Dermatite atopica e le cure termali

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La dermatite atopica, la malattia della pelle più diffusa tra i bambini. La miglior cura è l'idratazione.

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 Quando le regole sono chiare, aderirvi è più semplice.

Martedì, 10 Febbraio 2015 00:45

L'affido: crescere i bambini con amore

Famiglia che accoglie Famiglia che accoglie Dollar Photo Club

Avete mai pensato di poter essere genitore per un figlio che non avete generato?

Avete mai pensato di poter essere genitore per un figlio che non avete generato? Magari essendo single? 

Forse vi può interessare sapere che c'è un modo particolare per farlo: l'affido familiare professionale.

L'affido non è adozione: che differenza c’è?

L’adozione ha lo scopo di dare una famiglia ai minori che ne sono privi.
I minori sono dichiarati in stato di adottabilità dal Tribunale per i minorenni, perché privi di assistenza materiale e morale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi. Con l'adozione pertanto, il minore diviene a tutti gli effetti figlio di una nuova coppia e non avrà più rapporti con i genitori naturali.

L’affidamento familiare invece ha lo scopo di offrire ai minori che, per un periodo di tempo, non possono continuare a vivere con la loro famiglia, la possibilità di continuare a crescere in un ambiente familiare.
I minori sono pertanto accolti in un nuovo nucleo, che dà loro tutto l'affetto e la protezione di cui hanno bisogno, mentre i vari servizi pubblici affiancano la famiglia di origine per cercare di risolverne i problemi. Il rapporto tra il bambino e la sua famiglia d’origine si mantiene quindi durante l'intero percorso.

Cos’è l’affido "professionale"?

L'affido professionale è pensato per realizzare l'accoglienza in famiglia anche a favore di quei minori che solitamente vengono collocati in comunità: sono quei bambini e quei ragazzi che hanno delle difficoltà in più, perché la loro storia particolarmente traumatica li ha resi un po' arrabbiati col mondo, spaventati e sfiduciati; oppure sono bimbi con qualche problema sanitario; o neonati in attesa di una decisione che deve essere presa per loro.

Stare in una famiglia è per loro l’occasione per vivere un'esperienza sana e riparativa.
L’affido professionale si propone di rispondere al meglio alle particolari esigenze di questi bambini e ragazzi e, al contempo, di aiutare la famiglia affidataria anche quando la strada è in salita.
Al valore grande e gratuito dell'accoglienza familiare si affianca la professionalità offerta dal particolare impianto organizzativo e metodologico, dalla figura del tutor e dal lavoro del referente professionale.

Chi può fare richiesta di affido professionale?

Possono fare richiesta:

  • single,
  • coppie con o senza figli,
  • coppie coniugate
  • coppie conviventi,
  • adulti con età minima di 25 anni e massima di 60 anni,
  • residenti nel territorio della provincia di Milano o limitrofe.

Requisito necessario è la motivazione ad aprire le porte di casa per accogliere minori con una storia di grave disagio. È necessaria la disponibilità di un componente della famiglia a diventare “referente professionale”, quella del partner a condividere e sostenere attivamente il progetto, quella dell'intera famiglia ad accogliere un nuovo membro.

E dunque, cosa differenzia l’affido professionale da quello tradizionale?

Tre aspetti tra gli altri:

  • il tutor,
  • il referente professionale
  • e la durata dell'affido.

Il tutor è un operatore che accompagna la famiglia durante tutto il percorso: sempre reperibile, sostiene nei passaggi cruciali, nella soluzione dei problemi, nella gestione delle particolari dinamiche relazionali e facilita il rapporto con i servizi sociali.

Il referente professionale è un adulto della famiglia. Al referente viene richiesto di seguire un percorso di formazione, di garantire un’adeguata disponibilità di tempo (può lavorare al massimo part-time) e di lavorare in rete gli altri operatori coinvolti.
Il referente professionale firma un contratto a progetto che prevede un compenso economico mensile.

I progetti di affido professionale hanno una durata di due anni: sono pensati infatti come “progetti ponte” per il rientro del minore nella sua famiglia, o per accompagnarlo verso l'adozione o verso un percorso di autonomia.

Cosa prevede il percorso per le famiglie interessate?

Dopo essere entrata in contatto con il servizio (via mail o telefonicamente) la famiglia interessata è invitata a partecipare ad un gruppo informativo. Se conferma il suo interesse la famiglia inizierà un percorso di conoscenza e selezione della durata di 5 incontri. A chi svolgerà il ruolo di referente sarà offerto un corso di formazione di 8 incontri al termine del quale la famiglia entrerà ufficialmente a far parte del servizio.

 

 a cura dell'associazione di cooperative sociali "Affido Professionale"che ha come obiettivo realizzare l’accoglienza in famiglia anche a favore di quei minori che solitamente vengono collocati in comunità perché hanno particolari disagi. Affido Professionale opera in Lombardia, e tutte le informazioni sull'affido e su come mettersi in contatto con loro, le trovate sul loro sito.

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole.
Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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