Barbara Siliquini

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

Tanti Auguri a tutti oggi: innamorati della vita, di una persona, di più persone, a chi è innamorato dei suoi bimbi, di ciò che fa, auguri a chi e' stato innamorato, a chi lo sarà a chi lo vorrebbe, a chi ha bisogno di sentirsi più amato! A tutti un gioioso San Valentino!

Il regalo di Natale dell’Istituto Superiore di Sanità (organo di ricerca del Ministero) sono le Linee Guida per la Gravidanza Fisiologica. Le linee guida sono lo strumento che consente a professionisti e mamme di valutare i comportamenti migliori per assicurarsi una buona gravidanza e un buon parto.

Qui vi riportiamo le notizie per noi più significative di un documento è corposo e lungo. Le cose sancite sulle linee guida sono ovviamente frutto di evidenze scientifiche estensivamente vagliate, non mere convinzioni di medici e panelisti.

Come abbiamo già detto nell'articolo: Tutte le domande sui pidocchi , non è la carenza di igiene, quanto piuttosto al contrario, il ricorso sempre più massiccio a prodotti chimici detersivi, a cibi impoveriti e ad una vita poco legata ai ritmi della natura che, indebolendo le difese rende i bambini vulnerabili alle infestazioni da pidocchi, che negli ultimi anni sembrano essere più frequenti.

Come si prendono i pidocchi? saltano di testa in testa? sopravvivono sott'acqua? sfatiamo tutte le cose non vere dei pidocchi.

Pubblichiamo oggi un bellissimo brano tratto dal per-corso Lo Yoga per la Gravidanza che potete trovare su Lallafly. Si illustrano molto bene la fisiologia del travaglio e i meccanismi perfetti e incredibili che la natura ha previsto per condurci al parto, senza tralasciare di sottolineare come essi siano delicati. Quindi, per una buona esperienza di parto, è importante assicurarsi che le condizioni intorno a noi non disturbino il nostro innato sapere, quello da solo è il nostro più potente alleato.

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Il parto, la tua personale scalata dell'Everest

Ti sei preparata lungo i nove mesi per questo evento.

Hai mai pensato al parto come ad uno degli eventi che riguardano la sessualità femminile? Come le mestruazioni, o la menopausa e l’atto riproduttivo, il parto appartiene alla sfera della tua sessualità. Se guardi a questo evento con tale ottica, appare importante e più naturale considerarlo come un evento intimo, da proteggere, da vivere con fiducia rispetto a te stessa e al tuo corpo.

Proprio come le altre funzioni vitali del tuo corpo, partorire non è legato ad un competenza specifica, al sapere o non sapere partorire, all’essere capace o non capace, portata o non portata per il parto. Il parto è una funzione che ti è propria in quanto donna, il tuo corpo ha insito un sapere innato, un codice genetico in grado di attuare dei meccanismi perfetti che ti condurranno attraverso il parto e che daranno ad ogni momento e ad ogni sensazione un significato preciso.

 

I meccanismi del travaglio

Il tuo bambino è il principale attore nello scatenare l’avvio del parto. Dal punto di vista fisico, lo fa attraverso un dialogo ormonale del suo corpo con il tuo, ovvero avvisandolo che il suo sviluppo è compiuto, i suoi polmoni sono pronti e che quindi lui dà il suo benestare all’inizio del travaglio. Questo genera il rilascio sostanze, nel liquido amniotico, che inducono il tuo corpo a secernere a propria volta ormoni che preparano l’utero, ad esempio ammorbidendone il collo.

Ti potrebbe essere utile sapere cosa avviene nel tuo corpo al momento del travaglio e del parto, per capire come ogni cosa abbia un suo senso.

La funzione del parto è regolata da una parte del nostro cervello che è definita ancestrale, ovvero quella che era presente già milioni di anni fa nelle prime forme umane. E’ la parte più piccola del cervello, responsabile di una parte molto ridotta delle funzioni del cervello, ed è quella nella quale risiedono i centri che regolano le funzioni vitali e involontarie: il sonno, il respiro, le reazioni istintive, le funzioni escretorie, etc.

L’ormone principe del parto, è l’ossitocina. Ogni contrazione dell’utero è resa possibile da una scarica di ossitocina. Questa scarica produce un effetto sulla muscolatura involontaria dell’utero, utile a modificarne la forma, ammorbidendone e allargandone l’apertura e massaggiando il tuo bambino verso l’uscita.

