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Mercoledì, 01 Giugno 2011 07:47

Di bambini dimenticati in auto e seggiolini salva vita... riflessioni

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In questo post non voglio fare alcuna riflessione sulla notizia tragica del bambino morto perchè dimenticato in auto. Sono certa che il padre e tutta la famiglia, ma il padre in particolare, stiano vivendo una tragedia e un inferno, se potessi vorrei solo far giungere a loro un abbraccio e molto amore.

La mia riflessione è su un tema che sta appassionando molto sui blog: l'idea di pensare ad un seggiolino salva vita non solo rispetto agli incidenti d'auto, ma anche agli incidenti di dimenticanza... ne parlano The Talking Village, Machedavvero, e molti altri.

Io sono convinta che ciò che è successo a quel padre è una tragedia assoluta, e che sia una cosa che può capitare, ma l'evenienza è rarissima. Più facile che capiti a chi è dissennato e quindi è consapevole di lasciare il bambino in auto (capitò anni fa ad una mamma americana che sterminò così 3 figli... anche in quella occasione rimasi scioccata; capita ai padroni di tanti cani; è capitato la scorsa settimana ad una coppia egiziana, fermata dalla polizia dopo che il bambino era stato tirato fuori dall'auto da una folla di persone fuori da un centro commerciale).

 

Di sicuro ora, e in Italia, un produttore che ideasse il seggiolino con i sensori caldeggiato da tante mamme nei blog (e nei pensieri) cavalcherebbe il momento emozionale come fattore di marketing. Su questo non c'è dubbio, ma quello che mi chiedo è: ne abbiamo davvero bisogno? avrebbe davvero tanto successo?

Dimenticare un figlio in auto può succedere, per carità, così come può succedere di dimenticare il gas aperto, o che un bambino cada mentre è al parco si rompa la testa e muoia, o che mentre i bambini giocano uno possa ferirne un altro nell'occhio e renderlo cieco... queste cose tragiche accadono davvero, ma per fortuna sono rare. Esistono si prodotti per prevenirle: dei caschetti di gommapiuma, che secondo me sono quanto di più assurdo si possa mettere ad un bambino, ma che molti ritengono un prodotto geniale e vi costringono i figli piccoli anche in casa per evitare zuccate; esistono i sensori di gas (come quelli di fumo), gli occhiali per proteggere gli occhi, potrebbero anche esistere i seggiolini con i sensori... ma è davvero quella la soluzione all'incolumità dei bambini?

A me non è mai capitato di dimenticare un bambino in auto, nè di conoscere qualcuno a cui sia capitato, mentre mi è capitato decine di volte di non sapere come fare a far smettere una crisi isterica a mia figlia seduta nel seggiolino perché aveva fame e voleva ciucciare, e mi è capitato di conoscere decine di mamme che affrontavano lo stesso problema. Mi è capitato di assumere posizioni assurde e molto pericolose per la mia incolumità in auto per allattarla, seduta nel seggiolino, e farla smettere di piangere in modo ossessivo. Mi è capitato anche, e lo so, NON SI FA, di sganciarla, tenerla in braccio a ciucciare, mentre qualcuno guidava, per riuscire ad arrivare a destinazione.
Io un seggiolino con i sensori non lo comprerei mai, ma d'altra parte non sono neanche una che acquista facilmente una polizza assicurativa. Ma se esistesse un dispositivo di sicurezza, testato e omologato, in grado di consentirmi di tenere in braccio mio figlio in auto, quello sarebbe un best seller assoluto!!! Venderebbe milioni di pezzi ad un prezzo interessante, lo sapete anche voi che leggete, papà o mamme che siate, che è difficile che qualcuno non troverebbe geniale e "finalmente qualcuno l'ha prodotto" un dispositivo di sicurezza che consenta ad un adulto di tenere in braccio un bambino.

Dunque applaudo a tanto movimento di creatività nato dal basso, e all'idea che ci possano essere luoghi come The Talking Village dove queste iniziative possono prendere anche una forma compiuta, ma valicando l'onda emotiva mi concentrerei su un prodotto che davvero risponde ad un bisogno esistente del 90% del mercato, e non ad un prodotto che risponde alle paure indotte da avvenimenti davvero rari.

L'antidoto a quello che è accaduto, per me non è un seggiolino con i sensori (che, per inciso, non penserete certo che possa costare poco di più del prezzo esorbitante che già costa un seggiolino... quindi se lo comprerebbero pochi ricchi o ossessionati), ma caso mai una vita più serena e "umana", e su questo ci possiamo lavorare sì tutti insieme, non certo lavorando alla creazione della bacchetta magica, ma con mille gesti quotidiani, come spesso già facciamo.

Ma il seggiolino d'auto per tenere il bambino in braccio lo vogliamo pensare?

di Barbara Siliquini

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