Giovedì, 12 Aprile 2012 06:04

I 7 Chakra dei genitori felici... come reagire ad un "capriccio"

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COME PARLI A TUO FIGLIO?

Forse anche a voi sarà capitato, almeno una volta, quanto vi sto per raccontare...

Scena

Tuo figlio

Urla, piange, si contorce, sbraita, fa i capricci e ti dice a muso duro: No-No-NO e ancora NO.

Tu mamma o papà

Hai avuto una giornata impegnativa, hai mille pensieri per la testa, vuoi con tutto te stesso andare incontro a tuo figlio ma hai anche le tue buone ragioni per ribadire con un certo tono : NO-NO-NO e ancora NO.

Ottimo!!! Perché questo è il momento migliore per iniziare a sperimentare il Potere creativo della parola.

Le parole, ma anche i pensieri, sono degli strumenti straordinari che possediamo e che possiamo usare in modo evoluto ed efficace per il nostro benessere e quello dei nostri bambini.

Oggi vi propongo uno strumento divertente, creativo e altamente trasformativi da sperimentare subito nelle situazioni di conflitto: I 7 chakra dei genitori felici.

Cosa sono I 7 chakra dei genitori felici?

(dal sanscrito: chakra= ruota, vortice energetico rotante)

Sono 7 momenti dinamici e creativi che possono aiutarti concretamente nel dialogo e nella comunicazione con tuo figlio.

Il consiglio è di sperimentarli e applicarli subito, partendo prima di tutto da te e dalle tue parole.

Oggi ti propongo la mappa. Quando sei nel pieno di un conflitto, scegli anche solo uno di questi chakra e prova ad usare le parole in modo diverso! Fallo con leggerezza e come gioco: ti sorprenderai con quanta velocità le cose cambiano!

I 7 CHAKRA DEI GENITORI FELICI

 

1 chakra: le radici

Partiamo dalla situazione di conflitto nella quale ti trovi con tuo figlio: come si è creata?

Anche nelle fiabe, prima che il problema si manifesti, c’è sempre un antefatto che lo precede.

Prova a pensare a quello che è avvenuto PRIMA del vostro momento critico: cosa stavi facendo? A cosa stavi pensando? Cosa è accaduto?

E tuo figlio?

Spesso la soluzione del problema si trova già qui!

 

2 chakra: l'acqua

Come l'acqua, muoviti verso l'altro.

Prima di dire No e chiudere la porta cerca, come se fossi nel bel mezzo di una caccia al tesoro, indizi e proponi risposte positive che non hai ancora sperimentato! Fai in modo che siano anche un po’ sbalorditive, bizzarre e fuori dal comune: ai bambini piacciono tantissimo, sorprendili e si illumineranno!.

Mettile in pratica con il sorriso e un po' di leggerezza.

 

3 chakra: il potere

Il potere va condiviso. Tu hai il tuo, tuo figlio il suo.

Ma di che potere si tratta? Prova a scrivere cosa è per te il potere, e associalo a delle immagini.

 

4 chakra: il cuore

Cosa dice il tuo cuore? L’ascolto interiore, la voce dell’amore.

Mettiti in ascolto e raccontati sinceramente quello che provi (puoi anche scrivere una storia!)

 

5 chakra: la gola

Le tue parole: come sono? Che suono hanno? I verbi? E come la mettiamo con il positivo e il negativo? Puoi dire le stesse cose in un altro modo?

Ascoltati e prova a cambiare le tue parole: puoi farlo con tutti i 5 sensi, non solo con l’udito e la voce.

È un gioco divertente, ti sorprenderà (e lo puoi fare anche con il tuo bambino!)

 

6 chakra: il terzo occhio

L’intuito: entra nel "vostro canto" e lasciati guidare.

Io lo chiamo canto ma per te può essere altro. Si tratta di quel legame unico che si è creato, ancor prima del concepimento,  tra te e il tuo bambino e nel quale ti puoi immergere per ricevere aiuto e intuizioni preziose.

 

7 chakra: la corona

Ci si sceglie nell’amore, e quindi con amore trasforma, per creare ancora più amore (parola d'ordine: trasformazione).

Poi celebra con un abbraccio, un bacio e tante coccole!

