Giovedì, 16 Febbraio 2012 13:00

Le mamme non cambiano mai

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Quello che ripeto più spesso quando parlo del mio “Mani di vaniglia” o anche solo del mio essere mamma è che quando diventi mamma lo rimani per sempre, qualunque cosa accada.
Un paio di anni fa', ho aperto la mia presentazione ad un meeting a cui partecipava un nutrito gruppo di colleghi proveniente da diverse parti del mondo, dicendo: sono una mamma, sono una scrittrice, ma oggi sono qui perchè sono anche responsabile di questo progetto.

Qualcuno ha riso, molti hanno solo sorriso e si sono messi in ascolto; al di là di tutto, io ho continuato a parlare con una convinzione doppia, la stessa che una mamma che lavora deve mettere in ogni cosa che fa, ogni santo giorno, come un'equilibrista sul filo e quello che ti accade a volte è stupefacente! Sì, è vero, da quell'altezza si può cadere e farsi molto male, ma, non ci crederete, si può anche volare.

Tra i sorrisi di coloro che mi stavano davanti ne ho sentito uno leggero, a fior di labbra, come un soffio d'aria; non era un sorriso vero, era un sorriso solo immaginato: quello delle mie due nonne, mamme lontane nel tempo, con abitudini diverse, differenti concezioni di ciò che una donna doveva fare o saper fare.

Io stiro malamente, mi dedico alle faccende di casa in maniera frettolosa, anche se amo cucinare, dedicare tutte le cure possibili a quel momento fatto di piatti caldi, chiacchiere e sguardi che ci regaliamo come famiglia. Uso la lavatrice, la lavastoviglie, mi affido al lavaggio a secco della lavanderia; anche se con scarsa frequenza, vado dal parrucchiere e dall'estetista; guido la mia macchina, ogni tanto esco a cena con le amiche, navigo su internet, pago con la carta di credito con i soldi guadagnati col mio lavoro d'ufficio. Tutte piccole grandi differenze con chi doveva lavare gli antenati di stoffa dei pannolini – una delle mie nonne, nell'acqua gelata di montagna -  pulendo, lavorando, faticando solo con le proprie mani, la propria schiena, le proprie gambe senza ricevere uno stipendio. La casa e i campi erano il regno delle mie nonne, mentre io trascorro più di dieci ore al giorno tra le mura di un ufficio, in un'azienda che non è mia.

Io non sono un angelo del focolare eppure so che le mie nonne sarebbero fiere di me e soprattutto, so che riservo al pianto del mio bambino lo stesso abbraccio accogliente e consolatorio che loro dedicavano a mia mamma, a mio babbo e ai miei zii.

Le mamme cambiano, ma in fondo non cambiano mai.

 di Monia Scarpelli, autrice di “Mani di vaniglia: nascita di una mamma in 40 settimane

Foto: http://www.sxc.hu/photo/319770

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