Giovedì, 02 Febbraio 2012 12:39

Safer Internet Day 2012 - relazionarsi con i nativi digitali

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Come fanno i genitori a relazionarsi con la nuova generazione di nativi digitali?

Vodafone ci da lo spunto per riflettere, un'ottima occasione in vista della giornata mondiale della sicurezza in rete "Safer Internet Day 2012" che cade martedì 7 febbraio. 
Un dibattito intenso e ricco, per certi tratti anche divertente, che è partito dallo studio di OssCom svolto per Vodafone su Connecting Generations: La mediazione genitoriale nell uso responsabile di internet e degli smartphone.

La tecnologia... un'estensione dei nostri figli

Oggi il telefonino è uno strumento da guardare, in cui leggere, vedere, per strutturare relazioni e fare cultura. lo stesso avviene con internet e la rete. Tutti lo utilizziamo, noi adulti e i nostri figli, in maniera e proporzioni differenti. Noi utilizziamo questi strumenti perchè sono diventati parte delle dinamiche della nostra società. I nostri figli lo fanno invece secondo modelli induttivi ed epidermici. I nativi digitali sono inseriti in un flusso di comunicazione sociale naturale, normale, spontaneo che passa dalla tecnologia, come se fosse un "organo" del loro stesso corpo, parte naturale di se stessi.

Per noi genitori, per gli adulti, la tecnologia non è naturale. La sfida è capire, porsi delle domande efficaci per consentire la giusta mediazione tra protezione e garanzia. Perché la tecnologia è apertura, cultura, esperimento, ma non mancano le insidie. Occorre dunque trovare la modalità che consenta contatto e sperimentazione per i nostri figli di questa dimensione che maggiormente caratterizza la loro contemporaneità e il loro futuro, sociale e professionale.

Questo fenomento si innesta sul processo di strutturazione dell'autonomia della personalità dei figli e rappresenta la sfida educativa più forte per i genitori di oggi.

Si tratta di educare ad una libertà fragile in cui i ragazzi possono e devono assumersi le proprie responsabilità.

 

Parental controling sui rischi connessi alla navigazione dei figli

Dallo studio emerge che molti adottano sistemi di controllo limitanti ma molte perplessità sorgono sull'efficacia e sull'approccio.

Limitando i flussi comunicativi, verso cellulari, internet, facebook, per tutelare i momenti dello studio, o per  protezione dai contatti con persone potenzialmente pericolose, spesso ottengono risultati scarsi, intermittenti, opposti.

Lo stile di mediazione può essere diverso per ogni famiglia. Le Soluzioni di mediazione tra genitori e figli si costruiscono a puzzle, ogni famiglia adotta delle soluzioni e approcci a pachwork.

I ragazzi dimostrano di aver bisogno di preparazione ma anche di empowrment, di fiducia e di poter approfittare di strumenti e di conoscenza consapevolmente.

Richiedono di essere accompagnati verso la comprensione e la vita nella dimensioni digitali e di comunicazione virtuale. L'empowerment è un concetto centrale, perchè uno dei rischi della protezione è quello di limitare le libertà e le oppurtunita funzionali, il diritto di accesso alla rete, che rappresenta una delle più grandi scommesse per il loro futuro.
Empowerment, cioè il dare loro fiducia e possibilità di scelta, passa dall'insegnare ai figli cosa è giusto e cosa è sbagliato. Quali tipologie di siti e quali tipi di social attidudes sono pericolose. Farli ragionare sul comportamento digitale che hanno adottato per aiutarli ad arrivare a una lettura personale ed equilibrata di ciò che è bene per loro.

Parlare e porsi in maniera più dialogante possibile sembra la modalità giusta. Si tratta di porsi in una dimensione di tutoring, piuttosto che di polizia.

 

Genitori ignoranti

Emerge chiaramente la scarsa alfabetizzazione dei genitori italiani rispetto ai software di parental controlling. Occorre imparare le grammatiche dei linguaggi dei figli. Occorre conoscere le nuove pratiche, sconosciute totalmente alle generazioni precedenti.

Il sexting, l'invio di fotografie a sfondo sessuale che i ragazzi si scambiano e che per loro hanno un significato interno al loro gruppo. Per i ragazzi può essere un fattore per affermare la propria fisicità e identità. Per i genitori può essere importante spiegare che in rete per un adulto quelle stesse foto, che loro si scambiano per goliardica affermazione, sono immagini pornografiche e soggette a una facile deviazione e manipolazione.

Per i ragazzi il valore della condivisione immediata, con il proprio gruppo, della propria vita (sono in questo ristorante, sto cenando con mio padre) non rappresenta un modo per sfuggire dal reale ma un modo per costruire un ponte di continuità tra flusso virtuale, relazioni e vita oggettiva. E' un loro modello di iper-realtà con il quale è fondamentale aprire le porte di comunicazione.

Stiamo vivendo un mutamento antropologico tra i più forti della storia umana, è normale che le generazioni si trovino separate da uno sfasamento attitudinale.

Un genitore o un insegnante che rifluita la tecnologia rifiuta una grandissima occasione di mettersi in conoscenza con il futuro dei propri figli e nipoti.

Internet è una strada che veicola un contenuto, il contenuto è fatto dei messaggi che noi adulti ci mettiamo dentro. Sta ai genitori porsi non come barriera di difesa ma come tutori nel viaggio dei ragazzi.

Ecco le interviste alle personalità intervenute.

Quali sono i veri rischi e le opportunità di internet per i nostri figli:

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Dai genitori deve partire il dialogo e il buon esempio:

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di Patrizia Coggiola

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