Venerdì, 27 Maggio 2011 10:42

Adolescenti: "fatti" ...di sogni

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Oggi la nostra psicologa affronta il tema degli adolescenti e della dipendenza o dell'uso di sostanze stupefacenti...

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Alcuni genitori sensibili ed affettivamente vicini alle fragilità dei propri figli si interrogano ansiosamente su come aiutarli a non cadere o ricadere nella rete delle dipendenze: “sarà capace di rifiutare quella porcheria?” “riuscirà a stare lontano dai compagni con i quali ha cominciato?”; “perché non hanno inventato un antidoto che renda insopportabile tale sostanza?”.

Il sintomo “droga” presenta una pluralità di significato e si accompagna ad una varietà di situazioni di sofferenza e pensare di risolvere il problema adducendo motivi sociali (il gruppo dei pari o la società più in generale) oltre a rappresentare un ingenuità finisce per boicottare il nascente e incerto tentativo dell’adolescente di cogliere la propria sofferenza.

Le sostanze stupefacenti stanno a guardia di una “stanza tutta a specchi” che rimanda un’immagine tanto desiderata, quanto immutabile. Come se la realtà fosse ancorata ad un sogno irrinunciabile di sé, ferma nella sua ripetitività. Un sogno che avvolge come una crisalide senza possibilità di trasformazione, un bisogno impigliato nel bozzolo della droga, perché la vita continui a scivolare via senza avere presa, perché la realtà possa non essere così tagliente come il vetro. L’adolescente cammina sui pezzi della sua difficile esistenza, convinto che la sostanza, possa dare riparo a qualsiasi sofferenza.

Gli adolescenti si trovano ad affrontare cambiamenti importanti nella relazione con i propri genitori, con il gruppo dei pari e non da ultimo con il proprio corpo che matura e che risponde ad esigenze ormonali fino ad allora solo fantasticate. Se questo passaggio trova delle difficoltà ne conseguirà un’integrazione di sé debole, che lo spingerà a cercare un’alternativa per non soccombere al peso dell’esistere. Sembra quindi che ci sia nel giovane tossicodipendente una disposizione preesistente, per una carente struttura interna che doti di stabilità e sicurezza, condizioni che permettono di affrontare la realtà senza sentirsi così confusi, impauriti e angosciati.

Arduo è il compito di entrare in questa stanza, dove tutto è chiuso e isolato, congelato in un sogno. Il presente viene scandito dal consumo della sostanza, dalla potenza del suo rituale e della sua ripetitività, mentre il passato si ricorda con grande nostalgia.

L’intervento dello psicologo sarà quello di ridurre in forma e dimensioni trattabili qualcosa di troppo grande e complesso quale è la matassa ingarbugliata della condizione tossicomanica. Quindi mirerà a far riprendere all’adolescente la via dell’evoluzione personale in precedenza interrotta.

Il segreto per capire è pensare, con calma, lasciando che il tempo depositi riflessioni.

 

Dott.ssa Luisa Marchionni

Psicologa, Specialista in Psicodiagnostica, Docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. 
Le aree di intervento sono rivolte prevalentemente all’infanzia e all’adolescenza, con  riguardo al contesto familiare e alla riabilitazione psichiatrica.
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Potete comunicare con Luisa Marchionni attraverso il nostro forum sugli adolescenti

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