Sono molte e sempre di più le mamme che non allattano. Spesso questo si trascina dietro un grande dolore, un senso di inadeguatezza e il senso di colpa per non aver dato alla propria figlia o figlio il meglio possibile.
Su GenitoriChannel.it abbiamo scritto e scriveremo fiumi sull'allattamento, consigli, indicazioni, spesso abbiamo scritto che allattare è qualcosa che possono fare tutte le mamme, ma è davvero così? E quelle che non allattano non l'hanno voluto abbastanza? Non sono state abbastanza brave?
L'allattamento diventa sempre più una pratica difficile, perché non abbiamo intorno mamme, amiche, comari che hanno bimbi e allattano. Nella nostra maternità siamo ormai sole e senza modelli, senza possibilità di vedere come esattamente vanno le cose.
La maggior parte di noi non ha mai tenuto in braccio una neonata o neonato prima di avere la sua, e non ha mai visto una bambina o un bambino attaccato al seno prima che gli dicessero “ecco ora allatta”. Una volta non era così, una volta i bambini li crescevano donne, bambini, ragazzine del cortile, della palazzina. I bambini erano un fatto naturale della quotidianità di tutti, perché la vita aveva una dimensione più comunitaria. Così, senza volere, si vedeva, si imparava, si scopriva.
Non viene abbastanza detto che spessissimo l'allattamento all'inizio è massacrante: il seno diventa durissimo, dolente, il bambino fatica ad attaccarsi, l'attacco sbagliato produce ferite dolorosissime.... davanti a tutto questo siamo sole, senza sostegno e senza confronto e conforto. Non abbiamo nessuno affianco che ci dica: “Uguale uguale a come capitava a me! E io allora ho provato questo, e poi facevo così e poi ho provato colì, e poi.... poi alla fine ce l'ho fatta, ce la fai sicuramente anche tu.” Nessuno di noi ha visto la cugina, la zia, la vicina passare dal puerperio, con gli stessi problemi che piano piano si risolvevano. Anzi, la maggior parte di noi sono figlie di madri che non hanno allattato, dunque non abbiamo neanche l'imprinting, nelle nostre cellule non è stato impresso nessun segno che somigli anche lontanamente all'allattamento.
Non si nasce con l'istinto di allattare, quella è una competenza che probabilmente madre natura ha previsto che noi apprendessimo per emulazione, guardando, vedendo il gesto come parte del quotidiano. Ma questa possibilità ormai non è più parte della nostra vita.
Allora quando l'allattamento non riesce che si fa?
Io credo che il primo passo sia quello di perdonarsi, di abbandonare il senso di colpa. Il senso di colpa non è qualcosa che ci giova, ci tiene ancorate alla tristezza, all'amarezza, ci toglie lo slancio per dire a noi stesse: “Ci sono un sacco di cose che sono riuscita a fare. Un sacco di cose che mi rendono una madre splendida.”
Ciò che nella vita non riusciamo a fare ci fornisce l'occasione di scegliere fra due vie: una via è quella improduttiva e statica, quella in cui rimango avvolta dalla tristezza, dalle domande sul “come sarebbe stato se”; è improduttiva, perché ciò che è stato non si modifica.
L'altra via è quella della trasformazione: ciò che non mi è riuscito, i miei fallimenti, le mie sfide perdute sono parte del mio percorso, sono il bagaglio che mi rendono la persona che sono, ma soprattutto sono occasioni da cui nasceranno, se io lo permetto, doni inattesi.
Avete presente il detto “si chiude una porta e si apre un portone”?, nella saggezza popolare sono contenute verità luminose. Mentre non possiamo fare nulla per cambiare ciò che è stato, possiamo invece accettarlo e pensare che quello mi porterà un grande dono.
E' difficile raccontare che forma possa avere questo dono: un modo più tenero di rapportarmi a mia figlia, il desiderio di crescere in consapevolezza e dunque l'avvio un percorso di crescita personale, il coltivare con grande determinazione un obiettivo che fino ad allora non vi era sembrato alla vostra possibilità... lasciatevi stupire.
Consentiamo di dirci: la mia esperienza di madre è passata attraverso questo dolore, non aver allattato. Ho fatto ciò che in quel momento potevo fare, poiché è parte di me e della mia relazione con mia figlia, accolgo questo, perché ha contribuito a rendere mia figlia la bambina meravigliosa che è e me la madre piena di amore che sono. Da quell'esperienza nascerà per noi un dono inatteso e sconosciuto che noi attendiamo con fiducia. E poiché quello che è stato produrrà una cosa bella, non ho bisogno di covare nessun senso di colpa. Accetto e accolgo quello che è stato e mi rivolgo a ciò che ho ora e che posso vivere ora come madre e come persona.
di Barbara Siliquini
Immagine principale: FotoRita on flickr.com
Questo post partecipa a #IoAllatto alla luce del sole, la rassegna dedicata all'allattamento giunta alla V edizione. L'obiettivo in questi 2 mesi è parlare di allattamento, creare una grande unione in rete a sostegno di questo tema, quest'anno al movimento su web si aggiunge un sostegno reale ed economico
GenitoriChannel.it donerà 1 euro per ogni foto di allattamento che caricherete nella Photo Gallery dedicata a #ioallatto.