Più sport = più salute, più felicità, più autostima per i nostri bimbi.

Quali caratteristiche sviluppano i vari sport.

2 giugno 2013 si conclude l'edizione Rugby nei Parchi 2013 all'Arena Civica di Parco Sempione a Milano, l'ultima di 4 tappe itineranti nei parchi milanesi organizzate da Grande Rugby Milano, Comune di Milano e sponsor Gruppo Mediobanca (Compass, Che Banca!, Mediobanca). Una manifestazione per avvicinare i bambini ad uno sport sano e ricco di valori comeil rugby.
Nella giornata conclusiva ospite d'eccezione Diego Dominguez, uno dei 3 campioni mondiali di rugby di tutti i tempi, che ha estratto i nomi di 10 ragazzi che frequenteranno il Diego Dominguez Rugby Camp quest'estate a Roma. Il tutto grazie al contirbuto di Compass.

Noi di Genitori Channel c'eravamo ed ecco cosa abbiamo documentato.
L'evento su twitter può essere seguito all'#unitiallameta.

2 giugno 2013, domenica di sport per i bambini a Milano nella giornata dedicata alla Repubblica.

Tanta gioventù, risate, giochi, lavoro di squadra, passione, lealtà, sacrificio, rispetto delle regole, aiuto reciproco, sorrisi, scontri leali... questi alcuni dei valori che erano in campo all'Arena Civica di Milano e ditemi se non era il modo migliore per celebrare la festa della Repubblica Italiana! A me ha fatto pensare che lo sport è davvero una scuola di vita e che forse dovrebbe ispirarci di più quando dobbiamo impegnarci nelle cose serie ed importanti.

GenitoriChannel intervista Diego Dominguez alla festa di Rugby nei Parchi 2013, manifestazione offerta da Compass - Gruppo Mediobanca.

Diego Dominguez è uno dei 5 rugbisti più forti al mondo, pur essendo una persona fisicamente normale (non è alto e grosso), la sua grande determinazione, passione e lavoro lo hanno portato alla vetta di questo sport.
Noi l'abbiamo conosciuto (grande fascino e persona molto semplice, gli brillavano gli occhi quando parlava con i ragazzini che giocavano a Rugby), gli abbiamo fatto alcune domande:

Il mio sogno da bambina era fare la ballerina di danza classica. Subito dopo, c’era quello di avere un cavallo (non ho vinto il premio originalità nell’infanzia, in effetti). Bianco, nero, a macchie, con la criniera liscia, riccia o pure senza. Non aveva importanza, purché fosse tutto mio e che accorresse ai miei fischi salvandomi dalle situazioni più sgradevoli, tipo le verifiche di matematica.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, gestire la pubblicità e compiere analisi statistica del sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.