“Quali attività extra-scolastiche fa tuo figlio?” Bella domanda!

Ormai la scelta, in particolare in città, è vastissima e i corsi impegnano i pomeriggi di tutta la famiglia.

Al di là della riflessione sulla necessità di lasciare del tempo libero ai bambini – a mio avviso va benissimo che si annoino ogni tanto –, trovo difficoltà nello scegliere per loro.

La maggior parte delle volte si finisce per decidere tra diverse opzioni a seconda di ciò che fanno gli amichetti o della distanza da casa.

Da una piccola ricerca sul web, vi segnalo alcune attività che ho trovato interessanti e stuzzicanti:

Per chi come me ha da sempre problemi con la bilancia, l’alimentazione ha un peso importante.
Su Genitori Channel trovate dei bellissimi articoli sulla colazione e sulla merenda sane e golose, e un sacco di ricette da realizzare facilmente a casa, magari con i bimbi. 

La merenda rappresenta il pasto più complesso da gestire: è facile cadere nella tentazione di concedere prodotti dolciari industriali, ricchi di grassi, zuccheri e conservanti. A volte bastano un po' di fantasia e una pianificazione maggiore per evitare di dover cedere alle merendine confezionate.

Allora, dove eravamo rimasti? Ah sì! L'altra metà della mela... e dicevamo che ce ne sono di tutti i tipi, no?!

Ecco, il secondo esempio di bella metà paterna che mi viene in mente è il mio amico Luca; in realtà è l'alter ego di mio marito: compagni di squadra sui campetti di provincia – anzi, compagni di reparto, due difensori incalliti, Luca ancora di più dato che non si decide ad attaccare gli scarpini al chiodo – amici, gemelli diversi che si sono smarriti ad un certo punto della propria adolescenza (complice il trasloco di uno dei due fuori città) e ritrovati per caso, grazie a una di quelle coincidenze che fanno gridare al destino. Ma Luca non è solo l'amico storico di mio marito, è il marito della mia amica Fra (è vero, lo ammetto, la nostra amicizia è successiva alla loro, ma il tempo per noi donne non conta no?!): il moro e la bionda, la nostra famiglia allargata.

 

COME PARLI A TUO FIGLIO?

Forse anche a voi sarà capitato, almeno una volta, quanto vi sto per raccontare...

Scena

Tuo figlio

Urla, piange, si contorce, sbraita, fa i capricci e ti dice a muso duro: No-No-NO e ancora NO.

Tu mamma o papà

Hai avuto una giornata impegnativa, hai mille pensieri per la testa, vuoi con tutto te stesso andare incontro a tuo figlio ma hai anche le tue buone ragioni per ribadire con un certo tono : NO-NO-NO e ancora NO.

Grazie a tutti quelli che ci hanno mandato le loro foto di disastri piccoli e grandi combinati dai bambini... c'è stato da divertirsi, da inorridire e da pensare "meno male non a casa mia!" :-).

Nell'immagine iniziale trovate le foto più rappresentative decretate in parte dal nostro pubblico dei social, in parte dalla nostra giuria interna di Genitori Channel. Non è stato facile per niente, le foto erano tutte molto belle, ognuna a suo modo.

Per la festa della donna, una bella riflessione di Fioly sugli infiniti mondi che ogni donna custdisce in sè e su come, con lo schiocchiare delle dita, attraversarli tutti, in lungo e in largo, per tornare poi ad apprezzare il presente, fatto di giornate che nisiano con dolci manine che ti abbracciano

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Certi giorni penso che non mi spiacerebbe poter utilizzare il teletrasporto. Perché svegliarsi il mattino in mezzo ai tuoi due pupi che ti sommergono con le loro manine e la voglia di latte, i capricci e i versetti è bellissimo. Ma è bello anche immaginarsi a poltrire sotto un sole gigante o nella stanza di un albergo sconosciuto il primo giorno di vacanza, in una città tutta da scoprire. Così ti dici Sarebbe bello: avanti e indietro nel tempo e nello spazio con uno schiocco di dita.

Snap [non mi viene in mente onomatopea che renda meglio lo schiocco di dita] ed eccoti nella Spagna della tua adolescenza. Niente pannolini sporchi o ruttini dopo la poppata. Ma notti di tequila e movida, di spiagge ventose e danze andaluse, di quelle che quando all’alba appoggi la testa sul cuscino, ciò che resta di te si trasforma in sonno profondo e non in quel dormicchiare con l’orecchio teso per evitare che il primo vagito di un pupo si trasformi in inesorabile sveglia per l’altro.

