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Giovedì, 29 Settembre 2011 10:15

Tate, sonno, allattamento, visioni diverse: meglio il dialogo

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato sul nostro magazine la lettera che una psicologa ha scritto ad un programma televisivo, chiedendo che vi fosse più attenzione ai temi come l'allattamento e il sonno dei bambini poichè spesso si forniscono informazioni sbrigative e lontane dagli studi scientifici recenti, nonchè dal comportamento istintivo e naturale dei genitori.
Abbiamo pubblicato la lettera perchè conosciamo e stimiamo l'autrice e perchè ritenevamo le precisazioni molto pertinenti ai temi specifici.
Nè noi nè l'autrice prevedevamo però l'eco mediatico e polemico che la lettera avrebbe generato, tante sono state le firme di adesione e tanti sono stati i commenti contrari alle tesi dell'autrice.

Sul nostro articolo in particolare una nota mamma blogger ha acceso la discussione insultando personalmente l'autrice e alcune di noi. Purtroppo questo ha provocato a ruota un botta e risposta che è sfociato abbastanza presto in prese di posizioni radicali e il pubblico schierato su due fronti opposti.

 

Pensiamo sinceramente che una discussione in questi toni non possa in nessun modo portare beneficio nè ai genitori che leggono nè a coloro che intervengono poichè sono venute a mancare le basi di una comunicazione civile e costruttiva.
Abbiamo quindi evitato di fomentare la polemica ma ci sembra doveroso chiarire la nostra posizione su alcuni temi che sono stati chiamati in ballo.
Innazitutto le dicotomie buono/cattivo, basso contatto/alto contatto, allattato e felice/non allattato e traumatizzato, donna-casalinga/donna-manager ci provocano un senso di fastidio poichè le famiglie sono tutte diverse una dall'altra e, per quanto ognuna scelga quasi subito una "linea genitoriale", è una linea molto personale e specifica, fatta "su misura" per quella famiglia, per quella mamma, per quel bambino.

Questa linea è frutto dell'esperienza dei genitori e si basa su principi generali adattabili momento per momento. Non ci sono quindi scelte di campo nè bandiere da issare, ma c'è un percorso che ti porta a poter scegliere di giorno in giorno come desideri portare avanti la tua vita familiare e come desideri crescere i tuoi figli.
Genitori Channel è la web-tv di chi vuole crescere, perchè a crescere secondo noi non sono solo i figli, ma anche i genitori. Ed è solo avendo accesso alla "cultura" teorica e pratica che si può crescere, è solo mettendosi in discussione, facendosi delle domande, provando e riprovando che si può crescere.
Questo è il nostro pensiero portante ed è ciò che vogliamo trasmettere a chi ci legge.
Perchè allora ci siamo "schierate" aderendo alla lettera?
Perchè nel nostro percorso iniziato con la nascita dei nostri figli abbiamo capito che le informazioni maggiormente interessanti e "formanti" erano quelle più difficili da trovare e abbiamo scelto di veicolare proprio quelle informazioni, quelle che a volte possono metterti in crisi come genitore ma che ti aiutano anche a vedere i problemi da un'altra prospettiva, come se guardassi un quadro da lontano e riuscissi a percepire il senso globale dell'opera.

La prima infanzia è solo una piccola parte del compito del genitore ed è una parte ancora più piccola della vita di un individuo ma, proprio perchè ne è l'inizio ha un'importanza maggiore, poichè pone le basi della vita così come le fondamenta di una casa reggono l'intera struttura. Sicuramente delle fondamenta traballanti possono essere risistemate e aggiustate con interventi successivi ma ora noi stiamo costruendo le fondamenta e vogliamo farle solide.
Su questo siamo, credo, tutti d'accordo, le divisioni avvengono quando si parla del "come".

Purtroppo quando in primavera sbocciano i fiori e già troppo tardi per modificare ciò che abbiamo piantato, nessuno quindi ha la palla di cristallo per capire cosa succederà ai nostri figli da adulti e se ciò che stiamo facendo sia più o meno corretto.

