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Lunedì, 31 Maggio 2010 21:18

Catarsi nel bosco

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Spesso le mamme passano da momenti di autocompiacimento per l'ottimo lavoro di mamme che riescono a fare con i figli, a grandi prove di pazienza, fino a sbottare perchè non ne possono più... Un esilarante domenica tra nonni e boschi raccontata da Barbara Motolese: gustatevela. ***

 

 

Immaginatevi una dolce domenica di sole, in campagna, il fruscio delle foglie dei grossi alberi di castagne, il gracidio delle piccole rane che fino a qualche giorno fa erano girini.

Immaginatevi la quiete, in lontananza si ode qualche cane abbaiare, un trattore nei campi, tutto sembra parte di un perfetto quadro di serenità, ma c'è una nota stonata in tutto questo...una pazza che grida, pesta i piedi e tira le ciabatte infradito in mezzo ai campi!

Torniamo mezz'ora indietro, la tranquilla famigliola, in gita presso la bucolica dimora dei nonni è sparpagliata nel prato antistante la casa, la mamma giace abbandonata su uno sdraio dopo le fatiche di un mese di varicella infantile, il papà strimpella la chitarra canticchiando George Jones per rimanere in tema campagnolo, i nonni giocano con i nipotini e tutti sono felici.

Ma all'improvviso alla mamma arriva un'idea geniale, una di quelle proposte che i bambini non possono rifiutare, mentre si compiace di aver trovato un'allegro nonchè educativo diversivo urla "Ma perchè non andiamo a raccogliere le fragole nel bosco?"

Il più piccolo dei bimbi che comprende solo le parole mangereccie si fionda in cucina sperando in una razione di fragole fuori pasto, la mamma riesce a convincerlo che le fragole non sono in frigo bensì attaccate alla pianta e che è necessario andare nel bosco per trovarle, la bimba grande smobilita i nonni per farsi dare un contenitore di vetro, il papà dubbioso si accoda.

"Come sono educativa!" pensa la mamma "come sono salutista, le fragole sono ricche di ferro!", "Niente di meglio che una passeggiata nel bosco per trasmettere l'amore per la natura, sono propio una brava mamma!".
Mentre si compiace di se stessa giunge il primo problema, nessuno riesce a spiegare al piccolo che le fragole vanno messe nel contenitore e non in bocca direttamente, le squadre si dividono: mamma e piccolo mangiano le fragole, papà e grande raccolgono.

"Come so trovare una soluzione immediata ai litigi dei nani, sono proprio una mamma creativa!" si immerge di nuovo nei pensieri la mamma. Ma un secondo urlo, più forte del primo richiama la sua attenzione. La bimba grande si è spalmata su un rovo alla ricerca della fragola perduta, causandosi un micrograffio di 2 mm di largezza nochè fuoriuscita di numero 2 goccine di sangue...la tragedia incombe ma la mamma tiene duro.

"Ora ti soffio e passa...fiuuu...dai non è niente...vedrai che passa...calmati...cerca di NON PENSARCI...dai che troviamo altre fragoline...guardaaaa che grande questa, tieni MANGIALA SUBITO" nulla sembra consolare la bimba che urla e si dispera guardandosi la mano. La mamma sente che la situazione comincia a scivolarle di mano ma per fortuna c'è papà, le squadre ritornano nelle formaizoni originarie.

Il piccolo ora comincia a essere stufo, ora è stufo, ora è arcistufo, non ne può più, è stanco, ha fame, ha sete, ha caldo. "Mammaaaa braccioooo", la mamma guarda la lunga salita che li separa dalla casa dei nonni e comincia a sudare ma mantiene il controllo, si carica il fardello sull'anca maledicendosi di non aver preso l'amata fascia e fa dietro-front. La grande improvvisamente si ricorda del suo micrograffio sulla mano e sembra che questo le infici anche la camminata. La mamma passa il fardello al papà e trova miracolosamente altre fragole in grado di far tornare il buon umore alla bimba grande ma la tregua dura pochi minuti prima del previsto pianto contemporaneo di entrambi i figli.

La mamma si ricorda di essere in un bosco, lontano dai centri abitati, probabilmente deserto vista la calura delle 11 del mattino e fa ciò che voleva fare da tanto tanto tempo...URLAAAAA! Urla a pieni polmoni, ma non un urlo isterico, un'urlo possente, liberatorio.
Grida la sua rabbia, la sua frustrazione, la sua pazienza persa.
Lancia tutto ciò che ha in mano e anche quello che ha nei piedi.
Urla tutta la sua stanchezza, il non poterne più, urla i giorni chiusa in casa, urla i mille risvegli notturni e le mille lavatrici da fare.
Sbatte i piedi per terra, urla la sua inadeguatezza, il suo sentirsi sempre un passo indietro, il suo tempo personale azzerato, urla i suoi spazi inesistenti, urla tutto in un solo urlo.

Due secondi di silenzio poi una fragorosa risata del piccolo seguito immediatamente dalla grande e dal papà perplesso.

"Ora mi sento meglio, possiamo andare"

La famigliuola ritorna sui suoi passi, allegramente, trova un deposito segreto di fragoline di bosco, riempie il contenitore e la pancia del piccolo e si avvia verso la dimora dei nonni.

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