Le maschere di carnevale della tradizione italiana

 

Il paese di Pulcinella... chi paga? Pantalone!...

Quando penso al Carnevale, a me tornano in mente le giornate della scuola materna... la mia mente viaggia all'indietro di 35 e più anni... io frequentavo un bell'asilo nel Torinese (uno dei tanti posti dove ho vissuto) e a carnevale arrivavano le maschere: Gianduia, Pantalone, Brighella, Colombina, Arlecchino... per me era davvero una gioia, perchè si andava in salone, loro arrivavano e avevano dei grossi sacchi pieni di caramelle e, soprattutto, di gianduiotti (uè eravamo vicini a Torino!)... che, ecco che mi sento vecchia, le caramelle una volta non erano ovunque come ora... o forse per un bambino le caramelle sono sempre una festa, anche quando le case dei nonni ne sono sempre piene.

Così oggi mi è venuta voglia di scoprire di più di queste maschere, che per me sono il simbolo del carnevale, ma mi sono sentita un po' ignorante, perché ho scoperto che sono le maschere del "Teatro dell'arte" o teatro all'italiana, roba di letteratura del 1700, dove si tira in ballo anche Carlo Goldoni...

Il teatro dell'arte

Il teatro dell'arte si chiamava così perchè "l'arte" erano i mestieri, cioè le arti di un tempo (sai: "impara l'arte e mettila da parte"...), così si scriveva un canovaccio di massima, e gli attori, in maschera, improvvisavano i dialoghi, che dovevano essere ironici e divertenti. Così nacquero le maschere, che impersonavano, ciascuna, i tratti più caricaturali di figure tipiche della quotidianità: il mercante avaro e brontolone, Pantalone, la servetta che faceva innamorare tutti, Colombina, il servo sfaccendato e furbetto, Arlecchino, il dottore fumoso e un po' cialtrone, Balanzone.... ogni regione concepì la sua maschera, poi, con il declino del teatro dell'arte queste maschere venivano rispolverate nel periodo del carnevale. Eccone una bella rassegna.

Le maschere italiane

 

arlecchinobrighellaArlecchino e Brighella: sono due maschere di Bergamo (Lombardia), Alecchino, nasce nei quartieri poveri, è un servo ingenuo e credulone, ma che non esita a dir bugie, ingannare e far dispetti per trarsi dai guai. Mentre Brighella nasce nei quartieri ricchi, dispettoso e più furbo di Arlecchino, spesso impersona il servo di Pantalone ed è sempre pronto a fregarlo.

La maschera di Arlecchino: il vestito tipico con tutti i colori, ha una maschera nera, in mano un legno che serviva a rimestare la polenta e che lui usa nelle risse, una borsa di cuoio con un po' di cibo e un pezzetto di pelliccia di coniglio attaccato al cappello a cono, perchè è cacciatore.

La maschera di Brighella: un abito con il mantello, spesso bianco, con grossi galloni verdi, pon pon verdi alle scarpe e un mantello con righe verdi, una maschera a mezzo viso con gli occhi grandi verde o nera o di altri colori.

pantalonepulcinella

Pantalone è la maschera veneziana più antica: ricco, avaro e pedante è il tipico mercante veneziano che ha sempre da lamentarsi.

E' tutto vestito di rosso, come i vecchi mercanti di Venezia, con delle ciabatte a punta, come le scarpe di un orientale, un mantello nero e una maschera nera con naso adunco e la barba a punta.

Pulcinella: è la maschera napoletana, sempre alla ricerca di cibo, per il quale è disposto a raccontar bugie, rubare e farsi prendere a bastonate. Il suo ideale di vita è il dolce far niente.

Vestito di bianco, con una camicia con ampie maniche che coprono i polsi, un cinturone nero che mostra la pancia, e la maschera nera con naso aquilino.

ballanzone

Dottor Balanzone: la maschera bolognese, è il mio preferito, rappresenta un colto dottore che dice sempre cose insensate ed è sempre come immerso in profondi pensieri, ma in realtà ha la testa fra le nuvole. Una buona forchetta e un estimatore del fascino femminile, col quale pero' non ha fortuna.

colombina

E' elegantemente vestito di toga nera, con grossi polsi e collo bianco, un gran cappello, scarpe con il tacco, libri sotto il braccio, baffi all'insù ed occhiali. Con una maschera nera che copre solo fronte e naso.

