Lunedì, 19 Marzo 2012 06:00

Noi papà

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Il nostro post per il blogging day dedicato ai papà, con un video dolcissimo e molto ironico scritto da un papà e corredato da bellissime immagini.

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Un vero buon padre che si possa chiamare tale deve possedere certi requisiti fondamentali quali:



 

  • essere autorevole
  • essere assertivo
  • saper placare una situazione difficile, ad esempio una lite (moglie-figli, figlio-moglie, moglie-figlia, figlio-figlia), solo con il tono della voce, al massimo con l'aiuto di un gesto della mano
  • far rispettare le regole in casa
  • aver sempre l'ultima parola
  • dare o non dare l'autorizzazione a qualunque progetto presentato da un membro della famiglia (moglie inclusa)
  • non accettare bambini nel letto matrimoniale durante la notte
  • non ammettere capricci di alcun tipo

...e chi più ne ha...

Si potrebbero aggiungere alla lista cento e più modi di dire ed essere fermamente convinti che siano sacrosanti.

Prima di avere figli, delle regole sopra citate, ne ero il portavoce più convinto, specie con chi aveva già bambini. La mia vittima preferita era mio fratello maggiore. Quando mi faceva visita, o passavo io da casa sua, gli impartivo lezioni (non richieste) di come essere più assertivo e "di polso" con i suoi figli.

Quanto mi sbagliavo...

Non avrei mai immaginato che da lì a qualche anno sarei diventato un "pupazzo di pezza" di due piccoli furiosi folletti. Loro sì, sono di polso, sto alle loro regole, non ammettono i miei capricci e...l'ultima parola è la loro.

Sono un cattivo papà?

Qualcuno potrebbe anche dire di sì ma la gioia che provo quando mi corrono incontro urlando "papi papi" al mio arrivo a casa, è impagabile.
Sono coccolato e coperto di bacini al risveglio, mi difendono in caso di attacchi della mia consorte, mi sento in una botte di ferro. Spesso la notte non vedo l'ora che, uno alla volta, arrivino nel mio letto e si "accoccolino" vicino a me e poi...mi fanno divertire un mondo!

Noi papà

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Un esempio di autorevolezza?
Irene è distesa prona sul pavimento del salotto a casa dei nonni intenta a disegnare. Lorenzo, seduto sulla schiena della sorella, gli cinge il collo con le manine e la sbatacchia violentemente. Di lì a poco Irene comincia ad arrabbiarsi e piagnucolare. Io, seduto in poltrona, distolgo lo sguardo dal libro che tengo tra le mani, guardo la scena e decido di intervenire:
"Lorenzo! Scendi dalla schiena di tua sorella, lasciala in pace per favore"
"Scusa papà ma non lo faccio apposta!"
"Sicuro" - penso - "è perchè sei posseduto!"

Il mio tempestivo intervento non ha sortito l'effetto sperato, quindi ripongo il libro sul bracciolo della poltrona, mi alzo sbuffando, afferro il piccolo aggressore, per l'elastico dei pantaloncini con la mano destra ed il colletto della mini polo con la sinistra, e lo scaravento sul divano.
Il mio piccolo atterra rovinosamente tra i cuscini ridendo di gusto e chiede di farlo ancora. Ovviamente anche Irene abbandona i pennarelli sul pavimento e chiede di essere catapultata a sua volta, da lì a poco mi ritrovo con i miei cuccioli addosso a far la lotta sul divano in un gran caos di urla, risa e cuscini.

A volte autorevolezza può significare saper cambiare il verso di una situazione che sta divenendo critica utilizzando il gioco e l'ironia anziché il "pugno di ferro"

Sono un bravo papà?

I miei bimbi risponderebbero "Sei un papà SUPER!!!"



di Walter Amish Cologna

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