Venerdì, 18 Maggio 2012 07:03

L'altra metà della mela... il papà tifoso - parte 3

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Non è che voglio approfittarmi di questo spazio per pubblicizzare amici e parenti; peraltro, almeno in questo caso, non si tratta di propaganda per ottenere voti o raccogliere guadagni, né dell'intenzione di voler dare in affitto uno dei padri di cui parlo.

Però, mi capirete, potrei mai parlare di giovani papà senza citare mio fratello? Quello che mi fa ridere da una vita, che mi ha aiutato a crescere e a prendermi meno sul serio, lo stesso che è entrato nel mondo impervio dei genitori solo tre mesi dopo di me?!

 

Tempismo perfetto il nostro! Siamo nati a 5 anni e 15 giorni di distanza e siamo diventati genitori con tre mesi e tre giorni di differenza: stiamo migliorando!

 

Mio fratello è un patito di calcio: la sua squadra del cuore siede a tavola accanto a lui, con buona pace di mia cognata che lo osserva con rassegnazione mentre suda e strepita davanti alla televisione durante una diretta.

Quando a mia cognata si sono rotte le acque di domenica mattina non ho realizzato subito la potenziale tragedia, ma mi sono precipitata all'ospedale col neo nipotino in braccio (lo stesso che lui voleva iscrivere alla scuola calcio il giorno dopo la nascita) e l'ho trovato stranamente sereno, nonostante le circostanze. Mio fratello entrava ed usciva dalla sala travaglio, con calma, senza agitazione, dandoci notizie su come procedeva il lungo viaggio della moglie verso quello che sarebbe diventato un cesareo. Nel tardo pomeriggio non ce l'ho fatta più e gliel'ho chiesto:

“Ma non mi chiedi nemmeno il risultato della partita?”

Lui ha sorriso, come sanno fare soltanto lui e Tigro e mi ha risposto:

“Lo conosco: c'è stato l'anticipo ieri!”

Così è arrivata la mia nipotina dai capelli color del tramonto in una giornata di tregua calcistica, salvo poi fare il tifo anche lei sulle ginocchia del padre, per semplice e viscerale amore verso di lui, verso quel matto che la adora, anche se borbotta improperi e si accanisce su una palla che rotola e undici Big Jim in calzoncini che corrono impazziti.

L'essere padre non ha cambiato la passione di mio fratello per il calcio: quei novanta minuti restano sacri, soltanto suoi; ma quando la piccina è tornata a casa dall'asilo dicendo:

“Babbo, Diego è il mio fidanzato”

ha sudato freddo, molto più che per un rigore in zona Cesarini.

di Monia Scarpelli, blogger, scrittrice e autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

 

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