 

Il dolore e la risposta biologica

Questa modifica del muscolo uterino, indotta dall'ossitocina, è in genere avvertita come una contrazione dolorosa, a volte molto dolorosa. E’ utile ed interessante sapere che il dolore, che nella maggior parte delle donne accompagna il travaglio, ha una caratteristica in apparenza banale, ma molto importante: è intermittente. Ovvero ad ogni ondata di spasmo, segue un intervallo di totale e completa assenza di sensazioni dolorose, anzi quella pausa è spesso caratterizzata da una sensazione di benessere o di tale rilassatezza da indurre al sonno. Nei travagli non medicalizzati, non è affatto infrequente sentire raccontare di donne che sonnecchiano tra una contrazione e l’altra. Ma come è possibile?

L’impulso del dolore conseguente alla contrazione attivata dall’ossitocina, arrivando al cervello, fa scattare un meccanismo di “protezione”: il cervello, messo in allarme dal senso di dolore, mette in circolo un anestetico che ha l’effetto della morfina: si tratta delle endorfine. Le endorfine sono oppiacei naturali, ormoni prodotti dal nostro corpo che hanno un effetto gratificante e calmante.

Ti è mai capitato di fare una lunga e faticosa camminata in montagna per raggiungere un rifugio, o un’ora di esercizio aerobico in palestra… tutto il percorso è caratterizzato da una grande fatica fisica, a volte ti sembra di non farcela più, che tutto ti faccia troppo male. Finalmente arrivata alla cima, o finita la lezione, ti senti estremamente soddisfatta, appagata e orgogliosa del risultato raggiunto. Beh, quella sensazione è prodotta proprio dalle endorfine che il tuo corpo produce per bilanciare il grande lavoro e la grande fatica fatta.

Durante il travaglio, una volta che le endorfine hanno fatto rientrare il segnale d’allarme, arriva una nuova ondata di ossitocina, una nuova contrazione che ti avvicina al momento in cui conoscerai il volto della tua creatura. E così il travaglio procede e arriva al momento in cui il corpo della tua creatura lascia definitivamente il tuo.

Le sensazioni di dolore che spesso accompagnano le contrazioni, hanno anche un significato fisico, cioè hanno la funzione di stimolarti a trovare le posizioni e le modalità che ti sembra riducano tale dolore. Tali posizioni e modalità sono molto spesso proprio quelle che consentono al tuo corpo e alla tua creatura di posizionarsi al meglio per agevolare il passaggio attraverso il canale del parto e la tua vagina. Così ad es. a volte le donne sperimentano che muovere il bacino oscillandolo, come nei movimenti della danza del ventre, lenisca il dolore, altre volte mettendosi a carponi. Questi movimenti e queste posizioni spesso aiutano il bebè ad uscire più velocemente o ai tessuti della mamma di distendersi al meglio.

 

Effetto "disturbo" nel parto

Essendo il parto regolato dal nostro cervello antico, possiamo pensare che se riuscissimo ad abbandonarci completamente alla nostra parte più istintuale, più puramente mammifera, il parto avverrebbe senza nessun bisogno di controllo né da parte nostra, né da parte di qualcuno esterno. La maggior parte delle difficoltà nel parto, nel caso di una mamma ed un bebè in buona salute, sono infatti legate proprio ai condizionamenti culturali e fisici nei quali siamo immersi nel nostro quotidiano e al momento del parto.

Infatti, per consentire a questo perfetto meccanismo ormonale e meccanico di funzionare, la natura ha previsto che la neocorteccia celebrale vada a riposo. La neocorteccia è la parte più “recente” del cervello, quella in cui risiedono: le abilità e le competenze che apprendiamo, il linguaggio, la ragione, la logica, e così via. L’attivazione della neocorteccia inibisce la produzione di ossitocina nel travaglio. Ogni volta che la neocorteccia cerebrale viene attivata, durante il travaglio e il parto, rischiamo di interrompere, ritardare, disturbare un meccanismo che ha milioni di anni di perfezionamento e che assicura un parto “fisiologico”.

Come si fa quindi a non stimolare ed attivare la neocorteccia per consentire al nostro cervello antico di procedere senza intoppi?

Le funzioni che stimolano quella parte del cervello sono:

  • il linguaggio, specie quando richiede di pensare,
  • la luce (la vista è infatti uno dei sensi più evoluti),
  • il sentirsi osservati, situazioni di disagio (as es. avere freddo) e la percezione di pericolo.

Ecco quindi che durante il travaglio è importante assicurare alla mamma un ambiente non troppo luminoso (non è un caso che la maggior parte dei travagli si avviino di notte), non stimolarla con domande o cercando di istaurare una conversazione. Anche il sentirsi osservata, o il sentire freddo attivano uno stato di allarme della madre. La percezione di pericolo e la mancanza di sicurezza possono attivare la produzione di catecolamine, in particolare di adrenalina. Questo ormone è un antagonista dell’ossitocina, ovvero ne inibisce la produzione. Per questo allarmare la mamma, crearle delle tensioni o delle pressioni in modo allarmistico, non aiuterà la progressione del travaglio.

