Barbara Siliquini

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

Cos’è il VBAC? VBAC è l’acronimo inglese per Parto Vaginale dopo Cesareo (Vaginal Birth After Cesarean), cioè partorire “naturalmente” dopo cesareo. Ma partorire naturalmente dopo un cesareo si può? È sicuro? È un vezzo? C’è qualcuno che lo fa? Cosa ne pensano i medici?

La storia

L’acronimo VBAC fu coniato negli Stati Uniti negli anni ’70 da Nancy Weiner, una giovane donna che dopo aver partorito con cesareo, nella successiva gravidanza sentiva il desiderio, anzi, direi, il bisogno di partorire per le vie naturali, e quindi iniziò ad informarsi e studiare per arrivare ad ottenere di farlo. Da lei ebbe inizio un grande movimento la cui bibbia era “Silent Knife”, il suo libro sul tema (ancora solo in inglese!). Nancy è oggi un'ostetrica con oltre 3000 nascite estra ospedaliere all'attivo e centinaia di VBAC.

Eccoci giunti alla fine di Novembre, da domani parte il conto alla rovescia per arrivare al Natale. Qui siamo ancora in alto mare con i regali... già mi prende lo stress, perché, lo sappiamo bene, anche se deprechiamo il Natale consumistico e i bambini hanno sempre troppe cose, che Natale è "LA" festa dell'anno, e va celebrata in pompa magna.
Sul web impazzano i calendari dell'avvento, per me sono un po' come la festa di Halloween, una tradizione che in realtà in Italia è molto recente. Io ricordo di averli scoperti quando ero ragazzina e vivevo all'estero. Quando ci avvicinavamo al Natale si trovavano in vendita questi cartoncini pieni di finestrelle numerate di cui io e la mia famiglia non riuscivamo a capire il senso...

Adesso che con il web il mondo si è globalizzato, quella tradizione (forse di origine tedesca, non sono riuscita a scoprirlo) è arrivata fino a noi

Il calendario dell'avvento, come dice la parola stessa, dovrebbe scandire i giorni dall'inizio dell'avvento al Natale, ma ormai cosa sia l'avvento è ignoto ai più... viene dal latino e significa "venuta", quindi è il periodo che precede la venuta di Gesù bambino e nel quale ci si prepara, cristianamente, a questo evento, a questa festa sacra così solenne.
Si accorge dell'arrivo dell'avvento chi frequenta la messa, perchè la chiesa si tinge di viola e compare una bella composizione di candele, ogni domenica se ne accenderà una. A Milano, dove c'e' un rito diverso, di candele che ne sono addirittura 6, quindi la preparazione al Natale comincia 6 domeniche prima, mentre nel resto di Italia l'avvento riguarda solo le 4 domeniche che precedono il Natale.

I calendari dell'avvento che si sono ormai diffusi invece hanno introdotto una logica che prescinde dai calendari liturgici, ma sono una sorta di "count down" per arrivare al fatidico 25 dicembre e partono dal 1 del mese.
Nelle famiglie con i bambini il calendario assume diverse valenze apprezzabili e apprezzate:

  • innanzi tutto consente ai bambini di rendere percepibile la distanza tra loro e il Natale, questa è una cosa che li entusiasma e rende tangibile un'attesa difficile da razionalizzare,
  • inoltre spesso è l'occasione per trascorrere un pomeriggio a realizzarne uno, e i bimbi vanno matti per i lavoretti, specie se si ritaglia, appiccica, colora, impiastra.
  • Infine è un modo gioioso per svegliarsi la mattina, presto come sempre per andare a scuola, ma questa volta con l'idea che va aperta una nuova casellina del calendario per scoprire che sorpresa contiene.

 

Veniamo alle sorprese: qui bisogna mettere in campo il riciclo e la fantasia, se no per preparare il calendario dell'avvento si finisce per spendere quanto acquistare uno dei regali di Natale, che non sempre è economicamente sostenibile.
Come sapete, il calendario dell'avvento ha delle caselline (24 caselle, dal 1 dicembre al Natale), ne va aperta una al giorno e in ognuna si trova una piccola sorpresa.

