Il pifferaio magico...dei pidocchi

Una versione creativa della fiaba del pifferaio magico.

C'era una volta un paese che si chiamava Amelin, i suoi abitanti erano vissuti a lungo felici ma da un po' di tempo regnava la tristezza e lo sconforto, di chi era la colpa?
Era colpa dei pidocchi! O meglio, i pidocchi non avevano una vera colpa, essi non facevano altro che vivere, nutrirsi e riprodursi ma erano talmente tanti che l'occupazione principale degli abitanti di Amelin era grattarsi la testa tutto il giorno.
Avevano iniziato colonizzando le teste dei bambini a scuola ma poi erano subito passati agli adulti, passavano allegramente da una testa all'altra, sfruttando cappelli e cappellini, pinzette e cerchietti. Di notte poi era un gran viavai di pidocchi sulle federe, e siccome in quei tempi i bambini potevano dormire nel lettone di mamma e papà quando lo desideravano, in breve tempo tutta la città fu contagiata.
Per cercare di arginare il problema i genitori passavano il tempo a fare raccomandazioni ai propri figli "non scambiarti il cappello con Marco! non dormire così vicino a tua sorella! legati i capelli!" ma non servì a molto, e quando la notizia si sparse per il regno, nessuno osava più venire in visita alla città e gli inviti nelle altre città cessarono di colpo.
I pidocchi erano liberi di nutrirsi e riprodursi e per ogni pidocchio vecchio che moriva ve n'erano almeno 10 già cresciuti e in grado di mettere al mondo altre uova.

I consiglieri comunali indissero subito una riunione per parlare del problema, la riunione durò a lungo perchè doveva essere interrotta ogni minuto a causa del gran frastuono prodotto dai vari grattamenti di testa, furono proposte molte soluzioni: versare della pece bollente su tutte le teste, cospargere farina in quantità in modo da rendere evidenti i pidocchi e poterli così asportare, rinchiudere tutti gli abitanti in una cella frigorifera per due settimane, arruolare un esercito di scimmie per lo spidocchiamento pubblico...ma tutte le soluzioni furono poi ritenute impraticabili o non efficaci, l'unica che fu presa in considerazione fu quella di  rapare a zero tutti gli abitanti ma le mogli e le figlie dei consiglieri si opposero subito e per sfuggire al "rapamento" coatto scapparono nel bosco.

Infine, non riuscendo a venire a capo di nulla, i consiglieri decisero di radunare tutti gli abitanti e andare dal Sindaco a organizzare una bella protesta tutti insieme. Davanti al palazzo volarono paroloni e vennero persino lanciati pettinini in segno di protesta al grido di "Tremate tremate, le spidocchie son tornate!"

Il vecchio Sindaco era proprio disperato, più che grattarsi la testa, non sapeva proprio cosa fare. Ma proprio quando stava per appendersi a testa in giù nel vano tentativo di far cadere i pidocchi dalla testa, sentì bussare tre colpi leggeri alla porta.

Entrò un uomo magro e alto, uno strano tipo, con un vestito mezzo giallo e mezzo rosso, un cappello con una piuma ondeggiante e scarpe a punta. Aveva in mano un piffero lunghissimo, fece un inchino, prese il suo piffero e cominciò a cantare:
- state calmi, state calmi, non c'è nulla di tragico, basta chiamare il pifferaio magico!

Raccontò di come fosse già stato in un paesino della Cina per scacciare le zanzare e di come avesse liberato anche gli Indiani dai pipistrelli. Dichiarò di essere in grado di liberarli per sempre dalla piaga dei pidocchi in un'ora soltanto in cambio di mille fiorini. Il Sindaco ancora incredulo e disperato promise 50.000 fiorini se fosse stato in grado di mantenere la promessa.

Detto fatto, il pifferaio scese nella piazza, mise in bocca il suo lungo piffero, e dopo essersi ben concentrato cominciò a suonare una strana melodia, i pidocchi immediatamente cominciarono a scendere dalle teste dei bambini e subito dopo da quelle degli adulti e si misero a camminare velocemente dietro al pifferaio che percorreva a grandi passi la strada che portava fuori dal paese. Quando arrivò in un gran prato si fermò di colpo, cambio improvvisamente melodia e dal cielo uno strano materiale, trasparente come un vetro ma sottile come un foglio,  si posò su tutti i pidocchi soffocandoli immediatamente. Il cantoniere della città svelto aprì il chiusino del ruscello lì accanto, e l'acqua portò via tutto e fece ritornare il prato bello verdeggiante
Gli abitanti di Amelin dopo essersi grattati per qualche minuto, giusto per abitudine, si accorsero che qualcosa era cambiato sulle loro teste e cominciarono a fare festa e urlare di gioia. Subito il Sindaco si affacciò dalla finestra per proclamare la fine della crisi e ovviamente prendersi tutti i meriti e gli elogi dei suoi cittadini

"W il Sindaco, W il Sindaco!"

Appena si fu ritirato nelle sue stanze, egli sentì bussare alla porta e indovinate un po'...era il pifferaio che veniva a riscuotere il suo compenso ma il Sindaco, che era persona bugiarda e infida lo schernì rispondendogli che ormai i pidocchi erano tutti in fondo al fiume e non potevano certo ritornare.

Il pifferaio, arrabbiato e convinto di dover dare una lezione al Sindaco, ricominciò a suonare ma questa volta la melodia fece effetto direttamente sul Sindaco che cominciò a ballare come un pazzo in mezzo alla piazza davanti a tutti. Il pifferaio suonò a lungo e tutti ridevano e schernivano il Sindaco che, non appena fu libero dall'incantesimo, scappò via dalla vergogna e non si fece vedere mai più, così come non si videro mai più pidocchi sulle teste dei bambini di Amelin

E vissero per sempre felici e contenti!

Epilogo
Ancora oggi i pidocchi infestano le scuole e i luoghi pubblici ma il pifferaio magico Hedrin ci viene in soccorso eliminando pidocchi e lendini in modo naturale senza agenti chimici, con un meccanismo d'azione meccanico, senza attività neurotossica. In questo modo, il pidocchio non può attivare una strategia di resistenza e dunque non riesce a mutare geneticamente.

di Barbara Lamhita Motolese

hedrin

Questo post è offerto da Hedrin #pidocchinientepanico

Hedrin #pidocchinientepanico è il titolo della campagna che coinvolgerà Mammafelice e altri blog per tutto l’anno scolastico: un anno di prevenzione, di attenzione, ma anche di divertimento. Un anno in cui parleremo di scuola divertente: disegni, storia, arte, geografia… ma raccontate in modo ironico, per i bambini; con una piccola incursione sulle principali pedagogie a cui possiamo ispirarci, come il metodo Steineriano, il Reggio Emilia Approach, e tanti altri.

Barbara Lamhita Motolese

Amo l'innovazione in tutti i campi, e come mamma mi sono scoperta innovativa facendo scelte del passato!
Vivere la mia genitorialità ricercando la coerenza con il mio sentire e con il mio pensiero, mi ha portato a esperienze poco comuni e molto felici: il parto in casa, il co-sleeping, il babywearing, e l'homeschooling... per citarne alcune.
Sono un'appassionata custode della nascita e una meditatrice assidua.
Ho dato vita a GenitoriChannel.it per coniugare la mia passione dei temi genitoriali con quella per il web.

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