Venerdì, 14 Maggio 2010 07:42

L'iPhone e il mestiere di mamma

By

 

applicazioni i-phonedi Vincenzo Calia  direttore di UPPA

 

Ormai senza iPhone non si va da nessuna parte. Non si può far bene neppure la mamma.

Andiamo in ordine: cosa deve saper fare la mamma di un neonato? Prima di tutto deve saper entrare in contatto con il bambino (o la bambina), interpretare i segnali che le vengono inviati e rispondere adeguatamente, offendo il seno (o il biberon) oppure semplicemente coccole, sicurezza e pulizia.

 

Ma i neonati, si sa, non parlano, comunicano invece molto spesso piangendo: perciò una delle prime cose che un genitore deve imparare è interpretare il pianto del suo bambino (o della sua bambina); un esercizio molto importante, probabilmente indispensabile per iniziare un rapporto destinato a durare per sempre.

 

Tutto questo valeva nell’era passata, cioè l’era A.I. (Avanti iPhone). Oggi la tecnologia ci risparmia molte fatiche, anche quella di comunicare con i nostri figli neonati. Nella nostra era, 3° anno D.I. (Dopo iPhone) basta munirsi dell’indispensabile dispositivo (una spesa abbastanza elevata, ma giustificata dall’infinità di prestazioni che il famoso telefono-gadget è in grado di fornire) e scaricare un’applicazione chiamata Cry traslator . Dopo di che basta avvicinare il telefono al bambino che piange: il microfono registrerà i vagiti e in 10 secondi li tradurrà in uno dei 4 significati possibili: sonno, fame, fastidio, noia, stress.

E poiché, come recita la pubblicità “Il miglior regalo per un bambino è quello di essere compreso da tutti”, va da sé che telefono e relativa applicazione fra un po’ saranno considerati indispensabili da tutti.

E così se l’iPhon dice “sonno” il bambino sarà messo a dormire, se dice “fame” ecco pronto il biberon (non il seno, per carità, l’elegante icona del telefono rappresenta una bottiglia, e bottiglia deve essere!). I problemi cominciano quando il telefono dice “fastidio”: che si fa? Non è che per caso serve un’altra applicazione per capire chi o cosa dà fastidio al nostro bebé? Più facile se dice “noia”: l’iPhone, come si sa, è in grado di riprodurre un film, perciò ci sarà solo l’imbarazzo della scelta su come intrattenere il pupo. E se infine la risposta dovesse essere “stress”? Ci permettiamo una nostra interpretazione: il bambino piange per lo stress di dover cominciare ad usare l’iPhon fin dal primo giorno di vita, perciò la risposta non può che essere: via il telefonino e si ritorna a fare “come gli antichi”.

 

tratto da UPPA: un pediatra per amico

immagine da spazioiphone

 

Aggiungi commento


© 2018 Your Company. All Rights Reserved. Designed By Tripples
google.com, pub-8711244316083070, RESELLER, f08c47fec0942fa0 pubmatic.com, 73111, RESELLER, 5d62403b186f2ace pubmatic.com, 157436, DIRECT, 5d62403b186f2ace adform.com, 258, RESELLER triplelift.com, 3569, DIRECT, 6c33edb13117fd86 appnexus.com, 1785, RESELLER, f5ab79cb980f11d1 improvedigital.com, 1088, RESELLER rubiconproject.com, 19618, DIRECT, 0bfd66d529a55807 openx.com, 540233840, DIRECT, 6a698e2ec38604c6 indexexchange.com, 188789, DIRECT

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, gestire la pubblicità e compiere analisi statistica del sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.