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Martedì, 09 Luglio 2013 00:00

Le coppie omosessuali dovrebbero o no poter avere figli?

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La questione dei figli di coppie omosessuali in questo periodo è spesso nelle cronache... un amico mi ha segnalato un articolo di una giornalista cattolica che spiega ai suoi figli perché lei non condivide l'idea delle adozioni da parte di coppie omosessuali (ora legalizzate anche in Francia) 

....mah... beato chi ha tante certezze...

Io non sono in grado di prendere una posizione su questo.

Sui gay si: le loro unioni devono essere legalizzate al pari di un matrimonio, dal punto di vista civile. Non ho dubbi.

Per quanto riguarda i bambini e le adozioni, non ho abbastanza informazioni, e quello che so non mi consente di prendere una posizione a sfavore delle adozioni di gay....

Altre cose mi mettono molta piu' paura: la violenza sulle donne vissuta tra le mura domestiche, per non parlare di quella sui bambini, la condizione di subordinanza anche economica che le donne hanno e che non consente loro di scegliere in libertà, le leggi che le tutelano poco. E quando questo succede ad una donna che e' anche madre.... ecco questo mi mette molta più paura, non solo in assoluto, ma rispetto ad una crescita “sana” dei bambini.

Mi mettono piu' paura le famiglie in cui regna l'indifferenza, l'odio o la mancanza di rispetto nella coppia... le persone la maggior parte delle volte non cercano strumenti per superare questi limiti e chi ne fa le spese sono i figli.

Credo che ai bambini per crescere bene serva essere circondati da amore e rispetto, che i genitori siano 2 uomini, 2 donne o un uomo e una donna, ho la sensazione che quelli siano ingredienti discriminanti.

Non ho dubbi che tra crescere in una famiglia "sana" (cioe' dove regnano rispetto e amore) con una padre e una madre sia meglio che con 2 padri o 2 madri, non per le preferenze sessuali dei due, ma perché per i bambini è importante avere un modello maschile e uno femminile.

Tuttavia credo che 2 uomini, o 2 donne, che circondano il bambino di amore e rispetto (verso di lui, ma anche verso se stessi e reciprocamente), siano meglio di una famiglia in cui regna indifferenza, o peggio, bugie, violenza, odio e rancore.... e purtroppo mi sono accorta che di queste famiglie ne esistono molte più di quelle che credevo.

Il mondo si è complicato molto. Oggi siamo pieni di dubbi etici introdotti da possibilità che una volta non esistevano, vuoi per limiti tecnologici, vuoi perché le regole sociali non lasciavano spazio alle minoranze: la fecondazione assistita, per dirne una, il proseguio della vita a tutti i costi, l'aborto perché non senti di poter avere quel bambino, o perché puoi scegliere se accogliere o no un bambino down o con imperfezioni di salute.

Ognuno di noi può scegliere per se stesso, utilizzando il libero arbitrio e gli strumenti di cui dispone. Certe volte le scelte che facciamo non sono quelle che vorremmo... e il prezzo che paghiamo è già molto alto dentro di noi, senza che altri aggiungano un carico di giudizio.

Ma quando è ora di scegliere per gli altri, disponendo leggi che limitano o amplificano le libertà individuali... è molto difficile. Io spesso non riesco a prendere una posizione... me lo permetto perché non è il mio ruolo, ma se lo fosse, quando ciò che ne esce condiziona la libertà e la vita di altri credo che, prima di dire “non si può” “è sbagliato in assoluto” si debba mettersi nei panni di coloro a cui quel diritto o quella libertà di scelta è negato, non si può decidere nel comfort di chi con quella decisione non si deve confrontare.

Nel caso dell'adozione, il mostro con cui il bambino si confronterà tutta la vita è il suo passato e la sua storia di abbandono, queste a volte sono ferite insanabili. Forse i genitori migliori sono quelli che hanno coscienza di questo.

Nel caso della fecondazione assistita e della maternità surrogata per me il tema è che oggi non diamo alcun valore a ciò che non si tocca, dunque “l'anima” e “lo spirito” nella nostra cultura sono espressioni quasi eretiche. Ma per me la nascita di una vita non è solo l'incontro di due cellule condito con l'amore e il desiderio di chi cerca un figlio...
Inoltre il feto non è considerato individuo finchè non nasce e non è riconosciuto il fatto che possa provare emozioni e sofferenze anche durante la gestazione e su questo invece ho un'idea più chiara, il bambino in grembo stabilisce una relazione con la madre e attraverso di essa con l'esterno, assorbe le sue emozioni e la riconosce come parte di sè e questo è un bagaglio che si porterà dentro tutta la vita. Credo che sia importante tenere conto di questo fattore, un ovulo creato da una donna, impiantato nell'utero di un'altra donna e poi cresciuto da altri genitori porta con sè tutta una storia che non è da sottovalutare. Una storia genetica e una storia emozionale. 

Mi piacerebbe leggere di queste storie, di bambini divenuti adulti che raccontano la loro esperienza. Bambini adottati, bambini nati da fecondazione assistita, bambini nati da maternità surrogata, bambini cresciuti da gay, bambini cresciuti da lesbiche, bambini cresciuti in famiglie arcobaleno qual è il loro vissuto? quali le loro emozioni?

 

di Barbara Siliquini

 

immagine: Mike Slichenmyer su flikr

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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