Lunedì, 25 Giugno 2012 06:33

Il mestiere di genitore

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Mia nonna ripeteva sempre che quello del genitore è un “mestiere cieco” perché nessuno te lo insegna. E questa ancora oggi è una grandissima verità. Nonostante le tonnellate di libri e manuali che sono stati scritti, spesso testi utilissimi e anche molto profondi, quello di genitore è un lavoro personalissimo le cui regole cambiano per ogni individuo in rapporto con ogni figlio. Paradossalmente fare da genitore a due figli diversi spesso risultano essere due “lavori” diversi. Questo perché la professione di genitore è una questione di relazioni e sappiamo bene che nelle relazioni non ci sono mai vere e proprie regole perché dipende sempre dai singoli individui che danno vita alle relazioni specifiche. 

Ogni genitore, come ogni uomo (e come ovviamente ogni figlio) è diverso; ognuno possiede le sue caratteristiche e i suoi trascorsi da cui derivano differenti atteggiamenti, diverse convinzioni, personali abitudini ecc… Infatti è assolutamente evidente come spesso lo stesso sistema e lo stesso approccio di uno stesso genitore, abbiano delle ripercussioni diversissime su due figli diversi.

Il genitore perfetto non esiste, o meglio siamo tutti perfetti, ma nella nostra perfezione riusciamo a combinare tonnellate di “guai”.
Ma tranquilli… facciamo tutti anche valanghe di “cose buone e giuste”! Anzi facciamo sempre più cose “buone e giuste” che danni.
La cosa importante sarebbe esserne consapevoli e ricavare i giusti insegnamenti (per noi e per i nostri figli, dato che siamo tutti scesi su questa terra per evolvere e quindi non abbiamo mai finito di imparare) anche da quelli che percepiamo come i peggiori guai.

Io ormai da tempo nel mio approccio con il mondo non sono più capace di prescindere dalla mia consapevolezza dell’Amore quale causa prima di Tutto.
L’Amore è la principale forma di energia presente nell’Universo, anzi è l’Energia. Se partiamo dal presupposto che all’origine della creazione c’è stata una causa (che possiamo formalmente identificare con il big bang o con il “fiat lux” o con quello che ci pare), sarà inevitabilmente conseguente il fatto che tutto ciò che ora è, deriva dall'evoluzione di questa causa originaria e quindi ogni cosa che è, è in essenza tale causa.

Sostituiamo i termini “causa prima” con “Amore” e il gioco è fatto. Se la causa prima è l’Amore, allora ciò che ne è derivato sarà comunque essenzialmente Amore, in forme diverse ma in essenza comunque Amore.
Poiché la sostanza dell'universo è Amore ovviamente tutto ciò che accade si basa sull’Amore.
Noi e il nostro Mondo, ormai è acquisito, siamo Uno e siamo Amore.
Ecco perchè anche nel campo della genitorialità ogni genitore è perfetto, come ogni essere lo è. Certo questo non toglie che nella percezione limitata della dualità sia spesso facile interpretare certe azioni come dannose e viverle come dannose. E questo accade sia a noi che ai nostri figli.

Ne deriva immancabilmente che la cosa fondamentale anche nella relazione genitori/figli sia la consapevolezza di noi stessi, delle nostre potenzialità, di come funazionano le cose nell’Universo e di come l’Amore che proviamo per i nostri figli sia sempre la soluzione. L’Amore (quello vero, quello incondizionato, non quello fatto di ansia, di invadenza, e di pregiudizio) è SEMPRE la soluzione a tutto! Come dice Roberto Benigni, l’Amore non può essere mai troppo né troppo poco (dove per troppo si intende qualcosa di sbagliato), perché l’amore semplicemente è!
L’Amore è come la Morte… qualcuno non può essere troppo morto o un po’ morto, semplicemente o è morto o non lo è! Così è l’Amore, non si può provare troppo Amore o un po’ di Amore… L’Amore è e se ne proviamo troppo o solo un po’ significa che non stiamo Amando davvero.

E Amare vuol dire volere il bene dell’Amato, a prescindere da tutto. Amare come genitore significa aiutare unicamente i propri figli ad essere sé stessi. Questo è il vero ruolo di un genitore. Non possiamo razionalmente sostenere di Amare davvero i nostri figli quando lavoriamo per indurli a trasformarsi nella proiezione delle nostre ambizioni, anche se siamo profondamente convinti di farlo unicamente per il loro bene.
Agire in questo modo significa in realtà, perseguire scopi egoici di autorealizzazione, indirizzati alla nostra soddisfazione e al raggiungimento della nostra felicità, non di quella dei nostri ragazzi; non è detto che questo comportamento procuri inevitabilmente gravi danni, ma è certo che non significa questo Amare davvero nostro figlio.
Non voglio dire che questo tipo di comportamento sia sbagliato, come dicevo prima non c’è niente di sbagliato, se un genitore si comporta così significa comunque che si sta comportando nel modo migliore in cui potrebbe comportarsi, date le premesse della sua formazione e del suo percorso. Ed energeticamente evidentemente il proprio figlio ha bisogno esattamente di quel tipo di genitore per la sua evoluzione. Ma ciò non toglie che se raggiungiamo un determinato livello di consapevolezza sia importante comprendere anche quali sono le conseguenze di determinati comportamenti, e se tali conseguenze non ci piacciono (ovvio che si tratta sempre della nostra percezione limitata, ma anche con quella dobbiamo fare i conti) è importante sapere come possiamo evitarle!

Nessuno ci può insegnare ad essere genitori, ma il confronto con chi ci è passato prima di noi, o ci sta passando insieme a noi, può essere molto utile a farci scegliere una direzione in maniera consapevole con la possibilità di stabilire dove vogliamo arrivare e in che modo.
Ogni genitore fa il proprio meglio per i suoi figli, cominciamo a sapere questo ed evitiamo per prima cosa di sentirci in colpa nei confronti dei nostri ragazzi, perché in ogni caso anche i nostri errori, le nostre inadeguatezze, le nostre incompetenze, potranno essere utili, se ci accorgiamo di essi e della loro valenza, a crescere insieme, avendo interiorizzato che si può cominciare a cambiare il mondo partendo dalla modifica del “proprio” piccolo mondo.

Quindi la prima regola da seguire è quella di non seguire regole e fidarci invece di noi stessi e del nostro buon senso ascoltando sempre ciò che i nostri figli hanno da dirci o molto più spesso da non dirci.

di Giovanna Garbuio
Giovanna è autrice di numerose pubblicazioni: mamma in divenirevita istruzioni per l'uso, scaricabili anche come e-book,  e può essere contattata per consulenze on line, per saperne di più su Giovanna c'è il suo blog.

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