Mercoledì, 23 Maggio 2012 07:13

Il marito di mia mamma e la moglie di mio papà

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"E' arrivata tua mamma e tuo..."
Quante volte ho dovuto completare questa frase con un'incerto "...suo marito". E quante volte ho pensato di inventare una parola che definisse la relazione tra me e il marito di mia mamma o tra me e la moglie di mio papà.
La verità è che le uniche parole esistenti, patrigno e matrigna, hanno un sapore così negativo da non prenderle neanche in considerazione.
E che dire delle "sorellastre"?
Alzi la mano chi non ha visualizzato immediatamente Anastasia e Genoveffa, le due bruttissime antagoniste di Cenerentola.


Ultimamente ho scoperto che esiste il grado di parentela "comare" e "compare" che definisce la relazione tra la propria mamma e la propria suocera (o tra papà e suocero). Ma il "marito di mia mamma" resta sempre il marito di mia mamma quasi che la nostra relazione esista solo in funzione di quella che lui ha con mia mamma.

In effetti in parte è così, se i miei genitori non si fossero separati e risposati non avrei avuto nessun rapporto con altri adulti. La "famiglia allargata" è un fenomeno abbastanza recente, il referendum sul divorzio risale al '71 ma ancora negli anni '90 quando frequentavo il Liceo, essere" figlia di genitori separati" era un marchio raro e non sempre ben accetto.
La percentuale di divorzi però è sempre in aumento e aumentano quindi anche le famiglie allargate. La parola famiglia assume significati nuovi che vanno al di là dei legami di sangue o di quelli burocratici. Difficile dire se questo sia un fatto positivo o negativo. Di certo molte coppie prima del referendum rimanevano sposati senza amarsi nè condividere più nulla l'uno con l'altra. In ogni caso è un fatto e in questo articolo lo prendiamo come tale.

Un papà un giorno raccontandomi la sua storia mi disse che aveva cresciuto entrambe le figlie allo stesso modo ma la prima non era in realtà sua figlia biologica, aveva un altro papà che vedeva spesso e con cui entrambi avevano un ottimo rapporto. Mettiamo per esempio che decidesse di lasciare la sua compagna, cosa succederebbe al rapporto con questa bambina?
Ricordo con grande divertimento la difficoltà di un'addetta all'anagrafe quando, già adulta, spostai per un periodo la mia residenza a casa di mia mamma e del suo attuale marito...
"quindi lei e questo Signore risultereste...conviventi!"
Convenimmo entrambe che era una soluzione ridicola ma che era l'unica soluzione burocraticamente possibile.

Da quando mia figlia è in grado di fare domande mi chiede spesso di quando la nonna F. e il nonno S. erano sposati. Lo fa con curiosità così come mi chiede "come nasce l'acqua?"  ma lo fa anche con una semplicità che mi sorprende poichè per lei tutto il tema della famiglia allargata/separata/di fatto... non ha nessun significato. Per lei esistono degli adulti che hanno con lei un rapporto affettivo e a cui lei vuole bene, indifferentemente dal tipo di parentela e dalle loro relazioni.

Per me essere "figlia di genitori separati" ha avuto un impatto abbastanza forte nella mia vita ma noto che lo stesso non vale per i miei nipoti per esempio. Forse conta l'età che hanno i figli quando avviene la separazione o forse conta la relazione che i genitori riescono a mantenere anche dopo la separazione, di sicuro difficile e soggetta a brusche interruzioni e riprese. Anche perchè se due persone decidono di separarsi significa che la loro relazione non era poi tanto serena, è quindi spesso molto arduo ricostruire la serenità dopo il distacco.
O forse ancora conta il tessuto sociale che hai intorno che contribuisce a farti sentire un pesce fuor d'acqua oppure "nella normalità".

Posso dire nella mia esperienza che l'aver avuto due "altri" genitori e due "altri" fratelli è stato e continua a essere un grande arricchimento nella mia vita e, a parte rare eccezioni, mi pare di osservare che questo valga per la maggior parte dei figli ormai adulti. La premessa doverosa è che il genitore "altro" deve essere molto consapevole e lucido del fatto che non può intervenire a livello educativo con dei figli che ha "guadagnato" a 10-12 anni.
Allora il genitore "altro" diventa un adulto con cui poter condividere cose che possono essere difficili da dire ad un genitore, ti conosce e ti ama ma non entra nella dinamica conflittuale tipica del genitore con il figlio. Allo stesso modo i fratelli "altri" allargano il numero di persone a cui poter chiedere aiuto o semplicemente con cui stare bene insieme avendo vissuti ed esperienze comuni.

Allora la parola "famiglia allargata" prende una grossa connotazione positiva e magari sostituisce in parte quel tessuto familiare di una volta, i cui fili sono stati sfilacciati dagli spostamenti, dalla volontà di fare delle scelte individuali (che non erano previste qualche generazione fa).

