Venerdì, 25 Maggio 2012 08:43

Essere Genitori Felici: 2° chakra - L'acqua

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Esploriamo un nuovo chakra come strumento pratico, facile, divertente con cui giocare e trasformare situazioni di difficoltà con i figli in situazioni gioiose e che possono insegnarci qualcosa di nuovo(non si finisce mai per fortuna!).

2 chakra: l'acqua

Acqua: che scorre, limpida, veloce, che accoglie, nutre…

Il secondo chakra, l'avrete intuito, fa riferimento al movimento dell'acqua, all'andare verso l'altro, al sentire le due presenze, diverse eppur complementari.

Prima di dire No e chiudere la porta cerca indizi, come se fossi nel bel mezzo  di una caccia al tesoro. Sono indizi che si manifestano attraverso le emozioni e i sentimenti, attraverso il sentire nel corpo.

Da lì proponi risposte positive che non hai ancora sperimentato! Fai in modo che siano anche un po’ sbalorditive, bizzarre e fuori dal comune: ai bambini piacciono tantissimo, sorprendili e si illumineranno!

Proprio questa mattina mi sono ritrovata nuovamente a sperimentare il secondo chakra: il mio bimbetto adorato non voleva venire a lavarsi (perché non voleva andare all'asilo!).

Ho pensato all'acqua: cosa farebbe al mio posto? Poi mi sono anche detta: io sono in gran parte acqua. Cosa sento?

Amore, amore per il quel cucciolo che cercava a suo modo di difendersi, ma anche amore per me che avevo la possibilità di condurlo per mano attraverso un momento per lui critico. E fermezza nella mia scelta che era il momento di agire visto che era già abbastanza tardi!

Quindi immaginando di muovermi come un flusso d'acqua limpida, dolce e un po' frizzante, che abbraccia gli ostacoli senza perdere la sua identità, mi sono bagnata le mani e ho iniziato a inseguire il mio bimbo, cercando di bagnarlo, prima sulla faccina, poi sui piedini… Alla fine è stato naturale mettersi sotto l'acqua, diciamo che in parte lo era già!

E poi ho improvvisato una filastrocca con l'acqua che dalla fonte va al mare…. Ops, all'asilo!


Elisabetta Garbarini

Elisabetta tiene un percorso dedicato alla trasformazione dei conflitti tra genitori e figli a Milano,
in 4 sedute,  il mercoledì sera a partire dal 6 giugno 2012, oppure con incontri individuali.
Per sapere i dettagli: www.elisabettagarbarini.com o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Elisabetta è Scrittrice, Talent coach e Writing coach
Ha pubblicato storie per bambini: La lucciola e il vecchio contadino, Ed. Il Ciliegio, Io con voi non c'entro niente!, Ed. EdiGio e meditazioni (Armonia dei corpi, Ed. Chlorophyll). 
Lavora accompagnando le persone nei loro processi di trasformazione attraverso la parola e la scrittura, tiene corsi, seminari e cerchi al femminile.

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    La Comunicazione NonViolenta (chiamata anche CNV o comunicazione empatica) è un processo di comunicazione assertiva sviluppato da Marshall Rosemberg a partire dagli anni '60 e  ci aiuta a esprimere il nostro sentire sospendendo il giudizio su di sè e sugli altri. Anche nella comunicazione con i nostri figli, piccoli o grandi che siano, possiamo mettere in pratica piccoli o grandi cambiamente che miglioreranno la relazione con loro .

    In questo articolo Luana De Falco, Mediatrice Relazionale e Studiosa e divulgatrice di Comunicazione Empatica/ NonViolenta, ci introduce a questo argomento portandoci anche qualche esempio pratico.

    Se vi interessa l'argomento, il 26 e 27 Maggio Luana sarà vicino a Torino con Maria Grazia Lia per un corso dedicato a "Homeschooling e comunicazione empatica", tutte le informazioni a fine articolo.

     ***

    Nel suo libro….”Le parole sono finestre (oppure muri)”, Marshall Rosenberg scrive:“ La CNV (Comunicazione NonViolenta) è un linguaggio di processo che scoraggia le generalizzazioni statiche….”.

    Ho voglia di dirvi tantissime cose sulla CNV, oggi ho pensato di condividere con voi questo passaggio, che ci parla di quanto la staticità nel pensiero e nel lessico, bloccano la possibilità di incontrarci. 

    Cos'è la CNV?

    Quando diciamo sei così, è giusto questo o quello, devi fare la tal cosa, non ci si comporta in questo modo, …. velocissimamente ci pietrifichiamo in una posizione (statica) e in questa staticità non c’è più spazio per un dialogo fluido, curioso, creativo.
    Quello che ci propone la Comunicazione NonViolenta è di appropriarci di un linguaggio in cui parliamo di come ci sentiamo noi, in relazione a quello che accade e portare la nostra curiosità per cosa prova l’altro.

