Martedì, 06 Marzo 2012 06:58

Pedofilia: parlarne ai bambini per proteggerli... come farlo

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La sola parola "Pedofilia" mette i brividi, e ci sembra una di quelle cose orrende e lontane da noi anni luce... ma ne siamo proprio sicuri? E in ogni caso, come fare per proteggere i nostri bambini da questo fenomeno?

1° dato: 1 bambino su 5

Il Consiglio d'Europa si è mobilitato su questo tema, perchè dagli studi condotti 1 bambino su 5 in Europa è vittima di qualche forma di abuso o violenza sessuale...

1 su 5 avete capito bene! Se faccio riferimento a me, significa che in classe di ciascuno dei miei 3 figli ci sono 5 bambini che hanno subito, o stanno per subire, qualche forma di molestia... 1 su 5 è tantissimo, eppure sembra una cosa improbabile e che davvero difficilmente può accadere. 

Cominciamo quindi con il constatare che il problema è molto più vicino e reale di quanto non pensiamo. Il tema non riguarda solo gli abusi sessuali, che sono la cosa più terribile, ma anche mostrare immagini sessuali ai bambini, farne oggetto di molestie via web, etc.

Può succedere a bambini di entrambi i sessi, di ogni età, indipendentemente dal colore della pelle, dalla classe sociale e dalla religione. 

2° dato: in più del 70% dei casi è una persona di fiducia

I dati dicono che, in una percentuale che va dal 70 all'85% dei casi, la persona molestatrice è una persona che gode della fiducia del bambino (e degli adulti)... 

Una persona di fiducia... avete capito bene, stiamo parlando di: papà, nonni, zii, cugini, testimoni di nozze, amici di famiglia, infermieri, medici, compagni di vita, baby sitter, insegnanti, catechisti. Dunque spesso appartengono alla cerchia familiare, spesso occupano posizioni di rilievo nella comunità e usano il loro status per ottenere facile accesso ai bambini e la fiducia delle loro famiglie.

Secondo il Consiglio Europeo, gli abusatori sessuali di bambini costituiscono un gruppo eterogeneo. Provengono da diversi strati sociali. La maggior parte sono maschi, ma le molestatrici donne non sono così rare come comunemente si crede.  

In un bel post di Bilingupergioco, Letizia riporta l'articolo di un bravo giornalista che parla di quanto accaduto alla sua bambina, approcciata sessualmente da un cugino ventenne, con inclinazioni pedofile, a casa della nonna... Il giornalista si documenta e ricorda che chi ha inclinazioni pedofile:

  • ha un trasporto affettivo reale verso la sua vittima, perciò il suo comportamento è difficile da individuare, il bambino si fida molto e anche l'adulto, perchè vede una persona molto premurosa, affettuosa e dedita al bambino
  • il pedofilo adotta strategie di lungo periodo, ovvero trova occupazioni che lo tengano a contatto continuo con i bambini: infermieri di reparti pediatrici, insegnanti, educatori, etc
L’autore di abusi può però anche essere un altro bambino.

 

E ora che sappiamo, che fare?!


Non diventiamo ossessivi
, questo non è di aiuto per i nostri figli. Siamo consapevoli, stiamo attenti, mettiamo i nostri figli nelle condizioni di fidarsi di noi e del loro istinto, ma non soffochiamoli per le nostre paure, perchè ciò li rende più vulnerabili, non più protetti.

Parliamone con i nostri figli.... ecco lo so che questo vi produce un groppo in gola, e che non sapete da dove partire. Anche per me era così, poi ho letto la testimonianza di una bambina che ci era passata e ho capito che:

1. per i bambini certi argomenti sono meno difficili e imbarazzanti che per noi

2. il messaggio chiave da dare loro è: fidarsi di se stessi e che noi saremo sempre dalla loro parte. ovvero:

 

A. se loro avvertono che una cosa non li fa sentire a loro agio, allora c'è qualcosa che non va e devono parlarne. 

 

 

B. rassicurarli sul fatto che se gli viene detto di non parlarne, se anche vengono minacciati di essere ammazzati, o che quello è un segreto, o che i genitori non vorranno loro più bene, li puniranno, etc. NON E' VERO: noi staremo sempre dalla loro parte, possiamo aiutarli, li proteggeremo

 

Il Consiglio d'Europa ci viene in soccorso con alcuni strumenti e delle indicazioni:

Strumenti per i genitori

hanno messo a punto un sito dove trovate molte risorse utili: www.quinonsitocca.it. In particolare c'è un ebook scaricabile, è la fiaba di Kiko e del suo amico mano, in cui, in modo molto velato, si spiega al bambino quali sono le zone dove la mano amica può toccarlo e carezzarlo e quali no, l'ebook si chiama La regola del Quinonsitocca: guardalo qui.

