Mercoledì, 10 Agosto 2011 13:45

Uscita prulifamiliare con prole in gelateria recintata

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Nella stagione estiva la coppia con figli piccoli ricomincia a vedere la luce alla fine del tunnel, si illude cioè, di poter tornare ad avere una normale e sana vita sociale.
È buona cosa che vi sia questa spinta ad uscire di casa, a relazionarsi con altre persone... ma tutto va ritarato sulla nuova condizione di neo-genitori.
Innanzitutto tutti, alle prime uscite mondane, ti guardano con super sorrisi e tentano sempre di avvicinarsi al pargolo: noi usciamo per dimenticare per un attimo pannolini, pianti e poppate, ma il resto del mondo sembra faccia di tutto per ricordarcelo..

Inoltre è raro riuscire a rifrequentare gli stessi luoghi negli stessi orari, anche se all'inizio ci si prova sempre. L'aperitivo, ad esempio, sembra l'occasione ideale: né troppo presto né troppo tardi, all'aperto e si possono ritrovare le amiche che non si sono fatte più vive dopo la consueta visita post parto (durante la quale hanno finto con un sorriso quando vi hanno assistito al cambio del pannolo per la megacacca santa del bimbo). Le ritrovi, certo, superattillate con tacchi, mentre tu, sovrappeso, con tre taglie in più e le occhiaie per la notte insonne del piccolo che sta mettendo i denti... così già dal confronto scatta la depressione. Se poi si hanno 2 figli ce n'è sempre uno che scappa da qualche parte, o un passeggino in mezzo ai piedi... insomma, aperitivo bocciato.

Meglio trovare altre soluzioni per avere vita sociale...
Grandi possibilità si aprono coltivando rapporti amicali con altre coppie con figli perchè è matematico che dal confronto si ha la sensazione di uscirne sempre meglio: i figli degli altri sono sempre meno educati, i mariti sono sempre più imbranati e così via, ci sono sicuramente più appigli per giustificare le proprie fatiche e i propri limiti... E poi si supera facilmente il problema del “tempo utile”: c'è un tempo utile entro il quale si possono fare una serie di cose più o meno tranquillamente (tipo prendere un caffè o fare la spesa..) ma oltre il quale è meglio non insistere.. lo dice anche il proverbio: sbagliare è umano ma perseverare è diabolico! Chi ha figli neonati, comprende il concetto entro massimo 2 mesi dalla nascita. Quindi spesso accade che improvvisamente, appena si coglie il segnale dal pupo che tempo 30 secondi e parte un pianto infinito se non si rientra a casa, le coppie (le mamme soprattutto) salutano in fretta e furia e se ne vanno. Ecco, questo che solitamente viene interpretato come un segno di maleducazione, tra amci neogenitori partono sguardi di comprensione: non cè bisogno di spiegare.. si fa e basta!

Ma c'è un altro escamotage, che è quello di frequentare posti adatti ad ospitare famiglie con prole che hanno un requisito fondamentale: c'è uno spazio sufficientemente ampio, sicuro e soprattutto RECINTATO.
Ci è capitato di organizzare una serata in gelateria: 3 coppie, 2 con 2 figli, 1 con 3 per un totale di 6 adulti e 7 bambini. Il più grande di 5 anni, la più piccola di 1 mese. Mai andata meglio: ritrovo ore 21, cioè dopo cena ma prima dell'ora delle nanne. Tempo utile: 60 minuti, 90 se va bene. Luogo: gelateria recintata con suolo ghiaioso. Garantisce svago e distrazioni almeno fino all'arrivo del gelato. Gelati tutti uguali per i piccoli (perchè l'erba del vicino è sempre più verde). Quantità industriali di tovaglioli di carta pronti all'uso sui tavolini. I bimbi “grandi” parlavano tra loro di Gormiti, le bimbe piccole erano incantate a fissare la piccolissima mentre ciucciava la tetta. I genitori incredibilmente seduti. Al primo segnale di stanchezza dei bimbi (fastidiose urla e capricci) “è ora di andare!”. Grazie a tutti e buonanotte!

di Laura Vernaschi

autrice di "Forse le mamme sono supereroi"
Potete contattare Laura su Facebook come: Mamma Laura 

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