 

.... Dunque prova a scegliere uno o più di questi chakra e ad usare le parole in modo diverso, con leggerezza e come un gioco... se ancora hai difficoltà ad immaginare come cambiare l'approccio, sono in arrivo dei post in cui ti racconterò come utilizzare i 7 chakra con degli esempi concreti.

 

Elisabetta Garbarini

Elisabetta tiene un percorso dedicato alla trasformazione dei conflitti tra genitori e figli a Milano,
in 4 sedute,  il mercoledì sera a partire dal 6 giugno 2012, oppure con incontri individuali.
Per sapere i dettagli: www.elisabettagarbarini.com o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Elisabetta è Scrittrice, Talent coach e Writing coach
Ha pubblicato storie per bambini: La lucciola e il vecchio contadino, Ed. Il Ciliegio, Io con voi non c'entro niente!, Ed. EdiGio e meditazioni (Armonia dei corpi, Ed. Chlorophyll). 
Lavora accompagnando le persone nei loro processi di trasformazione attraverso la parola e la scrittura, tiene corsi, seminari e cerchi al femminile.

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    La Comunicazione NonViolenta (chiamata anche CNV o comunicazione empatica) è un processo di comunicazione assertiva sviluppato da Marshall Rosemberg a partire dagli anni '60 e  ci aiuta a esprimere il nostro sentire sospendendo il giudizio su di sè e sugli altri. Anche nella comunicazione con i nostri figli, piccoli o grandi che siano, possiamo mettere in pratica piccoli o grandi cambiamente che miglioreranno la relazione con loro .

    In questo articolo Luana De Falco, Mediatrice Relazionale e Studiosa e divulgatrice di Comunicazione Empatica/ NonViolenta, ci introduce a questo argomento portandoci anche qualche esempio pratico.

    Se vi interessa l'argomento, il 26 e 27 Maggio Luana sarà vicino a Torino con Maria Grazia Lia per un corso dedicato a "Homeschooling e comunicazione empatica", tutte le informazioni a fine articolo.

     ***

    Nel suo libro….”Le parole sono finestre (oppure muri)”, Marshall Rosenberg scrive:“ La CNV (Comunicazione NonViolenta) è un linguaggio di processo che scoraggia le generalizzazioni statiche….”.

    Ho voglia di dirvi tantissime cose sulla CNV, oggi ho pensato di condividere con voi questo passaggio, che ci parla di quanto la staticità nel pensiero e nel lessico, bloccano la possibilità di incontrarci. 

    Cos'è la CNV?

    Quando diciamo sei così, è giusto questo o quello, devi fare la tal cosa, non ci si comporta in questo modo, …. velocissimamente ci pietrifichiamo in una posizione (statica) e in questa staticità non c’è più spazio per un dialogo fluido, curioso, creativo.
    Quello che ci propone la Comunicazione NonViolenta è di appropriarci di un linguaggio in cui parliamo di come ci sentiamo noi, in relazione a quello che accade e portare la nostra curiosità per cosa prova l’altro.

    Usciamo dalla staticità dei luoghi comuni, di definizioni generiche, di convinzioni culturali e sociali, per parlare di cosa proviamo ed ha valore per noi, proprio in quel momento ed interessarci all’altro per quello che è vivo in lui.

    Mettiamo in scena una danza, un dialogo ricco di scambi, in cui non sentiamo più il bisogno di dimostrare, attaccare o difenderci ma spiccano la voglia di farci conoscere e la curiosità di conoscere.
    Ogni volta che appiccichiamo un etichetta o diamo un giudizio su qualcuno: “Sei pigro e svogliato” (o sei geniale) … o facciamo una profezia: “Non combinerai mai nulla, se continui così!” ci fissiamo in una posizione di distanza con altro, rigidità, a volte ostilità e risentimento, forse impotenza e rassegnazione e dall’altra parte potremmo incontrare vergogna, senso di colpa o rabbia e insofferenza… tutto questo ci allontana, non ci permette di vederci ed ascoltarci, potrebbe creare dei muri molto faticosi da tirar giù o oltrepassare.



