Martedì, 04 Maggio 2010 14:19

Altri equilibri, altri orari. Lettera di un papà al primo figlio...

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Chi ha il privilegio di stare accanto ai componenti di una famiglia che nasce, diviene anche il testimone dei grandi movimenti interiori e personali che attraversano il nuovo nucleo nei primi mesi. La coppia si trasforma, la casa da alcova diviene nido, gli amanti si confrontano con nuove priorità non sempre facili da mandar giù, soprattutto per la componente maschile che dalla natura non viene certo aiutata con provvidenziali inondazioni di ormoni baby-friendly.

Le ostetriche, soprattutto quelle che esercitano la libera professione, sono proprio una di queste categorie, perchè in genere il rapporto con i neogenitori dura dalla gravidanza a ben oltre il parto, seguendoli costantemente anche nelle tappe evolutive di relazione col nuovo nato, con se stessi, con il partner. Si crea spesso un rapporto particolare, profondo e intenso. Tutto questo materiale 'umano' ha suggerito alle ostetriche della Casa Maternità La Via Lattea di Milano di arricchire le proprie attività (già dense di corsi pre e post parto, assistenza al parto a domicilio, nido famiglia, seminari...) anche di una pubblicazione che parli di nascita con la voce dei genitori, con uno spirito davvero diretto e toccante, oltre che ricco di autoironia e sensibilità. L'Uovo è una pubblicazione che si può sfogliare on line oppure consultare sul Blog o sulla pagina di Facebook della Casa di Maternità, ed è creata proprio grazie alla collaborazione attiva dei genitori che vogliono 'donare' la propria esperienza. Nel numero 25, appena  pubblicato, si parla proprio di coppia e di nuovi equilibri, Questioni di Coppia. Vi anticipiamo un articolo spassoso e autoironico scritto da un papà alle prese con l'assetto emozionale e gestionale del primo figlio. Buona lettura e buona continuazione su L'Uovo.
http://issuu.com/paolaost70/docs/uovo25web 
http://www.casamaternita.it

 

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Altri equilibri, altri orari. di Andrea D., papà

 

Coppia? Ma quale coppia?

La coppia di una volta non ci sarà mai più!

No tranquilli, non sono un categorico pessimista, intendo dire che volente o no tutto si trasforma alla ricerca dei nuovi equilibri che vedranno nascere la nuova famiglia, innegabilmente diversa dalla precedente, come ritmi, spazi, abitudini, modi di vedere la vita.

Subito dopo i primissimi giorni, quando l’adrenalina della dirompente novità va via via scemando, l’obbiettivo principale diviene la sopravvivenza. In quel periodo, il nostro, era un rapporto di mutuo soccorso, in cui la solidarietà cameratesca tra compagni della stessa avventura vinceva facile sulla romantica sintonia che da sempre ci contraddistingueva.

Le prime settimane assistono all’ascesa al trono dell’Imperatore Leonardo Francesco I.

Suo il potere di dettare i tempi ed i diversi compiti dei suoi sudditi, di monopolizzarne l’attenzione, di scandirne la vita.

Valentina allatta tuttora a richiesta, che in parole povere significa che, soprattutto nei primissimi mesi, fortunatamente estivi, passava tutto il giorno con le tette al vento ovunque ed in qualsiasi situazione, che di notte si dormiva in base alle poppate, in genere almeno quattro, e che bisognava essere più lesti di Lupin per rubare attimi di intimità, sempre attenti che non si svegliasse, altro che le superprestazioni di una volta… è un autosequestro di persona!

… però quando ti sorride!

Subito ci si rende conto che in quanto senza tette il papà non conta niente, quindi a me niente onori, cosa per altro compensata da una mole di oneri infinitesima rispetto a quelli che toccano alla madre.

Quindi senza tette niente onori… e niente tette, ormai proprietà esclusiva imperiale, requisite fino a data da destinarsi.

Con il passare dei mesi il sonno più profondo e duraturo di Leonardo permette assalti meno sporadici e meno inibiti.

Perdura la piacevole sensazione di furtività, quel brividino che riporta agli entusiasmi delle prime nascoste esperienze giovanili.

Col passare dei mesi il ruolo del padre viene rivalutato e nonostante resti di secondo piano, passa da semplice comparsa ad intrattenitore, compagno di spericolate acrobazie aeree, collega di gattonamento sportivo, appiglio supplementare in arrampicata libera… insomma, il ruolo di socio.

Anche il rapporto di coppia con il passare del tempo trova nuovi equilibri e soprattutto nuovi orari. Leonardo predilige le ore serali per i suoi fantastici show, fagocitando anche il solo ricordo delle nostre abituali sessioni serali di abbracci sonnacchiosi sul divano al suono di Montecarlo Night. Ora solo a letto a tarda ora riusciamo a concederci chiacchierate sottovoce spesso troncate dal mio prematuro collasso.

Proprio la stanchezza costante, unica nota stonata, è il motivo fondamentale delle difficoltà di dialogo sereno.

Già non è facile conciliare i due vissuti contrapposti, farlo da stanchi poi implica un lavoro su se stessi non indifferente.

Per l’uomo non è immediato capire a fondo la frustrazione di chi ha momentaneamente azzerato la propria libertà individuale, la neomamma sottovaluta invece che se dopo dieci o dodici ore fuori di casa il marito accenna al fatto di essere un pelino stanco è probabile che non lo faccia solo per pigrizia…

Fondamentali sono anche le prime scelte comuni: la scelta del pediatra, le vaccinazioni, il dormire nel lettino, il modo di relazionarsi al patatino, la conversione della casa in parco giochi, il rapporto coi nonni, come quando e quanto tornare a lavorare.

Questo è stato per noi il vero stabilizzatore di coppia, perché fin dall’inizio del nostro rapporto la cosa più importante è stata quella di rispettarci profondamente e di essere sempre gioiosamente d’accordo sulle cose importanti.

Ci sarebbe poi da parlare del fatto che, con l’esperienza, noi maschietti diventiamo degli esperti sfruttatori dell’aumentata pazienza sviluppata dalle mamme…

ma questa è un’altra storia.

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Illustrazione di Laura Lobetti Bodoni

 

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Commenti   

MammaVale
0 # MammaVale 2010-05-05 11:50
Compagni, mariti, papà.....
come faremmo senza di loro??
spesso non lo ammettiamo, ma senza non potremmo farcela!
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