Quando si diventa genitori si acquisiscono una serie di "poteri magici", innanzitutto c'è il corredo di poteri guaritivi-consolatori che tiriamo fuori al primo graffio, constatando con gioia che funzionano davvero! Poi c'è il potere di vedere attraverso i muri, utilissimo quando i nostri figli fanno qualcosa di...un po' fuori dall'ordinario.
Ma ci sono anche dei poteri che si sviluppano nel tempo e con la pratica, uno di questi è la capacità di trovare sempre ciò di cui abbiamo bisogno per i nostri bimbi, dal locale per la festa di compleanno al negozio di vestiti fino ad arrivare al pediatra giusto per noi.

Riprendere la routine è faticoso per tutti.

In particolare noi genitori, incastrati tra impegni lavorativi e familiari, corsi dei figli e appuntamenti improrogabili, rischiamo di passare le giornate a correre.

La pausa estiva mi ha fatto riflettere sull’aiuto che ci proviene da amici e familiari, che magari ci hanno offerto il loro tempo, senza venire presi sul serio.

“Quali attività extra-scolastiche fa tuo figlio?” Bella domanda!

Ormai la scelta, in particolare in città, è vastissima e i corsi impegnano i pomeriggi di tutta la famiglia.

Al di là della riflessione sulla necessità di lasciare del tempo libero ai bambini – a mio avviso va benissimo che si annoino ogni tanto –, trovo difficoltà nello scegliere per loro.

La maggior parte delle volte si finisce per decidere tra diverse opzioni a seconda di ciò che fanno gli amichetti o della distanza da casa.

Da una piccola ricerca sul web, vi segnalo alcune attività che ho trovato interessanti e stuzzicanti:

Mia nonna ripeteva sempre che quello del genitore è un “mestiere cieco” perché nessuno te lo insegna. E questa ancora oggi è una grandissima verità. Nonostante le tonnellate di libri e manuali che sono stati scritti, spesso testi utilissimi e anche molto profondi, quello di genitore è un lavoro personalissimo le cui regole cambiano per ogni individuo in rapporto con ogni figlio. Paradossalmente fare da genitore a due figli diversi spesso risultano essere due “lavori” diversi. Questo perché la professione di genitore è una questione di relazioni e sappiamo bene che nelle relazioni non ci sono mai vere e proprie regole perché dipende sempre dai singoli individui che danno vita alle relazioni specifiche. 

"E' arrivata tua mamma e tuo..."
Quante volte ho dovuto completare questa frase con un'incerto "...suo marito". E quante volte ho pensato di inventare una parola che definisse la relazione tra me e il marito di mia mamma o tra me e la moglie di mio papà.
La verità è che le uniche parole esistenti, patrigno e matrigna, hanno un sapore così negativo da non prenderle neanche in considerazione.
E che dire delle "sorellastre"?
Alzi la mano chi non ha visualizzato immediatamente Anastasia e Genoveffa, le due bruttissime antagoniste di Cenerentola.

Molte volte ci capita di dire delle cose negative ai nostri figli senza rendercene conto, forse perchè noi stessi da piccoli abbiamo sentito tante volte quelle frasi. In questo articolo Elena Tagliaferri ci invita a porre maggiore attenzione al modo in cui stimoliamo i bambini a migliorarsi, a quanto sia negativo fare paragoni con i coetanei e ci offre alcuni consigli su come aiutarli a trovare le loro strategie per esprimere al meglio le loro potenzialità.

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«Guarda Mario come è bravo! Lui va già sulla bicicletta grande», «A scuola sei il migliore di tutta la classe», «Carlo sì che è bravo a scuola, mica come te che sei sempre distratto!», «Perché non prendi esempio da Sofia?», «E gli altri che voti hanno preso?», «Maria è arrivata prima alla gara, chissà che soddisfazione per i suoi genitori».

Spesso i genitori sembrano ossessionati dal fare confronti… dimenticandosi di quanto possono essere inefficaci e antipatici.

Cosa succede ai figli adolescenti quando i genitori litigano? Quante volte ci capita, parlando con il padre dei nostri figli di utilizzare l'esperessione "tuo figlio"? Luisa Marchionni ci aiuta a capire le dinamiche che si innescano tra genitori e figli adolescenti.

Se è vero che il conflitto generazionale è senza soluzione lo sarà ancor di più quando i genitori dimenticano di essere una coppia.
Quando il bambino diventa adolescente spesso accade che i genitori attraversino una fase esistenziale di crisi sia per la propria età che avanza che per la stanchezza provata nella relazione di coppia. Questo avviene in un momento in cui il figlio avrebbe bisogno di “spiegare le vele” verso il largo, per acquisire consapevolezze su di sé e per conoscere il mondo, ma avvertendo le difficoltà dei propri genitori rinuncia a tale movimento di crescita e di autonomia e “ormeggia” nel porto familiare.