Possiamo però aggrapparci a qualche pilastro, a qualche binario entro cui fare le nostre scelte personali?

Il primo grande pilastro è l'ascolto di noi stessi, il "sentire", al di là delle teorie e degli esperti, quali toni si sintonizzano sulle nostre corde interiori. Molto spesso questo istinto è difficile da trovare poichè siamo abituati (ed è immensamente più facile) delegare le scelte al ginecologo, al pediatra, alla mamma, alla scuola...
Ma è proprio questo nocciolo duro dentro di noi che può cavarci fuori dai dubbi e dalle situazioni più complesse, è proprio questo barlume di saggezza, quell'illuminazione che a volte ti coglie la notte quando tuo figlio ti ha svegliato o guardando il suo sorriso mattutino, è proprio quel "sentirsi nel giusto" che dobbiamo coltivare e far crescere perchè le nostre scelte contribuiscano a formare un figlio e quindi un adulto sereno, sicuro di sè e in grado di portare avanti la sua vita.

Accanto a questo pilastro ne dobbiamo ergere un altro, altrettanto importante, che è la conoscenza, a differenza del primo questo non ci viene concesso alla nascita, dobbiamo costruirlo, forgiarlo, e farlo diventare alto. Dobbiamo nutrirlo di informazioni ed esperienze perchè possa essere solido. E, dopo i primi iniziali dubbi, sarà sempre più facile e piacevole la raccolta.
E proprio come l'arco ha bisogno di due pilastri per essere sorretto, la genitorialità ha bisogno di entrambi per evolversi.

Quando parliamo di allattamento, di sonno, di gravidanza, di parto o di altri temi importanti cerchiamo sempre di verificare la correttezza delle informazioni, la nostra linea editoriale è ovviamente influenzata e guidata dalla nostra esperienza genitoriale, ma cerchiamo di presentare gli argomenti nella loro complessità e nelle loro mille sfaccettature, perchè rispettiamo l'esperienza di tutti i genitori e pensiamo che, con un dialogo sano e costruttivo tutti possano imparare molte cose.
Sono proprio i nostri figli a insegnarci che anche la nostra più forte credenza può essere spazzata via in un momento, ci sentiamo quindi sempre aperte ad imparare, sempre in crescita appunto.

 

Barbara Motolese, Barbara Siliquini, Patrizia Coggiola
Se vuoi sapere come è nata Genitori Channel, guarda il video

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole.
Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

Video

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Commenti   

0 # gekina 2011-09-29 22:35
non erano insulti ma critiche.
La nota psicologa rimpiangeva la famiglia patriarcale che - secondo l'autrice della lettera a Mattino5 - curava e protegegva le madri come loro fanno con i figli.

Dienticando che la famiglia aptriarcale rinchiudeva e negava i più elementari diritti umani a donne e bambini. Sì anche ai bambini.

Non è mia intenzione proseguire oltre.
Faccio solo presente che a volte si può insultare e offendere con contenuti pseudoscientifi ci, con insinuazioni su una presunta VERA INFORMAZIONE che Genitori Channel, o la Bortolotti o chi volete voi porterebebro avanti a favore delle donne,

Faccio notare che chi rimpiange la famiglia patriarcale che notoriamente picchiava i figli, violentava le donne, le negava il diritto di ereditare, di lavorare, di gestire beni, rimpiange un passato che è noto ai più come reazionario.

Quanto al mio definirvi Rete Pashtun... non potevo usare Rete Kabul perchè già in uso per Rai Tre. Non mi pare sia un insulto.
In un paese che si possa definire ancora deocratico, 6 mesi di carcere o 500 e rotti euro di ammenda per aver definito la Bortolotti reazionaria e espresso perplessità (non offese... vi sfido a citarmele) sulle foto che la ritraggono alla presentazione del suo libro con la figlia di tre anni attaccata al seno.... beh in un paese democratico non si finisce in galera per questo. E non si minaccia querela.

