Lunedì, 17 Gennaio 2011 14:13

progetto crescere padri

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Crescere padri è un progetto voluto dal Cemp nel 2004, cresciuto con l’aiuto di esperti ma soprattutto di tanti papà, con il sostegno del Comune di Milano, della Provincia e della Regione Lombardia.
Gli incontri sono concepiti per i neo-papà pieni di dubbi, per i padri in difficoltà e per i papà felici ma curiosi e consapevoli: offrono la possibilità di confrontarsi con esperti e altri padri per migliorare, approfondire e capire il rapporto con i figli e il proprio ruolo nella famiglia.
Si possono iscrivere singoli papà o piccoli gruppi già organizzati, per esempio all’interno di una scuola.

Da qualche anno in qua, i padri sono diventati oggetto di indagine da parte di sociologi, giornalisti, psicologi. Da un lato si afferma che il padre continua ad essere un elemento "tangenziale" alla famiglia e soprattutto alla paternità, dato che il tempo dedicato alla cura dei figli è aumentato, in percentuale, solo di qualche decimale negli ultimi vent'anni. Il padre continua a guardare alla carriera lavorativa, ed è agli ultimi posti nella classifica europea per quanto riguarda l'utilizzo dei permessi per paternità.

Il sessantotto, o più recentemente la globalizzazione sembrano quindi non aver avuto alcun effetto sulla percezione che il genitore maschio ha di sé e del proprio ruolo.

D'altro canto, però, gli stessi sociologi, giornalisti, psicologi si affannano a confrontarsi con padri sempre più alla ricerca di un profilo genitoriale rispondente al proprio desiderio, espresso e non più sottaciuto, di stare con i propri figli, di avere più tempo e più di qualità; di essere emotivamente capaci di una presenza attiva e rispondente ai bisogni dei bambini; capace di comprendere competenze genitoriali pari a quelle della madre; in una parola, di essere nuovi padri.

Il CEMP di Milano organizza e promuove da circa sette anni il Progetto "Crescere Padri", gruppi di confronto tra papà rivolti a genitori con figli da zero a tredici anni. Con la collaborazione delle scuole, mette nella stessa aula (in orario serale e lontani da fuorvianti partite di calcio!) una manciata di padri interessati a raccontarsi e a mettere in comune la propria esperienza genitoriale quotidiana; ma soprattutto, interessati ad ascoltarsi a vicenda, ad aprire un dialogo sui punti fermi ereditati dai propri padri e su quelli invece sorpassati, rifiutati, giudicati ormai inattuali e quindi non più rispondenti a ciò che sentono di essere. Desiderosi di ascoltare come altri padri - con altre storie di vita, con provenienze geograficamente distanti, con storie familiari a volte opposte, eppure magicamente uguali a sé - vivano il rapporto con i figli, la difficoltà di comunicare e di ascoltare; di prendere decisioni in consonanza con la propria moglie/compagna di vita. Di scoprire che i timori che ognuno vive quotidianamente, le speranze di una vita serena e più "sicura" per i propri figli, la ricerca di strumenti educativi adeguati alle sfide della contemporaneità tra precarietà e tecnologie sempre più invasive e "rivoluzionarie" sono esattamente le stesse, a prescindere dalla professione, dalla condizione sociale, abitativa, dalle esperienze di vita...

In quattro incontri di un paio di ore l'uno, un canovaccio utilizzato dai conduttori e proposto attraverso giochi di ruolo, brainstorming e altre attività crea un filo del discorso che poco alla volta si dipana, ogni volta diverso ma composto sempre degli stessi tessuti. Il confronto parte dall'individuo e da ciò che si vuole mettere in comune, sul tavolo, per allargarsi poi alla scuola, al gruppo sportivo, al quartiere, alla Milano inclusiva e respingente, insicura e piena di risorse, Giano bifronte amato ed odiato al contempo. I temi sono quelli di tutti noi, e non potrebbe essere altrimenti: l'autorevolezza, di cosa si compone? Come posso prevenire i rischi senza risultare soffocante? Cos'è lecito sperimentare in un processo di crescita e cosa no? La gestione dell'aggressività, la rabbia; la diversità - la mia e quella dell'altro; la solitudine di un padre separato o single; il confronto con il mondo esterno. E tanti altri.

Come in tutti i momenti di crescita, non esistono risposte preconfezionate, o ricette da passare. La creazione di una rete genitoriale per un confronto continuo "tra amici" rimane, proprio per questo motivo, uno degli obbiettivi "di secondo livello" del nostro progetto. Allora, incontri informali e feste dedicate ai papà sono un altro passo di "Crescere padri" - dove il significato è volutamente doppio: cresciamo noi papà che ci mettiamo in gioco, e così facendo speriamo che i nostri figli divengano, anche grazie alla nostra attenzione, genitori anch'essi consapevoli, attenti, pieni di domande, e sempre in cerca di risposte ulteriori. E poi ancora, proposte di incontro specifici per "futuri papà" (questi in collaborazione con bhu-m Milano mamme), da affiancare ai corsi pre-parto, per quegli uomini che - per decisione o per caso - stanno per cambiare radicalmente la propria vita, dando voce ad una parte di sé finora sconosciuta. "Crescere padri", quindi, perchè padri lo si è per sempre, e la cassetta degli attrezzi non è mai colma.

Stefano Errico

Resp. Progetto "Crescere padri"

CEMP Milano

www.consultoriocemp.org/servizi/

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