    Usciamo dalla staticità dei luoghi comuni, di definizioni generiche, di convinzioni culturali e sociali, per parlare di cosa proviamo ed ha valore per noi, proprio in quel momento ed interessarci all’altro per quello che è vivo in lui.

    Mettiamo in scena una danza, un dialogo ricco di scambi, in cui non sentiamo più il bisogno di dimostrare, attaccare o difenderci ma spiccano la voglia di farci conoscere e la curiosità di conoscere.
    Ogni volta che appiccichiamo un etichetta o diamo un giudizio su qualcuno: “Sei pigro e svogliato” (o sei geniale) … o facciamo una profezia: “Non combinerai mai nulla, se continui così!” ci fissiamo in una posizione di distanza con altro, rigidità, a volte ostilità e risentimento, forse impotenza e rassegnazione e dall’altra parte potremmo incontrare vergogna, senso di colpa o rabbia e insofferenza… tutto questo ci allontana, non ci permette di vederci ed ascoltarci, potrebbe creare dei muri molto faticosi da tirar giù o oltrepassare.



     

    Cosa succede quando usiamo la CNV

    Quando ci liberiamo di questi macigni “culturali” e “abituali”, per sperimentare un linguaggio (Rosenberg… sostiene) “Naturale”, in cui parliamo delle nostre sensazioni e bisogni e ci incuriosiamo ai quelli dell’altro..

    “Sono un po’ preoccupata e inquieta nel vedere che non finisci la tua relazione, vorrei sentirmi tranquilla che ti stai prendendo cura dei tuoi progetti”

    ...e facciamo delle richieste chiare...

    “ti andrebbe di dirmi come ti senti a riguardo?”

    ...entriamo in un linguaggio che incoraggia lo scambio, l’apertura e l’incontro alla ricerca di soluzioni condivise.

    Quando impostiamo un linguaggio di questo tipo con i nostri figli, quello che si sviluppa è il desiderio di contribuire al benessere reciproco, poiché, invece di insegnare com’è “bene” comportarsi, a livello intellettuale…. accompagniamo i bambini nella scoperta di quanto e piacevole quando le nostre azioni contribuiscono a rendere la vita, nostra e altrui, più bella (meravigliosa).

    Questo lo facciamo affiancandoli con l’osservazione, notando insieme a loro quali sentimenti ed emozioni provano in relazione al loro agire e porgendogli i nostri con delicatezza.

     

    Un esempio di Comunicazione empatica

    Invece di dire:

    “Bravo, sei proprio un bravo bambino, è così che ci si comporta!”

    portandogli una valutazione dall’esterno, gli potremmo dire:

    “ ho visto che è spuntato un grande sorriso sulla tua bocca, quando hai sollevato Giacomo da terra e lui ti ha ringraziato ed abbracciato”

    Ci riferiamo a quello che è successo specificatamente e poi lo accompagnamo nell’esplorazione…

    “com’è stato per te?"

    …e gli potremmo anche parlare di noi..

    “io mi sono emozionata, ho provato gioia e leggerezza, mi piace quando vedo che vi sostenete tra di voi”

    .. e potremmo anche esprimere la nostra gratitudine e spiegare il perché..

    “grazie per questo tuo gesto, mi sento al sicuro e nella collaborazione quando ci penso”.

    Che ne dite? … Sì lo so, può sembrare complicato!… quello che ho scoperto io e che è una specie di droga, quando sto in questa qualità di dialogo, quando ci riesco… liberandomi da zavorre, convinzioni e smania di insegnamento e sto semplicemente lì, in quello che c’è in me e nell’altro, con tenerezza, stupore e gratitudine…. questo Nettare è talmente Buono ( Come dice il mio caro amico Eduardo Montoya) che non vedi l’ora di assaggiarne ancora un po’.



     

    Corso Homeschooling e comunicazione empatica, Pino Torinese (To), 26 e 27 Maggio 2018

    L'homeschooling è una strada possibile per la vostra famiglia?
    Per partire con consapevolezza e con le informazioni efficaci. Maria Grazia Lia e Luana De Falco, due mamme homeschoolers, conduranno questo intenso fine settimana attraverso testimonianze, decreti legislativi, vari stili e approcci, verso quella che potrà essere la strada percorribile della vostra famiglia.
    Inoltre verranno condivisi gli strumenti per una comunicazione che arriva dal cuore.

    Per tutte le informazioni consultate l'evento su Facebook

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    di Luana De Falco
    Studiosa e divulgatrice di Comunicazione Empatica/ NonViolenta
    Mediatrice Relazionale

     

    Credit immagine principale: Side view of handsome father...stock photo di George Rudy su Shutterstock

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