L’adrenalina è un ormone “contagioso”, cioè alla presenza di una persona che, portata in condizione di stress, o di tensione, o allarmata, produrrà adrenalina, la stessa risposta ormonale tenderà a propagarsi sulle persone che sono intorno. Per questa ragione è opportuno creare, intorno alla mamma in travaglio, un clima disteso e fiducioso, per farlo bisogna ricordare che lei, la sua creatura e i corpi di entrambi sanno cosa fare.

 

Il 17 Novembre, oggi, si celebra la Giornata Internazionale del neonato pretermine, promossa dal Coordinamento Nazionale Vivere onlus insieme alla Fondazione Europea per l’Assistenza neonatale (EFCNI.)

In Italia, i bambini che nascono prima della 38esima settimana sono 5/6 mila all’anno circa 15 nati al giorno: nascite che avvengono quando il bambino non è ancora pronto ad abbandonare il caldo nido del grembo materno e affrontare il mondo esterno.


L'amniocentesi appartiene ai cosiddetti test di diagnosi prenatale. Ovvero quei test clinici messi a punto per capire se vi sono anomalie genetiche nel feto.

 Quali malattie e anomalie si possono svelare attraverso l’amniocentesi?

Attraverso l’aminiocentesi si possono rilevare delle alterazioni genetiche che, in molti casi, sono riconducibili a sindromi e malattie. Tuttavia le alterazioni genetiche che emergono da questo esame, non sempre sono riconducibili al riscontro della patologia nel bambino nato. Infatti in alcuni casi si tratta di alterazioni dei geni che possono caratterizzare un rischio di contrarre una patologia, o una forma molto lieve, a volte anche asintomatica, della patologia. In altri casi le alterazioni rilevate sono dovute ad errori nell'esecuzione dell'esame.

Tra le coppie che aspettano un bambino e le donne in gravidanza è sempre più alto il numero di quanti ricorrono a costosi test genetici per sapere se c’è rischio di qualche malattia ereditaria.

Oggi in Lombardia, ad esempio, il 50% delle donne incinta ricorre a esami di diagnosi prenatale cosiddetti "invasivi" come amniocentesi e villocentesi. Ma dai genetisti arriva una seria riflessione sugli errori...

Oggi i test genetici sono ormai molto precisi dal punto di vista tecnico a destare preoccupazione è il modo in cui vengono interpretati. Ma Quella dei test genetici, soprattutto prima di una gravidanza, è ormai una moda, cioè vi si ricorre in modo indiscriminato per sedare paure spesso infondate, e non come diagnosi sostenuta da un'indicazione reale di rischi.

Il problema è che spesso i risultati sono interpretati male (si arriva fino al 35% di casi di scorretta interpretazione!) e spingono i pazienti ad azioni come l'interruzione di gravidanza anche quando non ce ne sarebbe bisogno, e a vivere situazioni psicologiche drammatiche.

 In questo momento storico è salita l'attenzione sui bambini affetti dalla cosiddetta sindrome da iperattività. Sono bambini che hanno probabilmente una sensibilità particolare che li porta ad agire e reagire in modo molto difficile da gestire in generale, in particolare nella maniera a volte distratta e generalista a cui siamo abituati.

 

fiori di bachApriamo un nuovo spazio esperti: quello di Barbara Gulminelli, naturopata e floriterapeuta, sui fiori di Bach. Ma prima di addentrarci sulle meraviglie dei fiori di Bach, capiamo che cosa sono questi utili rimedi da conoscere ed usare.

cosa sono i Fiori di Bach

I segnali che le emozioni danno, sono solo dei segnali precedenti a quelli del corpo, cioè ai sintomi fisici, perciò osservando e conoscendo l'aspetto emotivo e mentale si può correggere anche ciò che succede nel fisico.

I fiori di Bach sono delle gocce derivanti dall’infusione di specifici fiori in acqua ed esposti al sole o bolliti che vengono assunti sulla lingua. Sono dunque considerati un rimedio floriterapico.

Il campo su cui maggiormente agiscono i Fiori di Bach è quello dell'emotività e degli stati d'animo, ma certamente come la medicina psicosomatica insegna, la mente non è staccata dal corpo, e ciò che si mostra a livello mentale, ha un significato ed un'influenza anche sul piano fisico.

 

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