La spiegazione

Gennaio 25, 2012

Continuiamo a condividere il diario dei pensieri che mammapa dedica al suo bimbo: Seb. La tenerezza delle mamme e dei bambini addolcisce il cuore ed è sempre bella...

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Siccome spesso, anzi sempre sono difficile da capire, ti spiego perchè quello che hai fatto ieri, e nel post precedente, è tanto importante.

perchè tu vieni dalle stelle.
e per arrivare sulla Terra devi atterrare piano piano, altrimenti ti fai male. ecco perchè ti hanno tutto abbozzolato in un fagottino che all'inizio non sapeva bene come e chi fosse, sapeva muovere poco le braccine e le mani, era come nella bambagia della spedizione. per non far danni al contenuto... poi piano piano, mese dopo mese, anno dopo anno, hai iniziato ad accorgerti di cosa c'è fuori, di chi t'ha acciuffato nell'atterraggio... piano piano emergi dal blu e completi il tuo viaggio. pian piano inizi a sapere che sai scegliere, amare, gioire.
Fa parte dei piani, sta scritto nel programma che ti ha fatto attraversare anni luce di distanze siderali da cui provieni per centrare giusto giusto la mia pancia.
un poco si vedevano ancora, nell'ecografia del primo trimestre, le stelle che ti facevano compagnia . eri lì immerso nel buio blu, e loro galleggiavano con te, ti facevano ancora un po' di giostra attorno.
Adesso sei qua, che gironzoli nei dintorni e all'esterno della mia pancia, prima di proseguire per chissà dove vorrai.
E dunque ieri hai deciso di darmi un bacio. un bacio perché te lo sentivi.
Ecco perchè. Sta andando via l'imballo.

 

mammapa

Le riflessioni di un coach familiare su come affrontare le piccole difficoltà scolastiche dei nostri figli...

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A meno di un mese dal suono della prima campanella già si sentono le prime preoccupazioni di molti genitori sulla scuola. Le perplessità, e molto spesso le lamentele, spaziano dalla quantità e difficoltà dei compiti, alla pesantezza delle cartelle, agli atteggiamenti dei compagni di classe oppure ai metodi o agli argomenti oggetto di insegnamento.

Molte volte ci capita di dire delle cose negative ai nostri figli senza rendercene conto, forse perchè noi stessi da piccoli abbiamo sentito tante volte quelle frasi. In questo articolo Elena Tagliaferri ci invita a porre maggiore attenzione al modo in cui stimoliamo i bambini a migliorarsi, a quanto sia negativo fare paragoni con i coetanei e ci offre alcuni consigli su come aiutarli a trovare le loro strategie per esprimere al meglio le loro potenzialità.

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«Guarda Mario come è bravo! Lui va già sulla bicicletta grande», «A scuola sei il migliore di tutta la classe», «Carlo sì che è bravo a scuola, mica come te che sei sempre distratto!», «Perché non prendi esempio da Sofia?», «E gli altri che voti hanno preso?», «Maria è arrivata prima alla gara, chissà che soddisfazione per i suoi genitori».

Spesso i genitori sembrano ossessionati dal fare confronti… dimenticandosi di quanto possono essere inefficaci e antipatici.

Cosa succede ai figli adolescenti quando i genitori litigano? Quante volte ci capita, parlando con il padre dei nostri figli di utilizzare l'esperessione "tuo figlio"? Luisa Marchionni ci aiuta a capire le dinamiche che si innescano tra genitori e figli adolescenti.

Se è vero che il conflitto generazionale è senza soluzione lo sarà ancor di più quando i genitori dimenticano di essere una coppia.
Quando il bambino diventa adolescente spesso accade che i genitori attraversino una fase esistenziale di crisi sia per la propria età che avanza che per la stanchezza provata nella relazione di coppia. Questo avviene in un momento in cui il figlio avrebbe bisogno di “spiegare le vele” verso il largo, per acquisire consapevolezze su di sé e per conoscere il mondo, ma avvertendo le difficoltà dei propri genitori rinuncia a tale movimento di crescita e di autonomia e “ormeggia” nel porto familiare.

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