Andiamo fuori a giocare!

Settembre 24, 2012

Ho letto su Kids un articolo sulle scuole in Norvegia e sono rimasta colpita dal fatto che i bambini vengano portati all’aria aperta anche in inverno, per attività scolastiche. ...parliamo di un Paese dove in inverno le temperature sono anche sotto lo zero!
Quindi, perché chiuderli in casa già dai primi freddi? Lasciamo che scoprano il mondo anche quando le temperature scendono, che imparino a conoscere i colori e gli odori dell’autunno!
In questa stagione sono molte le attività che possiamo proporre loro en-plein-air. Ecco qualche idea:

“Quali attività extra-scolastiche fa tuo figlio?” Bella domanda!

Ormai la scelta, in particolare in città, è vastissima e i corsi impegnano i pomeriggi di tutta la famiglia.

Al di là della riflessione sulla necessità di lasciare del tempo libero ai bambini – a mio avviso va benissimo che si annoino ogni tanto –, trovo difficoltà nello scegliere per loro.

La maggior parte delle volte si finisce per decidere tra diverse opzioni a seconda di ciò che fanno gli amichetti o della distanza da casa.

Da una piccola ricerca sul web, vi segnalo alcune attività che ho trovato interessanti e stuzzicanti:

Per chi come me ha da sempre problemi con la bilancia, l’alimentazione ha un peso importante.
Su Genitori Channel trovate dei bellissimi articoli sulla colazione e sulla merenda sane e golose, e un sacco di ricette da realizzare facilmente a casa, magari con i bimbi. 

La merenda rappresenta il pasto più complesso da gestire: è facile cadere nella tentazione di concedere prodotti dolciari industriali, ricchi di grassi, zuccheri e conservanti. A volte bastano un po' di fantasia e una pianificazione maggiore per evitare di dover cedere alle merendine confezionate.

Mentre ancora “tondeggiavo” come un melograno, mio marito mi guardava sorridendo e facendomi una domanda a cui nessuno dei due sapeva dare una risposta: “Ma quando torniamo a casa col fagotto come facciamo?” E poi si batteva la fronte col palmo della mano, in segno di totale confusione.
Il fagotto in questione era ovviamente nostro figlio, che già immaginavamo avvolto in tutine e coperte che lo proteggessero dal caldo, dal freddo, dal mondo, da qualunque cosa.

Allora, dove eravamo rimasti? Ah sì! L'altra metà della mela... e dicevamo che ce ne sono di tutti i tipi, no?!

Ecco, il secondo esempio di bella metà paterna che mi viene in mente è il mio amico Luca; in realtà è l'alter ego di mio marito: compagni di squadra sui campetti di provincia – anzi, compagni di reparto, due difensori incalliti, Luca ancora di più dato che non si decide ad attaccare gli scarpini al chiodo – amici, gemelli diversi che si sono smarriti ad un certo punto della propria adolescenza (complice il trasloco di uno dei due fuori città) e ritrovati per caso, grazie a una di quelle coincidenze che fanno gridare al destino. Ma Luca non è solo l'amico storico di mio marito, è il marito della mia amica Fra (è vero, lo ammetto, la nostra amicizia è successiva alla loro, ma il tempo per noi donne non conta no?!): il moro e la bionda, la nostra famiglia allargata.

 

Una bellissima lettera di una mamma al suo bambino sui doni veri che si vorrebbero lasciare ai propri figli.... tutto da gustare!

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Caro il mio cucciolo d'uomo - figlio di un futuro che deve ancora venire e che stenta a spiccare il volo, uscendo dal bozzolo di questo presente così incerto – fin da quando sei nato ho messo via emozioni, ricordi, speranze, sogni e pensieri per te. Custodisco tutto in una sacca capiente che collega il mio cuore al mio cervello con l'intenzione di lasciarti piccoli regali lungo la strada, tra cui alcune rarità della vita come le certezze, la realizzazione di sogni e aspettative, la promessa che non ti capiterà mai niente di male (che, come dice la pesciolina un po' svampita di Nemo: “E' assurdo! Perchè non gli succeda mai niente dovrebbe non fare mai niente!”). Certo non vuol dire che tutto questo non lo avrai, ma solo che non pioverà dal cielo a catinelle e che, in genere, dovrai lottare per averlo.

COME PARLI A TUO FIGLIO?

Forse anche a voi sarà capitato, almeno una volta, quanto vi sto per raccontare...

Scena

Tuo figlio

Urla, piange, si contorce, sbraita, fa i capricci e ti dice a muso duro: No-No-NO e ancora NO.

Tu mamma o papà

Hai avuto una giornata impegnativa, hai mille pensieri per la testa, vuoi con tutto te stesso andare incontro a tuo figlio ma hai anche le tue buone ragioni per ribadire con un certo tono : NO-NO-NO e ancora NO.

Grazie a tutti quelli che ci hanno mandato le loro foto di disastri piccoli e grandi combinati dai bambini... c'è stato da divertirsi, da inorridire e da pensare "meno male non a casa mia!" :-).

Nell'immagine iniziale trovate le foto più rappresentative decretate in parte dal nostro pubblico dei social, in parte dalla nostra giuria interna di Genitori Channel. Non è stato facile per niente, le foto erano tutte molto belle, ognuna a suo modo.

Vi sembra che fiabe e super eroi di questi tempi (tra Winx e Ben10) siano peggio di quelli a cui eravamo abituati noi?Vediamo cosa ne pensa una mamma....

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Diciamocelo: essere cresciuti mentalmente sani e nonostante tutto, per la nostra generazione, è stato quasi un miracolo. Noi genitori – io per prima – paventiamo il momento in cui i nostri piccini cominceranno a volersi trasformare in uno degli alieni di Ben10, seminando per casa mostruosi Gormiti come Pollicino faceva con le sue briciole; oppure immaginiamo le nostre piccine infatuate delle Winx, che sognano quegli abitini succinti, i lunghi capelli e i tacchi appena accennati. La cara e vecchia Lolita la prenderebbero di tacco... appunto!

Per la festa della donna, una bella riflessione di Fioly sugli infiniti mondi che ogni donna custdisce in sè e su come, con lo schiocchiare delle dita, attraversarli tutti, in lungo e in largo, per tornare poi ad apprezzare il presente, fatto di giornate che nisiano con dolci manine che ti abbracciano

***

Certi giorni penso che non mi spiacerebbe poter utilizzare il teletrasporto. Perché svegliarsi il mattino in mezzo ai tuoi due pupi che ti sommergono con le loro manine e la voglia di latte, i capricci e i versetti è bellissimo. Ma è bello anche immaginarsi a poltrire sotto un sole gigante o nella stanza di un albergo sconosciuto il primo giorno di vacanza, in una città tutta da scoprire. Così ti dici Sarebbe bello: avanti e indietro nel tempo e nello spazio con uno schiocco di dita.

Snap [non mi viene in mente onomatopea che renda meglio lo schiocco di dita] ed eccoti nella Spagna della tua adolescenza. Niente pannolini sporchi o ruttini dopo la poppata. Ma notti di tequila e movida, di spiagge ventose e danze andaluse, di quelle che quando all’alba appoggi la testa sul cuscino, ciò che resta di te si trasforma in sonno profondo e non in quel dormicchiare con l’orecchio teso per evitare che il primo vagito di un pupo si trasformi in inesorabile sveglia per l’altro.

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