Venerdì, 14 Gennaio 2011 20:26

Domani usciremo di casa per crescere

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di Antonella Peschechera

I bambini sono spugne. E a volte ce ne dimentichiamo. Le loro giovani antennine sempre tese captano non solo le cose che dici ma anche (e soprattutto) quelle che non dici, e a volte anche quelle che non  sai, perché tu pensi a correre mentre loro pensano a te. Martina fa mille domande, è chiaro che sta cercando di capire come funziona il mondo: cos’è il famigerato “lavoro. E se prima rispondere in modo sincero e coerente era facile, adesso lo è un po’ meno:  certe risposte non le ho.

Perché alcune persone devono lavorare e altre no? Per guadagnare i soldini, dico io? E perché certe persone hanno più soldini e altre meno? E poi quel “devono” che sembra innoquo e che spesso è nelle mie risposte…   stamattina ho capito che su quel DOVERE devo fermarmi, devo lavorare su me stessa per darle risposte migliori.

 

- Mamma perché devi andare al lavoro?

- Perché devo guadagnare i soldini per comprare le cose che ci servono

- E anche papà?

-Sì

- E anche la nonna Titti?

- Sì

- Anche se non vuole?

- Sì

- Mamma, chi è la tua maestra? Mi fai vedere una foto?

Si capisce che è preoccupata. E se è preoccupata per me è perché in qualche modo ha percepito la mia ansia di questi giorni. Oggi non voleva andare all’asilo. Ha simulato un attacco di tosse. E io l’ho esortata un po’. Alla fine ha smesso di fare i capricci e si è lavata in fretta. E’ scesa per le scale lentamente, silenziosa e appena fuori mi ha detto:

-  Mamma io vado all’asilo così guadagno i soldini.

E io mi sono messa a ridere.

- Perché ridi?

Le ho risposto con un abbraccio ma avrei dovuto risponderle che sì è vero. Andando all’asilo anche lei fa la sua parte per la famiglia. Ma non è solo questo. Avrei dovuto spiegarle meglio che al lavoro non si va solo per i soldini, non dovrebbe essere così. Si lavora anche perché è bello, si imparano tante cose nuove, si cresce. Avrei dovuto spiegarle che il lavoro non è solo sacrificio e stanchezza ma anche gioia e soddisfazione. Ma stamattina non ho avuto la risposta pronta . L’ho solo abbracciata. Domani le spiegherò tutto. Anzi domani non ci sarà bisogno di spiegare,  le sue antennine dovranno sentire non solo il dispiacere, la fatica che faccio a separarmi da loro ma anche la voglia di andare a fare qualcosa di bello per noi.

Domani usciremo di casa per crescere.?

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