Così quando alla comparsa della “tosse perenne”, come la ribattezzavo io, cioè quella tosse che accompagna i bambini che frequentano i nidi del nord Italia da ottobre fino a che non si arriva al mare, la pediatra allopatica prescriveva in scioltezza antibiotico e cortisonico, io uscivo dallo studio incredula e poco incline a rifilare le prescrizioni a mia figlia, mi sparavo il viaggio dalla omeopata (di rado ti abitano vicino casa...). Uscivo dallo studio con la prescrizione di un po' di granuli, e mia figlia scampava ad antibiotici e altri diffusissimi farmaci anno dopo anno.
Con Samuel poi, l'omeopatia fu di grande aiuto anche per combattere otiti molto serie, così i miei figli in 10 anni hanno assunto l'antibiotico davvero in rarissime occasioni (e sempre quando l'omeopata non era a portata di visita...).
Ma cos'è esattamente l'omeopatia e come funzionano i farmaci omeopatici?
Di recente sono stata ad un evento di Boiron organizzato per le mamme (Boiron è azienda leader dei farmaci omeopatici), un appuntamento di grande interesse. Alcune cose le sapevo già, ma molte no.
I “rimedi” omeopatici sono delle medicine a tutti gli effetti.
Li chiamano rimedi, ma in realtà dovrebbero essere chiamati medicinali, perché questo prevede la legge ("medicinale omeopatico"). Essi non espletano efficacia per via dell'effetto placebo, ma per i principi attivi di cui sono costituiti; dunque vanno e possono essere utilizzati anche sugli scettici!
Il principio su cui si basano è, in un certo senso, analogo a quello dei vaccini, ovvero si curano le malattie con farmaci ottenuti da piante, sostanze animali o minerali che, se assunte in certe quantità, possono produrre sintomi analoghi a quelli che si vuole curare.
Ad esempio: per curare un'orticaria, si utilizzerà un farmaco omeopatico derivato dal veleno dell'ape, perché il veleno dell'ape, a contatto con il nostro corpo, genera una reazione analoga a quella dell'orticaria.
Questi farmaci sono ottenuti diluendo il principio attivo in acqua per un numero elevatissimo di volte. In realtà le diluizioni sono tali per cui è pressoché impossibile ritrovare molecole di quella sostanza nella diluizione. Tuttavia, poiché l'omeopatia funziona nella cura di malanni e sintomi, bisogna pensare che forse non disponiamo ancora degli strumenti adatti per poter analizzare adeguatamente questi farmaci.
La cosa positiva di tale diluizione è data dalla non tossicità, infatti l'elevato grado di diluizione, se da un lato è in grado di stimolare e aiutare il corpo a reagire alla malattia, dall'altro non produce la tossicità che il principio attivo ha.
Tuttavia tanto maggiore è la diluizione, tanto maggiori sembrano essere gli effetti che il farmaco espleta non solo sui sintomi fisici, ma anche sul piano emotivo.
I rimedi "a nome comune" e le "specialità"
I rimedi omeopatici sono di 2 tipi: quelli cosiddetti "a nome comune" contengono un unico principio attivo, hanno un nome latino (es. mercurius solubilis) e sono disponibili in varie diluizioni (misurate in CH, K, LM etc,). Essi curano certi tipi di manifestazioni, secondo il principio della "similitudine" di cui vi ho detto sopra. Quindi per curare una tosse, ad es. esistono diversi farmaci a nome comune, ognuno adatto a certi tipi di tosse. E un farmaco a nome comune che utilizzi nel caso di tosse, potrebbe essere utilizzato, ad esempio, anche nel caso di nausea... dunque per scegliere un rimedio ci vuole studio e una certa esperienza.
Le "specialità" sono invece farmaci ottenuti dalla miscela di più principi attivi, e pensati per curare il sintomo, quindi ad es. ci sarà uno sciroppo per la tosse, che conterrà al suo interno, miscelate come l'azienda farmaceutica ha ritenuto meglio, i vari principi attivi che si usano per le varie tossi.
Roba da medici o da naturopati?
Per prescrivere e curare con medicinali omeopatici occorre essere prima medici. In Italia l'omeopatia è una competenza che si acquisisce dopo la laurea e le eventuali specializzazioni, a seguito di specifici corsi di formazione.
Esistono corsi di formazione anche per i farmacisti che possono acquisire competenze specifiche su questi farmaci.
In molti Paesi europei la medicina omeopatica viene affiancata a quella "allopatica" (quella volgarmente detta "tradizionale") anche nel sistema sanitario nazionale, essa si utilizza con grande efficacia, ad esempio, anche per contrastare gli effetti collaterali delle chemioterapie su pazienti oncologici.
E' proprio l'elevata diluizione che genera scettiscismo tra i detrattori della medicina omeopatica, che pure sono molti. Tuttavia come è possibile non tenere in considerazione gli effetti clinici evidenti su patologie importanti?
L'efficacia dell'omeopatia sulle allergie
Nella mia personale esperienza di mamma che ha utilizzato spesso l'omeopatia per sè e per i figli, devo dire che i rimedi omeopatici o funzionano molto in fretta, dunque te ne accorgi subito, o non funzionano, perchè, evidentemente, il rimedio scelto non è quello giusto.
Una cosa dove sembra che i farmaci omeopatici possano davvero "cambiare la vita" sono le allergie. Le allergie sono il male del nostro tempo, sempre più bambini ne soffrono, e sempre più adulti si ritrovano allergici ormai a 30-40 anni.
