Martedì, 21 Settembre 2010 00:00

A scuola di bullismo... in famiglia

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bullismoUno studio australiano curato dalla prof.ssa Marylin Campbell, titolare della Cattedra di Scienze dell’Educazione presso la Queensland University of Technology, esplora il fenomeno del bullismo.

Da questa ricerca, emerge un risultato che non stupisce: è l’esempio negativo dei genitori che porta i figli ad apprendere il linguaggio della violenza e ad utilizzarlo a loro volta. Spiega la prof.ssa Campbell: “Quando i bambini vedono violenza tra le mura domestiche, che si tratti di un abuso fisico o emotivo, imparano che il potere della sopraffazione può essere usato per avere la meglio”.

 

 

In pratica, se mamma o papà si “vantano” di fronte ai loro bimbi dell’efficacia di un loro comportamento aggressivo nei confronti di un “rivale” - per esempio in ambito lavorativo - oppure di come sia necessario “usare le mani” o “fare la voce grossa” per imporsi nei confronti degli altri, tutto questo verrà registrato dal piccolo come corretto, ed egli tenderà a riproporlo a sua volta.

Mamma e papà sono le stelle polari dei bambini, sono il loro punto di riferimento assoluto, e l’imitazione è il modo che utilizzano per rapportarsi a loro.

In Italia il bullismo è senza dubbio figlio di una società in cui il messaggio che risuona con più frequenza è che per farsi avanti, per avere successo, bisogna imparare a “farsi furbi”, a “fregare gli altri”, a gridare con voce più forte perché così, con l’intimidazione, si otterranno i risultati a cui si aspira.

Le ultime statistiche ci confermano che i piccoli bulli sono più a rischio di sviluppare ulteriori comportamenti dannosi come l’abuso di alcool e droghe, oltre alle maggiori probabilità di diventare delinquenti veri e propri da adulti. Desiderare che i nostri figli diventino individui retti e integri, significa sapere che possono esserlo solo se noi per primi siamo in grado di esserlo...

tratto da: pourfemme.it

immagine: puorfemme.it

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