Mi ritrovo perciò nella speranza che i nostri figli, seconda generazione dopo i cambiamenti epocali degli anni '70, possano mettere le basi per un nuovo concetto di famiglia basato sui valori classici di unione, amore, forza, fratellanza e libero di restrizioni e paradigmi non più attuali o che perlomeno inventino una parola sensata con cui poter chiamare il marito di mia mamma o la moglie di mio papà!

di Barbara Motolese

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Commenti   

giada
0 # giada 2012-05-23 10:26
Ciao! io sono separata e figlia di genitori separati...
i miei genitori si sono separati quando avevo 15 anni, mio padre si è risposato cinque anni dopo. Se devo nominare sua moglie con chi non mi capisce se nomino solo il nome proprio, per è...la moglie di mio padre, semplicemente :-) non amo il termine matrigna, mi sembra così negativo!
Con mia figlia è diverso: io e suo padre ci siamo separati quando aveva un anno, un anno dopo abbiamo iniziato la convivenza con il mio compagno, ora lei ne ha tre e mezzo ed una sorellina (sorellastra?? ma per favore!) di tre mesi. Per lei il mio ex marito è il "babbo", il mio compagno, che io le ho sempre presentato per nome, è "papà". Lo ha deciso lei, parlando con un'amichetta. Così come chiama nonni tutti e sei (i miei genitori, la mia nonna, i genitori del suo babbo e i genitori del mio compagno). Solo la moglie di mio padre non è "nonna" ma "tata", perchè non ha l'età da nonna :-)
per noi è tutto così complesso, per loro è semplice e naturale, è sempre stato così. Gioca con tutti, obbedisce a me e al mio compagno. Coccola noi due, e vive la "sorellastra" come una sorella al 100% ^^

in Francia il compagno\coniug e del proprio genitore è il "terzo genitore". (quindi si possono avere un papà, una mamma e due terzi genitori, non c'è un quarto). C'è una legislazione che difende il diritto del bambino, nel caso di separazione tra genitore e terzo genitore, di continuare ad avere il legame affettivo che ha instaurato con questa "nuova" figura.
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Barbara Siliquini
0 # Barbara Siliquini 2012-05-23 10:55
Citazione giada:

in Francia il compagno\coniuge del proprio genitore è il "terzo genitore". (quindi si possono avere un papà, una mamma e due terzi genitori, non c'è un quarto). C'è una legislazione che difende il diritto del bambino, nel caso di separazione tra genitore e terzo genitore, di continuare ad avere il legame affettivo che ha instaurato con questa "nuova" figura.


Wow Giada, grazie per la tua condivisione, e anche per questa informazione sul terzo genitore... molto interessante.
bs di GenitoriChannel
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MammaVale
0 # MammaVale 2012-05-23 16:10
Ciao!
anche io figlia di separati, ma ahimè Siciliani, non Francesi. Quindi la battaglia, 40 anni dopo, non è ancora finita :(
Mi fa piacere leggere di una separazione che ha addirittura "arricchito".
Io da quella dei miei genitori ho avuto solo sofferenza, rabbia, astio, infelicità e lacrime.
(unica nota positiva: la nuova moglie di mio papà che io chiamo "la mia Fatamatrigna"! l'unica persona responsabile e con la testa sulle spalle in tutta questa storia)
La rabbia è tale che quando una mia cara amica si è separata, vivendo i suoi racconti ho lasciato morire la ns amicizia: ha iniziato anche lei a fare gli stessi errori di mia madre, e io non sono riuscita a controllare i miei sentimenti neanche con lei...
Soffro ogni volta che la incrocio, soffro per me, e per i suoi figli, vittime innocenti di un'altra separazione...
:(

MammaVale
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ERINA
0 # ERINA 2015-05-23 17:06
Ciao Io sarei stata una matrigna , ma ormai, oggi no lo sono più perchè mio marito è deceduto, A questo punto potrei pensare che ognuno di noi può fare la propria strada, invece mi ritrovo dopo tanto tempo40 anni , ad essere presentata come mamma , però oggi non sono pronta , perchè in questi anni, ho molto sofferto di questa situazione, se 40 anni fa avessi avuto anche solo un cenno di affetto e non di competizione , tante cose sarebbero andate diversamente , perchè mio marito era vedovo, dunque non toglievo nulla, Dovessi tornare indietro risposerei mio marito , perchè il nostro è stato un grande amore , ma senza figli, Io non ne ho fatto di miei , destino o ppure cosa , ciao Erina
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barbara M
0 # barbara M 2015-05-25 14:21
Grazie della tua testimonianza Erina, i rapporti genitori-figli sono spesso complicati, più di quel che dovrebbero, indipendentemen te che siano figli biologici o meno.
L'anno dopo aver scritto questo articolo il marito di mia mamma è morto per un tumore fulminante, è stato molto triste per tutti noi, in un modo un poco diverso siamo uniti da legami molto forti anche se non sono tutti "di sangue"
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