Martedì, 31 Maggio 2011 07:02

Una mamma sola: già quello è da super eroi

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Ecco una nuova testimonianza per la rassegna delle mamme super eroi, una storia in cui in tante possono riconoscersi, spesso l'eccezionalità è nella quotidianità.
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Io non mi ritengo una super Mamma, anzi... ho i miei momenti di difficoltà, ma cerco di affrontarli nel migliore dei modi visto che mi ritrovo da sola!
Ed eccomi a raccontarvi la mia storia: sono una ragazza di quasi 33 anni e sono mamma di un bellissimo bimbo biondo di nome Manuel che il 9 maggio ha compiuto 3 anni.
Si potrebbe dire che la mia è una storia come tante, ma in realtà è un po' più complicata di come sembri in quanto alle spalle non ho un marito... la mia gravidanza è stata casuale, figlia di una notte "brava" con un ragazzo che ha un anno più di me...
Un ritardo mestruale... le analisi del sangue... e l'11 settembre 2007 l'esito: incinta di circa 6 settimane!

Tante lacrime, tante notti insonni a discutere con il ragazzo per decidere cosa fare, poi alla fin fine ero io a dover scegliere.
Andai all'AIED e lì dopo gli esami di rito, mi fissarono l'aborto per il 29 settembre 2007.
Pianti e ancora lacrime, indecisa sul da farsi, ne parlai con le mie sorelle che mi rimandarono a mia madre.
Qualsiasi scelta avessi fatto mi avrebbe cambiato la vita, in un senso o nell'altro.
Ed il 28 settembre, ormai consapevole di tutto, avevo già preparato tutto l'occorrente per il mattino dopo per l'ospedale.
Il suono della sveglia quella mattina, mia madre che viene in camera, che mi mette una mano sulla testa e che mi dice che qualsiasi scelta avessi fatto lei mi avrebbe aiutato. Forse era quello che cercavo, forse un supporto morale. Mi sono girata dall'altra parte e mi sono rimessa a dormire, mentre sapevo che il padre di mio figlio aveva preso appuntamento per quel giorno per andare a farsi un piercing al capezzolo (evidentemente tanto interessato alla cosa!).
Comunque alla fine ho deciso di portare avanti la gravidanza nonostante non abbia un lavoro fisso. Il padre del bambino ha accettato di buon grado la situazione (anche se a volte è riuscito a rinfacciarmi il fatto che lui "non ha avuto possibilità di scelta"!), ha deciso di starmi accanto per tutta la gravidanza, ha assistito al parto e ha riconosciuto il bimbo (malgrado i miei non volessero visto e considerato il tipo di persona!).

E così Manuel è nato con un parto indotto e pilotato alle 7.10 del 9 maggio 2008 e da allora la mia vita è davvero cambiata. All'inizio ho avuto problemi con l'allattamento, ma poi alla fine tutto si è sistemato.
Ma se Manuel cresce amato e coccolato, lo devo a me e ai miei genitori, non di certo al padre che si dimostra assente. Lo vede sì e no il sabato e la domenica. E' capitato che mi chiedesse di lasciarlo a lui per qualche giorno ma non l'ho fatto per la mancanza di fiducia, perchè so che lo lascerebbe dalla nonna paterna, perchè so che non è affidabile.
E quindi cerco di farmi forza anche perchè il bimbo sta crescendo e mi regala tante soddisfazioni. E' capitato che mi vedesse piangere, che corresse tra le mie braccia e che con un fazzoletto mi asciugasse le lacrime; che corresse ad abbracciarmi con tutta la sua forza.
Addirittura capita che a volte mi chieda "Vero mamma che io sono tuo?" oppure che mi ribadisca "Tu sei mia!".
Io non sono una super mamma, ma una mamma come tanta che un giorno di punto in bianco ha dovuto cambiare la sua vita... capita di urlare, capita di innervosirsi, capita di mettersi a cantare... ma adoro mio figlio che è tutta la mia vita... sono da sola ad affrontare la sua crescita, i suoi malanni, il suo stare male, i suoi capricci, le sue "tigne"... ma mi faccio forza perchè lui ha solo me!
Questa è la mia vita, questa sono io.
di Serena

Questo post partecipa alla rassegna

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