 

Indicazioni per i genitori: La regola del "Qui non si tocca"

La Regola del Quinonsitocca comprende 5 aspetti importanti che sono le cose che possono aiutarti per parlare del tema al tuo bambino, magari con l'aiuto dell'e-book.

1. Il tuo corpo ti appartiene

Si deve insegnare ai bambini che sono padroni del loro corpo e che nessuno può toccarlo senza il loro permesso.

Nel libro, la mano chiede sempre il permesso a Kiko prima di toccare. Kiko dà il permesso. Quando la mano vuole toccare lì sotto, Kiko dice “No!”. I genitori e quanti si occupano dell’infanzia potranno utilizzare questa sequenza per spiegare ai bambini che possono dire “No” in qualsiasi momento.

Un dialogo aperto e diretto fin dalla più tenera età sulla sessualità e le “parti intime”, utilizzando i nomi corretti per i genitali e le altre parti del corpo, aiuterà i bambini a comprendere quello che non si deve fare. I bambini hanno il diritto di rifiutare un bacio o rifiutare di essere toccati, anche da una persona che amano. Si deve insegnare ai bambini a dire “No”, immediatamente e con fermezza, a contatti fisici inappropriati, a fuggire da situazioni a rischio e a parlarne con un adulto fidato. È importante fargli comprendere che devono insistere fintanto che il problema sarà preso sul serio.

 

2. Modo di toccare buono – modo di toccare cattivo

I bambini non riconoscono sempre se un palpeggiamento è appropriato o meno. Spiegate ai bambini che non va bene permettere a qualcuno di guardare o toccare le loro parti intime, o di accettare di guardare o di toccare le parti intime di qualcun altro. La Regola del Quinonsitocca li aiuta a riconoscere un limite evidente e facile da ricordare: la biancheria intima. 

Nel libro, Kiko rifiuta di essere toccato sotto la biancheria intima. I genitori possono spiegare che certi adulti (le persone che si occupano di loro, i genitori, o i medici) possono avere bisogno di toccare i bambini, ma dovranno incoraggiare i bambini a dire “No” se una situazione li mette a disagio.

La fiaba aiuta gli adulti ad avviare un dialogo con i bambini al riguardo. Se i bambini non sono sicuri che il comportamento di una persona sia accettabile, accertatevi che sappiano chiedere aiuto a un adulto fidato.

 

3. I segreti buoni – i segreti cattivi

La segretezza è la tattica principale utilizzata dagli autori di abusi sessuali. Per questo è importante insegnare la differenza tra i segreti buoni e i segreti cattivi e creare un clima di fiducia. Ogni segreto che li rende ansiosi, li mette a disagio, incute paura o li rende tristi non è un buon segreto e non deve essere mantenuto; deve essere raccontato a un adulto fidato (genitore, insegnante, poliziotto, medico).

Se hai il sospetto che tuo figlio abbia subito un abuso, non dargli la sensazione che abbia commesso qualcosa di male, non interrogare il bambino. Puoi chiedergli cosa è successo, dove, e con chi, ma non chiedergli perché è successo.
Cerca di non mostrare al bambino che sei turbato. I bambini possono facilmente sentirsi in colpa e non rivelare delle informazioni.
Cerca di non trarre conclusioni affrettate basate su informazioni scarse o poco chiare. Rassicura tuo figlio dicendogli che può contare su di te e che te ne occuperai, e contatta qualcuno in grado di aiutarti.

Nel libro, la mano incoraggia Kiko a raccontare se qualcuno cerca di toccarlo in modo inappropriato. Questa sequenza può essere utilizzata per discutere la differenza tra un segreto buono (per esempio, una festa a sorpresa) e un segreto cattivo (qualcosa che rende triste e ansioso il bambino). I genitori devono incoraggiare i figli a rivelare loro i segreti cattivi.

 

4. La responsabilità della prevenzione e della protezione spetta a un adulto

I bambini vittime di abuso provano vergogna, senso di colpa e paura. Gli adulti devono cercare di evitare di creare tabù intorno alla sessualità e accertarsi che i bambini sappiano a chi rivolgersi se sono preoccupati, ansiosi o tristi. I bambini possono avere la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato. Spetta agli adulti essere attenti e comprendere i loro sentimenti e i loro comportamenti. Ci possono essere delle ragioni perché un bambino rifiuta un contatto con un altro adulto o un altro bambino. Tale desiderio dovrebbe essere rispettato. I bambini dovrebbero sempre avere la sensazione che possono parlare liberamente con i loro genitori di questo argomento.

La mano nel libro è l’amico di Kiko. Gli adulti devono aiutare i bambini nella loro vita quotidiana. Prevenire la violenza sessuale è prima di tutto una responsabilità che spetta all’adulto ed è importante evitare che siano i bambini a sopportarne il peso.

