Giovedì, 27 Ottobre 2011 07:27

Bollino per le pediatrie a misura di bambino

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Chi ha provato sulla sua pelle il ricovero di un bambino in ospedale sa quanto siano fondamentali, anche per la stessa efficacia delle cure: l'ambiente, le persone, il contesto... Ma anche chi ha avuto la fortuna di non vivere direttamente questa condizione, intuisce che per i bambini che devono essere curati in ospedale, poter avere affianco i genitori, poter giocare, avere attorno persone che li fanno sorridere, poter ricevere visite di amichetti, essere trattati con rispetto, tatto e sensibilità, non siano delle cose "belle", ma piuttosto indispensabili.

Come dice bene Beppe Severgnini "Conosco ABIO da qualche anno, da quando i volontari con la divisa azzurra sono arrivati nel reparto di pediatria di Crema. Mi è sembrata subito ottima, la presenza di persone diverse dai medici e dagli infermieri, pronte ad aiutare i giovani pazienti e i loro genitori. Ho subito pensato: a questi bambini la società non sta facendo un favore. Sta semplicemente - e finalmente! - riconoscendo un diritto. Alcuni di questi diritti si danno ormai per scontati. È impensabile che un genitore, o una persona di fiducia, non sia accanto al bambino in ospedale. Ma non c'è solo questo. C'è il diritto a essere ricoverati in un reparto di pediatria, insieme ad altri ragazzi (vale anche per gli adolescenti, una categoria spesso trascurata in queste valutazioni). Il diritto ad avere una stanza giochi per i più piccoli. Il diritto a ricevere assistenza medica, ovviamente; ma anche psicologica, scolastica, culturale..."

Fondazione ABIO da alcuni anni lavora per questo e oltre ad organizzare attività per i bambini negli ospedali, nel 2008 ha messo a punto un decalogo dei diritti dei bambini e adolescenti in ospedale. A partire da questo insieme alla Società Italiana di Pediatria (SIP) è stato creato il bollino di qualità "Pediatrie a misura di bambino”: una certificazione che consentirà di misurare “l’umanizzazione” dei reparti e di verificare in quali strutture del Paese trovano concreta applicazione i principi sanciti dalla Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale.

I 10 punti della carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale:

  • diritto alla migliore qualità delle cure, quando è possibile meglio se a domicilio o in ambulatorio
  • aver accanto sempre (degenza, esami, terapia intensiva, giorno, notte), senza limiti, i genitori o persone che loro desiderano (nonni, fratelli, etc)
  • gli ospedali devono offrire facilitazioni alla famiglia per consentirgli di stare accanto al bambino/adolescente malato (letti, pasti a prezzi agevolati, bagno, spazi per effetti personali, etc.)
  • ricovero per fasce d'età omogenee, con possibilità di ricevere ospiti di ogni età
  • continuità assistenziale multidisciplinare h24
  • disporre di figure assistenziali che rispondano alle necessità mediche, fisiche, emotive e psichiche loro e della loro famiglia
  • avere quotidianamente possibilità di gioco, ricreazione e studio adatte a loro e in ambienti creati per la loro età
  • devono essere trattati con tatto e comprensione  rispettata in ogni momento anche nella loro intimità
  • hanno diritto ad essere informati riguardo la diagnosi e adeguatamente coinvolti nelle decisioni relative alle terapie
  • devono essere sempre adottate tutte le pratiche finalizzate a minimizzare il dolore e lo stress psicofisico dei bambini e degli adolescenti e  la sofferenza della loro famiglia

 

Fondazione ABIO Italia e la SIP (Soc. Italiana di Pediatria) hanno esaminato i 10 punti della Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale e li hanno raggruppati in quattro aree:

  • accoglienza e supporto;
  • diritti dei bambini, degli adolescenti, dei familiari e informazioni;
  • continuità delle cure e integrazione;
  • specificità delle cure.

Per ciascuna area il gruppo scientifico ha individuato degli standard di riferimento concreti e misurabili, che permettono di definire i livelli di qualità ed i comportamenti che i reparti di Pediatria devono rispettare nell’erogazione dei servizi di diagnosi e cura.

Gli ospedali possono richiedere la verifica del rispesto di questi parametri da parte di esperti specializzati, che a seguito della valutazione dell'aderenza agli standard fissati potranno conferire la certificazione ABIO/SIP ai reparti di pediatria che rispettano l’applicazione della Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale.

Si tratta di passare dal concetto di curare a quello di “prendersi cura”, cioè accogliere il bambino e l’adolescente ammalato, tenendo sempre conto dei suoi bisogno emotivi, affettivi, culturali.

La certificazione è un'introduzione recente e purtroppo ad oggi non esistono ancora strutture che l'abbiano ricevuta. L'ellenco degli ospedali che la otterranno sarà disponibile nel sito di Fondazione ABIO. Speriamo che a breve siano molti gli ospedali annoverati e certificati da ABIO. Le associazioni ABIO sul territorio sono costituite da volontari che svolgono attività per migliorare l'ambiente e la vita dei bambini in ospedale, aiutarli a sorridere. Tra i progetti ABIO vi è la ristrutturazione di reparti per renderli gioiosi e accoglienti. Come tutte le associazioni molto viene fatto partendo da esigenze molto concrete e risolvendole con passione, cuore e mezzi.

 

Per maggiori informazioni: Regina Sironi - segretario generale Fondazione ABIO Italia Onlus
tel. 02 45497494; cell. 339 8893233 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

di Barbara Siliquini

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