Peter Gray commenta il libro di Bruno Bettleheim.

Quando si diventa genitori si acquisiscono una serie di "poteri magici", innanzitutto c'è il corredo di poteri guaritivi-consolatori che tiriamo fuori al primo graffio, constatando con gioia che funzionano davvero! Poi c'è il potere di vedere attraverso i muri, utilissimo quando i nostri figli fanno qualcosa di...un po' fuori dall'ordinario.
Ma ci sono anche dei poteri che si sviluppano nel tempo e con la pratica, uno di questi è la capacità di trovare sempre ciò di cui abbiamo bisogno per i nostri bimbi, dal locale per la festa di compleanno al negozio di vestiti fino ad arrivare al pediatra giusto per noi.

Riprendere la routine è faticoso per tutti.

In particolare noi genitori, incastrati tra impegni lavorativi e familiari, corsi dei figli e appuntamenti improrogabili, rischiamo di passare le giornate a correre.

La pausa estiva mi ha fatto riflettere sull’aiuto che ci proviene da amici e familiari, che magari ci hanno offerto il loro tempo, senza venire presi sul serio.

“Quali attività extra-scolastiche fa tuo figlio?” Bella domanda!

Ormai la scelta, in particolare in città, è vastissima e i corsi impegnano i pomeriggi di tutta la famiglia.

Al di là della riflessione sulla necessità di lasciare del tempo libero ai bambini – a mio avviso va benissimo che si annoino ogni tanto –, trovo difficoltà nello scegliere per loro.

La maggior parte delle volte si finisce per decidere tra diverse opzioni a seconda di ciò che fanno gli amichetti o della distanza da casa.

Da una piccola ricerca sul web, vi segnalo alcune attività che ho trovato interessanti e stuzzicanti:

Mia nonna ripeteva sempre che quello del genitore è un “mestiere cieco” perché nessuno te lo insegna. E questa ancora oggi è una grandissima verità. Nonostante le tonnellate di libri e manuali che sono stati scritti, spesso testi utilissimi e anche molto profondi, quello di genitore è un lavoro personalissimo le cui regole cambiano per ogni individuo in rapporto con ogni figlio. Paradossalmente fare da genitore a due figli diversi spesso risultano essere due “lavori” diversi. Questo perché la professione di genitore è una questione di relazioni e sappiamo bene che nelle relazioni non ci sono mai vere e proprie regole perché dipende sempre dai singoli individui che danno vita alle relazioni specifiche. 

"E' arrivata tua mamma e tuo..."
Quante volte ho dovuto completare questa frase con un'incerto "...suo marito". E quante volte ho pensato di inventare una parola che definisse la relazione tra me e il marito di mia mamma o tra me e la moglie di mio papà.
La verità è che le uniche parole esistenti, patrigno e matrigna, hanno un sapore così negativo da non prenderle neanche in considerazione.
E che dire delle "sorellastre"?
Alzi la mano chi non ha visualizzato immediatamente Anastasia e Genoveffa, le due bruttissime antagoniste di Cenerentola.

Pubblichiamo un articolo molto commovente tratto dal New York Times, Emily è la mamma di un bimbo con una rara malattia che lo porterà a regredire e a morire prima dei tre anni. In questo scritto condivide le sue emozioni e l'insegnamento che ogni giorno trae da suo figlio. Ringraziamo le amiche di DomoDama per avercelo fatto  scoprire. Un grosso insegnamento per riflettere su come cercare di portare sempre nel cuore la beatitudine di goderci il presente dei nostri figli.

***

Mio figlio Ronan mi guarda e solleva un sopraciglio. I suoi occhi sono brillanti e concentrati. Ronan significa “piccola foca”, in irlandese, e gli sta bene.

Voglio fermarmi qui, prima della terribile difficoltà: mio figlio ha 18 mesi e morirà prima di compiere tre anni.

Mannaggia a Mary Poppins!

Novembre 18, 2011

Spesso come genitori ci sentiamo insicuri su quanto siamo «più o meno bravi» nello svolgere il nostro difficile compito di educare e crescere i figli. Ci domandiamo se abbiamo fatto bene o meno a scegliere una certa linea di comportamento, ascoltiamo pareri differenti, consigli non richiesti di altri genitori, oppure confrontiamo i comportamenti dei nostri figli rispetto a quelli di altri per valutare indirettamente come ci stiamo comportando.

Le riflessioni di un coach familiare su come affrontare le piccole difficoltà scolastiche dei nostri figli...

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A meno di un mese dal suono della prima campanella già si sentono le prime preoccupazioni di molti genitori sulla scuola. Le perplessità, e molto spesso le lamentele, spaziano dalla quantità e difficoltà dei compiti, alla pesantezza delle cartelle, agli atteggiamenti dei compagni di classe oppure ai metodi o agli argomenti oggetto di insegnamento.

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