Il clima che emanano certi siti è veramente irrespirabile e irricevibile.
Come libera cittadina sento il dovere di porre un freno al libero dilagare di presunti "studi" e sedicenti bibliografie citate con il solo scopo di impressionare.

E non sto dicendo che non dovete più portare avanti le vostre batatglie, informazioni... ma accettae il gioco democratico che prevede il dissenso.

E io dissento, con forza e con il linguaggio che mi appartengono.
Non temo la galera né la multa.
Temo solo i venti reazionari che spirano in questo paese e che stanno relegando le donne a ruoli di concubine o madri amorevoli.
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0 # Genitori Channel 2011-09-30 11:20
@gekina, infatti non sei mai stata censurata, anzi, abbiamo aumentato anche il n. dei caratteri permessi nei commenti apposta per te...non l'hai notato?
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0 # gekina 2011-09-30 15:08
Gentili signore,
iniziamo con il cancellare la frase "insulti personali" alla dottoressa Bortolotti e "ad alcune" di voi.

Non ho mai fatto insulti personali, ho solo espresso le mie opinioni, con forza, con passione, con metafore largamente in uso nel nostro paese (Tele Pashtun come Rete Kabul, fatwa ecc... ).

Minacciare azioni legali alla sottoscritta ricordando che per "insulti personali" si può finire in galera fino a sei mesi e ad un ammenda di 500 euro... non è un modo né civile, Né educato, né materno, né ad alto contatto, per ricercare il dialogo.

La dottoressa Bortolotti avrebbe fatto meglio a incassare le critiche senza darne rilievo nella pagina facebook del suo libro, chiamando a raccolta le sue ammiratrici che sono finite in massa nel mio blog e che si sono scatenate in insulti, questi sì personali e lesivi della mia persona, sia nel blog epidurale che nella pagina "E se poi prende il vizio"?
Consentire commenti più lunghi forse mi permetterà di passare sei mesi in galera senza annoiarmi troppo?

Registro solo la tendenza di certa gente a usare le armi della minaccia e il braccio armato delle "fan", per rimetetre in riga chi si permette di dubitare delle teorie di alcune persone.

Usare linguaggio e medtodi violenti non sempre significa utilizzare parole ed espressioni forti.

Rattrista vedere come un sito di mamme ad alto contatto siano a tutti gli effetti eredi di metodi che l'Italia ha conosciuto 70 anni fa.

Che l'operazione di far passae me per la violenta e voi per le povere vittime vi è riuscita splendidamente.

L'unica cosa che spero è che, dopo questa vicenda pietosa e squallida, segua un decoroso silenzio.

E che io possa continuarea scrivere nel mio blog senza che qualcuno inviti alla "guerra on-line".

Pregherei le lettrici della Bortolotti, tutte mamme ad altisismo contatto, di astenersi da psicanalisi dubbie sul mio vissuto, le mie presunte frustrazioni ecc... Anche queste rientrano (cito lo status della dottoressa Bortolotti) nel reato di ingiuria (art. 594 c.p.) chi offende l'onore o il decoro di una persona presente, ed è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a € 516,46.

Io non farò assolutamente nulla. E non perchè sono "buona" (come ha scritto al Bortolotti a una sua ammiratrice dicendo che non mi denuncerà perchè donna ad altisismo contatto), ma perchè voglio preservare la libertà di tutti ad espriere il proprio pensiero, anche con forza e con passione. Semopre senza scadere - ovviamnete - nell'offesa personale... e io NON HO INSULTATO PERSONALMENTE NESSUNO.

AVremo modo di parlarci di persona, ne sono certa. Io e Barbara Siliquini condividereo lo stesso tetto congressuale il 28 ottobre.

In quell'occasione spero capirà che chi scrive è una persona e non un mostro. Ad altissimo contatto.

Saluti,
Paola
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0 # Giulietta 2011-10-09 10:33
"Temo solo i venti reazionari che spirano in questo paese e che stanno relegando le donne a ruoli di concubine o madri amorevoli."
Pura ed amara verità. :sad:
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