Mercoledì, 08 Febbraio 2012 07:00

Con gli occhi dei bambini

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Spesso si dice che i bambini guardano al mondo in modo completamente diverso dagli adulti e questo è, oltre che fisiologico, anche una giusta differenza per ruoli differenti. Ma agli adulti un po' di "magia infantile" a volte non guasta!

Chi ha bambini tra 3 e 10 anni circa lo sa bene, il mondo per loro è tutto pieno di occasioni per giocare e gioire, l'esempio più eclatante di questa differenza nella visione del mondo è sicuramente l'arrivo della neve che in questi giorni ha allietato le giornate dei nostri bimbi causando non pochi disagi invece ai genitori che, tra scuole chiuse e strade non percorribili, hanno dovuto mettere a punto giorno per giorno nuove strategie organizzative.

Noi in questi giorni, oltre alla neve abbiamo avuto anche un altro imprevisto: un cavo della luce tranciato, probabilmente da un albero caduto per la troppa neve, ci ha fatto rimanere senza corrente per due giorni. Non potendo accendere la caldaia abbiamo dovuto trasferirci dai nonni al piano di sotto che hanno una stanza attrezzata con la stufa a legna.

Dunque niente luce e niente riscaldamento nei giorni più freddi dell'anno, se non nella stanza della stufa, ma c'è di più: senza corrente non funziona più l'autoclave che fornisce acqua corrente alla casa... l'approvvigionamento di acqua poteva essere fatto solo con pentole e secchi dal vaso di accumulo dell'acqua, fuori dalla casa. Acqua che naturalmente arrivava fredda e andava riscaldata sulla stufa a legna...

Se avete visto il mitico film "Non ci resta che piangere" con Benigni e Troisi potete immaginarvi quanto abbiamo riso alla battuta "Ma che siamo finiti a Frittole?!" pronunciata da mio marito quando ci siamo resi conto di tutto ciò che NON potevamo far funzionare e di come improvvisamente sembravamo piombati nel 1400.

Ma i bambini di tutto ciò non si erano resi conto quasi per nulla, per loro innanzitutto c'era la gioia di veder scendere la neve, di buttarsi in mezzo a cumuli enormi di neve fresca soffice e invitante, di aiutarci a spalare (o almeno tentare con buffissimi risultati) e di stare tutti insieme a casa.
Alla sera poi, per ovviare al problema illuminazione abbiamo tirato fuori le candele che già di per sè sono un'attrattiva incredibile ma l'oggetto che più ha conquistato la curiosità dei bambini è stata una lampada ricaricabile con manovella, se la sono passata di mano più e più volte girando vorticosamente la manovella per cercare di accendere tutte le lucine all'interno.

Poco tempo fa una mamma mi ha detto "mi sembra impossibile che i miei figli non si rendano conto di tutto ciò che faccio io eppure ricordo che anch'io da piccola ignoravo completamente la quantità di cose di cui si incaricava mia mamma", com'è vera questa frase! I bambini non si interessano ai problemi degli adulti, a loro non importa se mamma e papà perdono una giornata di lavoro, se la nonna deve lavare i piatti nella bacinella, se non c'è l'acqua calda per lavarsi al mattino.

Quello che loro hanno visto è stato solo la possibilità di passare un giorno in più a casa, tutti insieme, in una situazione curiosa e divertente con cose e situazioni diverse dal solito e in cui loro hanno vissuto pienamente nel presente.
Vivere nel presente è ciò che tutti i saggi maestri indicano come la via per la serenità, i bambini sono sempre in questo stato e più sono piccoli più vivono l'attimo, lo scorrere del tempo perde di significato.

I bambini ovviamente vivono in questo stato di grazia in modo completamente inconsapevole, non si pongono domande esistenziali, non vivono responsabilità legate ad altre persone, non pensano ai problemi che potrebbero creare. Gli adulti invece hanno responsabilità grandi e, se sono genitori, hanno il compito di prendersi cura dei loro figli, prevenire situazioni di disagio per quanto possibile, pianificare e progettare una vita familiare serena, sarebbe impossibile e non corretto buttare tutta l'esperienza maturata negli anni per ritornare bambini.

Quello che però è sicuramente vivificante è vivere momenti di gioia completa in cui dimenticarsi i problemi e le responsabilità per gettarsi a capofitto con uno slittino per una discesa innevata, oppure guardare ad un imprevisto come ad una meravigliosa opportunità oppure ancora sdrammatizzare una situazione di difficoltà.

Quando alla sera del secondo giorno abbiamo sentito un biiiiip che poteva provenire solo da un dispositivo attaccato alla corrente noi adulti siamo esplosi in urla di gioia abbracciandoci come se fosse avvenuto chissà quale miracolo, i bambini sono rimasti basiti, ci guardavano gridare senza capire cosa ci fosse di tanto eccezionale nel ritorno della corrente e, giorni dopo, Lorenzo (3 anni) ci ha fatto ridere di gusto dicendo:
"speriamo che va via di nuovo la luce così poi quando torna facciamo i matti e gridiamo tutti insieme!"

di Barbara Motolese

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