Venerdì, 25 Novembre 2011 12:22

Gli adolescenti e il loro mondo emozionale

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L’adolescenza solo di recente viene considerata una fase della vita con caratteristiche proprie, problematiche specifiche e tempi di durata anche molto dilatati, rispetto a quelli dell’infanzia. La nostra cultura risulta ancora impreparata nell’ elaborare atteggiamenti efficaci di accompagnamento (come i progetti per il futuro) ed investimenti affettivi adeguati (come la costruzione di legami significativi).

Molti genitori sono assorbiti e tiranneggiati dai ritmi incalzanti dettati dall’attuale società: accade così che per la paura di perdere il posto di lavoro o di non ottemperare ad una posizione tanto faticosamente guadagnata, si releghino ai margini del tempo i propri figli. Per sopperire a questa mancata disponibilità, alcuni genitori saturano tutto il tempo dei loro figli con attività di vario genere (sport, musica, etc..).

 

Questa soluzione, agli occhi dei genitori, scongiurerebbe le possibili devianze che minaccerebbero  una crescita sana del proprio figlio. Purtroppo il risultato di tali manovre disattende le aspettative ingenuamente riposte: infatti il figlio si sentirà proiettato in una dimensione temporale rigidamente programmata, ma vuota di relazioni. Questo potrebbe suscitare due tipi di disagio da parte di entrambi: scontento nei figli e disorientamento e impotenza nei genitori.

Mi è capitato di accogliere disagi espressi dagli adolescenti in termini di solitudine, di difficoltà nel tollerare le proprie pulsioni, di incapacità nell’elaborare le proprie emozioni. Adolescenti che tentano a loro modo di crescere nonostante l’assenza dei genitori, impregnati dal timore di non farcela, da una angoscia muta.

E i genitori trovano mai il coraggio di chiedere ai propri figli come si sentano?

Accade molto di rado. I genitori sono cauti nello spingersi a tale livello di vicinanza e intimità, forse per la paura di prendere consapevolezza dei propri errori.
Aiutare a gestire il proprio mondo emozionale è il solo fattore di protezione per prevenire un possibile disagio nel figlio adolescente. I figli hanno bisogno di un genitore-allenatore che gli insegni a modulare i propri stati d’animo e le proprie sensazioni.
“Nino cammina che sembra un uomo, con le scarpette di gomma dura, dodici anni e il cuore pieno di paura. Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia”
La leva calcistica della classe ’68. Francesco De Gregori

 

Dott.ssa Luisa Marchionni

Psicologa, Specialista in Psicodiagnostica, Docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. 
Le aree di intervento sono rivolte prevalentemente all’infanzia e all’adolescenza, con  riguardo al contesto familiare e alla riabilitazione psichiatrica.
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Potete comunicare con Luisa Marchionni attraverso il nostro forum sugli adolescenti

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