     

    Cosa succede quando usiamo la CNV

    Quando ci liberiamo di questi macigni “culturali” e “abituali”, per sperimentare un linguaggio (Rosenberg… sostiene) “Naturale”, in cui parliamo delle nostre sensazioni e bisogni e ci incuriosiamo ai quelli dell’altro..

    “Sono un po’ preoccupata e inquieta nel vedere che non finisci la tua relazione, vorrei sentirmi tranquilla che ti stai prendendo cura dei tuoi progetti”

    ...e facciamo delle richieste chiare...

    “ti andrebbe di dirmi come ti senti a riguardo?”

    ...entriamo in un linguaggio che incoraggia lo scambio, l’apertura e l’incontro alla ricerca di soluzioni condivise.

    Quando impostiamo un linguaggio di questo tipo con i nostri figli, quello che si sviluppa è il desiderio di contribuire al benessere reciproco, poiché, invece di insegnare com’è “bene” comportarsi, a livello intellettuale…. accompagniamo i bambini nella scoperta di quanto e piacevole quando le nostre azioni contribuiscono a rendere la vita, nostra e altrui, più bella (meravigliosa).

    Questo lo facciamo affiancandoli con l’osservazione, notando insieme a loro quali sentimenti ed emozioni provano in relazione al loro agire e porgendogli i nostri con delicatezza.

     

    Un esempio di Comunicazione empatica

    Invece di dire:

    “Bravo, sei proprio un bravo bambino, è così che ci si comporta!”

    portandogli una valutazione dall’esterno, gli potremmo dire:

    “ ho visto che è spuntato un grande sorriso sulla tua bocca, quando hai sollevato Giacomo da terra e lui ti ha ringraziato ed abbracciato”

    Ci riferiamo a quello che è successo specificatamente e poi lo accompagnamo nell’esplorazione…

    “com’è stato per te?"

    …e gli potremmo anche parlare di noi..

    “io mi sono emozionata, ho provato gioia e leggerezza, mi piace quando vedo che vi sostenete tra di voi”

    .. e potremmo anche esprimere la nostra gratitudine e spiegare il perché..

    “grazie per questo tuo gesto, mi sento al sicuro e nella collaborazione quando ci penso”.

    Che ne dite? … Sì lo so, può sembrare complicato!… quello che ho scoperto io e che è una specie di droga, quando sto in questa qualità di dialogo, quando ci riesco… liberandomi da zavorre, convinzioni e smania di insegnamento e sto semplicemente lì, in quello che c’è in me e nell’altro, con tenerezza, stupore e gratitudine…. questo Nettare è talmente Buono ( Come dice il mio caro amico Eduardo Montoya) che non vedi l’ora di assaggiarne ancora un po’.



     

    Corso Homeschooling e comunicazione empatica, Pino Torinese (To), 26 e 27 Maggio 2018

    L'homeschooling è una strada possibile per la vostra famiglia?
    Per partire con consapevolezza e con le informazioni efficaci. Maria Grazia Lia e Luana De Falco, due mamme homeschoolers, conduranno questo intenso fine settimana attraverso testimonianze, decreti legislativi, vari stili e approcci, verso quella che potrà essere la strada percorribile della vostra famiglia.
    Inoltre verranno condivisi gli strumenti per una comunicazione che arriva dal cuore.

    Per tutte le informazioni consultate l'evento su Facebook

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    di Luana De Falco
    Studiosa e divulgatrice di Comunicazione Empatica/ NonViolenta
    Mediatrice Relazionale

     

    Credit immagine principale: Side view of handsome father...stock photo di George Rudy su Shutterstock

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Commenti   

Riyueren
0 # Riyueren 2012-06-10 19:02
Arrivo dal blog di Laura Canepa...
Molto interessante, sia il blog, sia il post...mi domando se potrebbe funzionare anche con un figlio di 26 anni...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
Elisabetta Garbarini
0 # Elisabetta Garbarini 2012-06-11 14:01
Carissima,
può funzionare benissimo!!!
Non ci sono limiti di età. Ci sono delle differenze naturalmente dovute all'età ma non altro. I 7 chakra sono uno strumento flessibile che ogni persona può adattare alle proprie esigenze.
Tienici aggiornate!
Grazie
Elisabetta
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