Ecco quindi alcune idee per popolare le caselline del nostro calendario dell'avvento low cost:

  • stampate dei disegni dal web da colorare,
  • scovate delle filastrocche,
  • inventate e scrivete delle fiabe o trovatene alcune che non conoscono, potrete leggerle ai bimbi la sera prima di andare a letto,
  • trovate, ai mercatini, degli oggetti di uso quotidiano e utili: es. degli elasticini per capelli o delle mollettine, per le femminucce, del materiale di cancelleria, tipo gomme, matite, poi ancora potete trovare degli steakers (gli appiccichini), esistono confezioni che ne contengono più pezzi e che quindi possono essere distribuiti in più caselle
  • in una delle caselline potrete mettere una bella moneta da 1 euro
  • ovviamente ci sarà qualche casellina dedicata a qualche schifezza (cioccolatini, caramelle, leccalecca...), ma se i vostri bimbi non sono abituati a mangiare noci e noccioline, anche quelle potrebbero rappresentare il piccolo dono di quel giorno
  • nel nostro in una delle caselle ci sarà anche un "buono con il permesso di fare una cosina speciale", tipo: giocare ai giochini del PC (cosa che a casa nostra, per es., si può fare solo in rarissime occasioni), oppure vedere un dvd con tutta la famiglia (ai miei bimbi piace molto, e ci prepariamo anche il pop corn)

 

Se non avete ancora preparato il vostro calendario dell'avvento, eccovi un'idea "Last minute" semplice da realizzare:

Vi occorrono:

24 buste da lettera

cartoncini colorati

forbici, colla, matite colorate

festoni, foglie di pino e materiale di recupero per i decori

mollette dei panni (meglio quelle in legno)

uno spago dove appendere le buste

nel video vi spieghiamo come assemblare il tutto.

 

Buona attesa dunque!

Barbara Siliquini

Il sesso è pericoloso in gravidanza? si può fare quando ci sono contrazioni o sanguinamenti?

Dal convegno IRIS molte informazioni e riflessioni sulla libertà di scegliere come partorire

Abbiamo avuto modo di intervistare il grande michel Odent, un medico ostetrico, ormai ottantenne, ma con uno spirito di rara giovinezza, che da più di 50 anni si occupa di nascita con grande passione e con la capacità di coniugare un grande rispetto e amore per la scienza con la fiducia nella perfezione della fisiologia, che nella normalità dei casi, è quella che può farci da grande maestra. L'ossitocina è un ormone che viene prodotto dall'uomo e numerose specie animali. Esso viene chiamato l'ormone dell'amore, perchè è coinvolto in momenti di grande intensità: dall'orgasmo, al parto, all'allattamento, alla nascita, ma è anche l'ormone a cui sono associabili, scientificamente parlando, comportamenti empatici e di grande affettività.

Nel nostro quotidiano, l'ossitocina è diventato ormai un ormone assai conosciuto perchè viene utilizzato quasi di routine in ospedale per indurre le contrazioni durante il parto.

Ecco due tecniche per l'idea crafty di oggi: realizzare i pon pon, o pom pom. Un'idea divertente per i bambini e ideale ora che ci avviciniamo alla Pasqua per realizzare decorazioni a tema.

Da piccola adoravo fare pon pon.

Storia della nascita di Nicolò, bimbo “Martiano”, e del suo parto naturale, in casa, dopo 1 cesareo e mezzo! (1 cesareo e un'operazione all'utero), in gergo: VHBA1,5C (vaginal home birth after 1,5 cesareans). di Katia Micheletti.

Lo sapevate che il latte d'asina rappresenta una validissima alternativa al latte di mucca e, spesso anche al latte artificiale per i bambini? Non ci stancheremo mai di dire che il latte materno è l'elemento ideale e senza pari per la nutrizione di neonati e bambini, tuttavia in questo articolo vogliamo far conoscere il latte d'asina, che, per tutti coloro che si rivolgono a latti formulati, di mucca e di proseguimento, può costituire un'alternativa da provare, soprattutto per i bambini che risultano allergici o intolleranti.

“…è successa una cosa meravigliosa, che ha travolto e stravolto completamente la mia vita e il mio animo, dando vita ad un nuovo inizio: il 10 maggio scorso, dopo un bellissimo parto naturale, è nata Petra, la mia bambina, e il suo arrivo ha spalancato nuove porte dentro di me,  sono stata invasa da un’ondata di tenerezza e d’amore di una intensità mai provata prima, e tutto quello che vivo è così forte che sento di volerlo condividere, perchè la maternità e un figlio ti riportano all’essenza delle cose e danno un nuovo senso alla vita.” Con queste parole abbiamo conosciuto alcuni mesi fa il blog di Sveva Sagramola, la conduttrice storica di Geo&Geo, il programma pomeridiano di Rai3 dedicato alla natura e all'ambiente.

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