Le allergie ai pollini, agli acari, alle muffe, sono davvero fastidiose ed invalidanti: per interi mesi i soggetti allergici sono in balia di malessere, attacchi di asma, e conseguenze gravi da essi derivate (bronchiti e polmoniti). Le tradizionali terapie allopatiche sono solo un palliativo, per cercare di tenere a bada, con "armi da guerra" (cioè con effetti collaterali non da poco per il corpo), sintomi con i quali bisogna convivere. Da mamma di una bambina allergica a muffe, acari della polvere e altre amenità, vi assicuro che è davvero doloroso: somministrare di continuo broncodilatatori, cortisonici, antistaminici per contrastare, non sempre con successo, tossi convulse, mal di testa perenni, crisi respiratorie.
In questo sembra che l'omeopatia possa dare una risposta efficace, non solo con i rimedi, ma perché sembra che esistano dei veri e propri vaccini omeopatici contro queste allergie. Questo è quello che ci ha raccontato la d.ssa Elena Bosi, già pediatra ospedaliere e di base, ma con con 20 anni di pediatria omeopatica alle spalle ed un figlio gravemente allergico. Fu proprio suo figlio e crisi asmatiche che la medicina non riusciva ad arginare la ragione del suo avvicinarsi, con scetticismo, all'omeopatia, 20 anni fa. Suo figlio fu per lei la prova di come l'omeopatia era una risposta molto più efficace e potente della medicina tradizionale.
Io mi accingo a provarci con Aylin, mia figlia allergica, vi farò sapere come andrà.
Perchè i medicinali omeopatici non sono pubblicizzati
E' una norma di legge che i medicinali di una certa fascia non possano essere comunicati al grande pubblico, ma le case produttrici possano fare comunicazione solo verso medici e farmacisti.
La legge italiana dice che il foglio illustrativo deve contenere la dicitura «medicinale omeopatico»in grande evidenza, seguita dalla frase «perciò senza indicazioni terapeutiche approvate».
I medicinali omeopatici sono effiacaci non su singoli malanni ma su sintomatologie di un certo tipo. Ad esempio: per contrastare la tosse vi sono sostanze diverse a seconda che esse sia secca, grassa, compaia da sdraiati o da in piedi, etc. Dunque diventa indispensabile affidarsi al professionista che, attraverso lo studio, la pratica e l'intuizione sceglierà un rimedio piuttosto che un altro.
Due parole su Boiron
Dopo la mia visita in Boiron, non mi posso tacere neanche volendo: devo raccontarvi qualcosa di questa azienda. Non so nulla di numeri e di "cose", perché nell'incontro abbiamo parlato di omeopatia e non di Boiron, ma l'incontro era ospitato nella loro splendida sede e quella parlava davvero ad alta voce dell'azienda.
Girando per Boiron la sensazione era un misto fra l'essere ad un parco giochi per bambini o ad una scuola di formazione per creativi: gli ambienti coloratissimi, dipinti a mano con fiori, colori, immagini leggiadre e creative. E negli uffici e nei corridoi una prevalenza assoluta di donne (anche l'amministratore delegato e' una donna), e scusate... ma per me questo è un bel valore.
Girare per i corridoi di Boiron metteva allegria e stimolava la creatività... mi si è chiarito tutto dopo, leggendo un libro scritto da Christian Boiron, il fondatore dell'azienda, che dev'essere un tipo straordinario. Egli ritiene che lavorare in un ambiente piacevole, fuori dall'ordinario, colorato, bello e creativo, sia un ingrediente chiave per rendere le persone più contente di lavorare e dunque più brave a fare ciò che fanno. Io nelle aziende ci ho lavorato per anni e so che questo principio è un punto di partenza banale, ma non così diffuso e che certo non basta, ma sicuramente è un indicatore migliore di come funziona un'azienda di un luogo di lavoro banale con azzimati uomini in giacca e cravatta...
Gli scettici
L'omeopatia è un tema che divide: c'è chi ci si affida con fiducia e c'è chi la considera una sciocchezza, l'equivalente di curare i malanni con un cucchiaino di acqua e zucchero.
Chi è scettico lo rimane, per tutti c'è la possibilità di sperimentare e vedere se è un tipo di medicina che può o meno venire in soccorso.
La cosa spiacevole è che questa sperimentazione è "costosa" per due ragioni: gli omeopati in genere, anche quando nascono nel ssn, poi diventano medici privati e i farmaci non sono mai mutuabili, la seconda ragione è che se decidi di farti curare da un medico omeopata, spesso avresti bisogno di una collaborazione tra questi ed il medico del ssn, una collaborazione senza giudizio. Ad es. io sto cercando di curare mia figlia per l'asma con l'omeopatia, ma il medico omeopata non e' dietro casa come la pediatra di base. Dunque vorrei poter dire alla pediatra: sto sperimentando questa strada, ho bisogno che lei me la ausculti per dirmi come va di volta in volta e per capire se ci sono aggravamenti, miglioramenti o nulla. E questa è la vera sfida, perché il medico di base a volte si sente scavalcato, oppure ti dice che sei una pazza e che con l'asma non si scherza...
Io direi che riconoscere a ciascun individuo la propria capacità di autodeterminazione, senza troppi giudizi sarebbe un bel primo passo per tutti. ...su questo ci torneremo...
di Barbara Siliquini