie alle iniziative di sostegno allo sport di aziende come nel caso di Kinder+sport, vi sono iniziative gratuite o sovvenzionate in larga misura, che rendono lo sport una possibilità per chiunque.


“ma non ho tempo”

Il tempo è sempre scarso, ditelo a me: 3 figli e un lavoro. Tuttavia:

1. il tempo è una questione di priorità, se scegliamo di dare importanza ad una certa cosa, il tempo salta fuori. Meglio poco che nulla.
Lo sport fa bene ai bambini, ma fa molto bene anche ai genitori e ai nonni.
Per noi genitori: se lavorate potete pensare di riservare la pausa pranzo di 2 giorni a settimana allo sport; per i bambini potete pensare di concentrare lo sport nel fine settimana, oppure scegliere 1 solo giorno alla settimana, è poco, ma meglio di nulla;

2. quando i bambini fanno sport la cosa davvero preziosa è fare rete con altri genitori, questo consente di avere qualcuno che può aiutarci a portare o riprendere i bambini dagli sport. Tra l'altro fare sport con gli amichetti è davvero stimolante per i bimbi, una scusa per vedere l'ora di sport come un'ora di gioco e non di fatica.

“ma deve studiare”

Lo sport fa bene allo studio, le ricerche scientifiche in merito sono molto chiare:
[1] vi è una stretta correlazione tra le capacità motorie e le capacità attentive e mnemoniche di una persona: le ricerche pubblicate nel Journal of Sport & Exercise Psychology[2] hanno dimostrato che una buona forma fisica è stata associata positivamente ad indici neuroelettrici di attenzione e di lavoro della memoria.

Uno studio del 2005 [3] ha dimostrato che gli studenti che sono fisicamente attivi prestano maggiore attenzione durante le lezioni rispetto a studenti sedentari.

Gli studiosi della California State University di San Bernardino hanno constatato[4] che dal punto di vista psicologico, individui fisicamente attivi riferiscono alti livelli di autostima e più bassi livelli di ansia, che sono stati entrambi associati a migliorare il rendimento accademico.

“ma poi si stanca troppo”

L'inattività rende la nostra muscolatura debole, dunque il corpo si impigrisce, l'inattività dei muscoli si riflette sulla struttura ossea. La struttura ossea infatti si rafforza e si mantiene sana grazie al lavoro dei muscoli che aiutano a fissare il calcio (la migliore terapia per l'osteoporosi in donne in menopausa è l'attività fisica con i pesi).

L'attività fisica stanca, ma più il corpo è allenato e più occorre movimento per stancarsi, e nonostante la stanchezza, la capacità di attenzione della persona è maggiore, lo stress minore, il riposo migliore.

“ma gli basta il movimento che fa, è talmente un'agitato”

Per i bambini l'attività motoria è indispensabile per lo sviluppo: senza l'esercizio fisico la capacità del bambino di avere il controllo e la percezione del suo corpo, di sviluppare la capacità di muoverlo, rimane ad un livello rudimentale.
Il movimento libero può essere sufficiente nei primi anni ma i bambini dopo i 6 anni sono impegnati a scuola e poi nei compiti e soprattutto d'inverno hanno veramente poche occasioni di muoversi.
Lo sport strutturato permette di avere un appuntamento fisso con il movimento, indipendentemente dal tempo che si riesce a passare all'aperto.

Questo è tanto più valido per bambini poco atletici e coordinati.
Per i bambini iperattivi, lo sport è l'ideale per aiutare la concentrazione e l'attenzione.

“ma lui è cagionevole”

Quando siamo andati all'evento di Kinder+sport abbiamo conosciuto AnnaMaria Marasi, campionessa di Volley della nazionale. Mi ha colpito molto il racconto della sua storia da campionessa che inizia così: “quando ero piccola ero troppo magra, volevano mettermi il busto, ero strabica e soffrivo di asma, poi ho cominciato a giocare a pallavolo...” il resto è storia :-).

Lo sport è tanto più un aiuto per quelli che hanno dei problemi fisici, sino ad arrivare ai bambini con handicap per i quali lo sport può rappresentare uno straordinario strumento di sviluppo non solo fisico, ma anche sociale, di autostima, di benessere.

Kinder+sport

Sono entusiasta di parlarvi di questa iniziativa, un progetto di responsabilità sociale di Ferrero che ha coinvolto 2.000.000 di ragazzi e 7 discipline sportive.

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Kinder è Ferrero, e il fondatore di Ferrero era un imprenditore italiano illuminanto che non ha creato solo una “fabbrica” ha voluto creare una realtà di benessere per la sua comunità, per il paese in cui abitava. Negli anni Ferrero è diventato un colosso, ma è bello pensare che mantiene questa attenzione verso la comunità finanziando attività sane.

Certo che i progetti sociali di Kinder sono un'investimento in comunicazione, ma che bello far parlare di sé perché i bambini possono crescere sani, divertirsi e imparare. Lo sport è una scuola di vita, oltre che una terapia di prevenzione di problemi di salute.
Tra l'altro cioccolato, zuccheri e grassi non sono certo l'ideale per i bambini che si muovono poco e le persone sedentarie, mentre sono la coccola giusta quando il corpo è allenato e fa movimento regolarmente.

Kinder+sport ha progetti e finanzia 7 discipline sportive: volley, basketscherma, atletica, vela, e nuoto, inoltre organizza dei campi multi sport e delle iniziative di tennis per i ragazzi.

Click per donare 50.000 eur alle associazioni sportive

Per il secondo anno Kinder+sport lancia Kinder+Sport+1clik: con questa iniziativa le 20 associazioni più votate riceveranno una sovvenzione.
Aiuta le associazione sportive a conoscere questo evento con #sostengolosport

La nostra visita al CONI


1^ (EN) Darla M. Castelli, Charles H. Hillman, Sarah M. Buck, Heather E. Erwin, Physical Fitness and Academic Achievement in Third and Fifth Grade Students in Journal of Sport and Exercise Psychology, 2007.
2^ (EN) Howard Taras, Physical Activity and Student Performance at School, 2005.
3^ (EN) Jodie B. Ullman, Lisa Flook, Rena L. Repetti, Classroom Social Experiences as Predictors of Academic Performance.

di Barbara Siliquini

in collaborazione con Kinder+sport, progetto di responsabilità sociale di Ferrero

Foto: Philphoto on flickr.com

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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