 

5. Altri suggerimenti utili per corredare la Regola del Quinonsitocca

Segnalare e rivelare

Si deve indicare ai bambini che certi adulti possono fare parte del loro circolo di persone fidate che creano una rete di sicurezza per proteggerli. Dovremmo incoraggiarli a scegliere degli adulti che hanno la capacità di ispirare fiducia, sono disponibili ad ascoltarli e ad aiutarli. Soltanto un membro della rete di sicurezza dovrebbe vivere con il bambino; l’altro dovrebbe vivere al di fuori della stretta cerchia familiare. I bambini devono sapere come chiedere aiuto a questa rete di affetti e di fiducia.

 

Abusi attuati da persone conosciute

Nella maggior parte dei casi, l’autore degli abusi è una persona conosciuta dal bambino. È particolarmente difficile per dei bambini piccoli capire come sia possibile che qualcuno che li conosce possa abusare di loro. Non dimentichiamo il “grooming”, l’adescamento in rete utilizzato dagli abusanti potenziali per conquistare la fiducia dei bambini. Tra le regole stabilite in famiglia, deve esserci quella di informare regolarmente i genitori se c’è qualcuno che offre dei regali, chiede di mantenere dei segreti o cerca di passare del tempo da solo con un bambino.

 

Abusi attuati da persone sconosciute

In certi casi, l’autore degli abusi è uno sconosciuto. Insegna al tuo bambino delle regole semplici per i suoi contatti con gli sconosciuti: mai salire in auto con qualcuno che non si conosce, mai accettare regali o inviti da uno sconosciuto.

 

Chiedere aiuto

I bambini devono essere informati che esistono figure professionali che possono assisterli (insegnanti, assistenti sociali, difensori civici, dottori, psicologi scolastici, polizia) e che ci sono linee telefoniche speciali a cui i bambini possono chiedere consulenze ed aiuto

 

Rendere i bambini responsabili aiuta a proteggerli: questo NON vuol dire che loro sono responsabili della loro sicurezza e protezione! Vuol dire:

1. Una comunicazione aperta: la violenza sessuale è protetta dai segreti e dai tabù, occorre parlare del tema, anche a scuola e mettere adulti e bambini a loro agio su questo.

2. Prima far comprendere: i bambini devono comprendere cos'è un abuso sessuale in termini comprensibili per il loro livello di conoscenza, per poterlo riconoscere prima di poter imparare cosa fare se capita loro di esserne oggetto. Cercare di schermare i figli, di proteggerli senza metterli al corrente, può renderli solo più fragili davanti al fenomeno.

3. Non demonizzare la sessualità: i bambini devono sapere, ma non è creando un clima di sospetto e paura che li mettiamo in condizioni migliori per difendersi. Occorre dare un senso positivo alla sessualità e ai gesti di affetto, che sono altro da ciò che invece li fa sentire a disagio o da ciò che non è appropriato.

4. Dillo a mamma e papà. Il bambino deve sapere che subire una molestia NON E' MAI una sua colpa o una sua responsabilità. Che parlarne NON E' MAI un tradimento della persona che ha fatto molestie. Che parlarne con una persona di fiducia o un'istituzione è sempre la cosa giusta da fare, il bambino non verrà mai sgridato o punito per questo, e che qualsiasi sia la minaccia ricevuta per non parlare, se lui/lei parla è più al sicuro.

5. strategie di protezione: un bambino informato, che sa cos'è un abuso e sa che può difendersi è il peggior nemico di un molestatore. Per questo è importante istaurare un dialogo aperto con i bambini.

6. Diritti umani. I bambini dovrebbero sapere che qualsiasi forma di violenza sessuale è una violazione della legge e dei suoi diritti, che ogni bambino è tutelato nello stesso modo e i suoi diritti devono essere protetti.

 

 

Barbara Siliquini

Da single impenitente, affamata di vita, girovaga del mondo, donna in carriera, sono diventata una mamma allattona, spesso alternativa e innamorata del grande universo della nascita dolce, dell'alto contatto, della vita consapevole. Così è nato GenitoriChannel, per condividere con tutti: i dubbi nell'essere genitori, le scoperte, l'idea del rispetto come primo valore della genitorialità, i trucchi per vivere il quotidiano con leggerezza e con consapevolezza.

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Commenti   

Marcella
0 # Marcella 2014-08-05 16:50
Ciao con una amica stiamo portando avanti un progetto chiamato "Pedalrae In Rosa", per far nascere un'Associazione , a Faenza che si occuperà di contrasto all'abuso riconosciuto.
Grazie per questo articolo che è molto bello, sintetico e di facile comprensione!
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bs GenitoriChannel
0 # bs GenitoriChannel 2014-08-06 10:26
Grazie Marcella, e complimenti per la vostra iniziativa. Se vorrai parlarne su GenitoriChannel scrivici a redazione@genitorichannel.it
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giovanni
0 # giovanni 2018-10-30 11:24
grazie per questo lavoro di aiuto a chi sospetta di aver visto qualcosa che proprio non era chiaro. è un lavoro molto buono; grazie ancora
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