 

Colombina: la servetta graziosa che tutti vorrebbero sedurre, ma lei è fedele al suo amato, e favorisce gli intrighi amorosi della sua padrona. Civetta, intelligente, furba e chiacchierona, spesso è la moglie di Arlecchino.

Veste con corpetto, gonna a balze, grembiule con tasche per nascondere i bigliettini d'amore, in testa una crestina.

gianduiaGianduia: questa non posso non citarla, perchè è la maschera di Torino, quindi proprio quella dei miei ricordi di infanzia (vicino Torino ho fatto la scuola materna).rugantino Contadino simpatico, arguto e furbo, sempre alla ricerca di un boccale di vino (douja in dialetto, da lì Gianduia, da Gianni, nome tipico della zona)

Vestito un po' alla cavour, con il codino intrecciato, cappello, abito marrone con panciotto colorato.

Rugantino: maschera romana, attaccabrighe, linguacciuto, borioso e poltrone.

E molte altre meno note che arrivano dalle varie realtà regionali:

Stenterello dalla Toscana, Scaramuccia dalla Campania, Meneghino a Milano, Giangargiulo in Calabria, Capitan Spaventa in Liguria... e molti altri che potrete trovare su un bel sito costruito dai ragazzi di una scuola media dedicato al Canevale

Scarica qui tutte le maschere della commedia dell'arte da far colorare ai bimbi: Maschere

di Barbara Siliquini

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    Il cappello è un elemento chiave, Aylin vi spiega come realizzarne uno. Tra l'altro cambiando il colore del cartoncino, togliendo la falda e arricchendo con un po' di glitter e stelline, il tutorial funziona anche come cappello da fata. Quindi basta del cartoncino, colla, scotch e un po' di fantasia.

    Per la strega vi basterà questo bel cappello, un pantacollant nero, una maglia nera e se l'avete una mantella, per diventare la strega perfetta, un costume adatto sia per carnevale che da riciclare ad halloween.

    Per la fata, basta scegliere dei colori pastello, la gonna e un po' di tulle e il gioco è fatto

    Occorrente:

    2 cartoncini neri grandi (il doppio di un A4)
    un quadratino di cartoncino colorato (noi abbiamo usato l'arancio)
    una striscia di tessuto
    forbice
    colla
    scotch
    matita bianca
    spago e stuzzicadenti

    Su uno dei cartoncini, dal lato lungo, disegnate un rettangolo di ca 5 cm di lato, e poi tracciate un semicerchio per stondare un lato del cartoncino come vedete nel video (potete usare un coperchio di una pentola per tracciare il tondo).

    Riempite di colla il rettangolo disegnato, e incollatevi sopra il lato corto rimasto dritto. Aiutatavi con delle mollette e lo scotch per tenerlo fermo e attendete che asciughi.

    Avrete così il cono... facciamo la falda.

    Tracciate la sagoma della base del cono così ottenuto sull'altro cartoncino nero (nel video trovate un passaggio in più che potete saltare).

    A quel punto, con lo stuzzicadenti, lo spago e la matita, potete creare una specie di compasso, per tracciare un secondo cerchio più grande.

    Avrete cosi' sue cerchi concentrici. In quello interno disegnate delle alette, ritagliate la falda con le alette, che serviranno per incollare la falda al cappello.

    Cospargete le alette di colla, poi infilatevi il cono, infine, utilizzando il bordo del tavolo, riempite di scotch per fermare la falda al cono.

    Il cappello è quasi pronto.

    Con il cartoncino colorato realizzate una fibbia, fatevi passare il tessuto, et voilà, il cappello è pronto!

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Commenti   

fottiti75
+1 # fottiti75 2012-04-06 20:33
: cry:
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Barbara Siliquini
0 # Barbara Siliquini 2012-04-11 10:57
? che strano commento....
Citazione fottiti75:
: cry:


c'è qualcosa che non va?
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