Dalla Asl di Milano arriva "baby pit stop", la possibilità per le neomamme milanesi di allattare anche mentre sono in giro per shopping.

L’iniziativa origina anche da una collaborazione già attiva tra Asl di Milano e Unicef sul tema dell’allattamento rafforzata, oggi, dalla firma di un protocollo di intesa sul sostegno alla genitorialità.

Il progetto, la cui partenza è prevista per l’autunno, che con l’obiettivo di promuovere l’allattamento al seno, favorisce la creazione di spazi ad hoc negli esercizi pubblici della città.

mano bambini senza sbarreParte il 3 giugno alle 15.00 la 1° edizione della settimana di sensibilizzazione sul rapporto tra detenuti e figli, quest'anno la manifestazione è al Palazzo del Ghiaccio di Milano - Via Piranesi 14

Per sensibilizzare la società civile e le istituzioni sul rapporto tra i bambini, figli dei detenuti, e i loro genitori, Bambinisenzasbarre, un'associazione italiana che dal 1997 si occupa della genitorialità in carcere, ha organizzato una mostra-evento di pittura, gioco e spettacolo per bambini e genitori.

Esistono molte soluzioni praticabili da subito per affrontare con efficacia le crisi economiche e ambientali. E' addirittura possibile migliorare la qualità della vita e creare nuova occupazione riducendo sprechi, inquinamento e rifiuti.

Per lungo tempo, uno stile di vita ecologicamente corretto è stato più dispendioso. Prodotti e servizi ecologici sono stati spesso proposti come soluzioni di maggiore qualità, è vero, ma accessibili a pochi per il loro più alto prezzo. Ma qualcosa sta cambiando. Si stanno sempre più diffondendo prodotti e servizi che insieme all’impatto sull’ambiente riducono anche l’impatto sul portafoglio. Si tratta di soluzioni per abitare, mangiare, muoversi, riscaldarsi che spesso offrono anche maggiori livelli qualitativi al nostro vivere.

Certo che tutti, potendo, mangeremmo sempre verdure e frutta prodotta secondo metodi naturali, senza l'uso di sostanze velenose… ma a volte non c'è il tempo per passare al negozio di fiducia a due quartieri di distanza, a volte non ci si fida delle verdure bio vendute nei banconi del supermercato, a volte non ci sono i margini per far quadrare i bilanci della spesa famigliare con la voglia di comprare verdure e frutta biologiche.
Allora bisogna scendere ai soliti compromessi e limitare, fare scelte, ridurre le aspettative, e capire a quali cose non si vuole rinunciare.

 

 

La scrittrice americana di Free Range Kids , Lenore Skenazy, madre di due figli, invita i genitori in tutto il mondo a portare, oggi, i loro figli a un parco locale... e lasciarli lì da soli.

La Skenazy scatenò un putiferio di polemiche due anni fa, quando scrisse che permetteva a suo figlio di 9 anni di prendere la metropolitana di New York City per tornare a casa da solo.

Lenore chiede di istituzionalizzare il "Porta tuo figlio al parco ... e lascialo lì" Day... una specie di pride day per preadolescenti?

 

bebè e conchigliaPubblichiamo questo interessante articolo scritto da un medico dell'ospedale di Spoleto, che sfogliando l'archivio dell'ospedale porta alla luce alcuni confronti tra ieri e oggi che sono interessanti, e probabilmente enstendibili in modo analogo ad altre zone d'Italia.

Nel fare una ricerca retrospettiva sul taglio cesareo presso l'ospedale di Spoleto, ho avuto, grazie all'archivio del S. Matteo degli Infermi, la possibilità di consultare il registro dei parti che fu inaugurato il 26 febbraio del 1962 con la prima nascita avvenuta nell'allora

Decretato il diritto a un significativo risarcimento danni i coniugi la cui vita sessuale viene annullata a seguito dell'episiotomia durante il parto. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha annullato con rinvio una pronuncia della Corte d'appello di Roma, che aveva riconosciuto a due coniugi un risarcimento dei danni ma solo in misura contenuta.
L'episiotomia è un taglio che viene praticato sui genitali femminili all'atto del parto.

L'allattamento al seno oltre i due anni: il parere di Alessandra Bortolotti, psicologa perinatale, esperto Genitori Channel.

Quando si parla di allattamento oltre i primi mesi di vita del bambino, la maggior parte degli psicologi storce la bocca. Di fatto, questo rappresenta uno dei più grossi equivoci della nostra professione. Va chiarito, innanzi tutto, che in Italia, nessun corso di laurea in psicologia, né scuole di specializzazione post-lauream, prevedono formazione specifica in psicologia perinatale, cioè riguardo i temi del periodo intorno alla nascita. Ciò significa che nessuno psicologo italiano ha seguito un percorso di studi istituzionalizzato e specifico sui temi di gravidanza, parto e allattamento. L’equivoco è ancor più evidente se consideriamo inoltre, che è rarissimo che uno psicologo si occupi di fisiologia, cioè di ciò che è normalmente presente nei processi di sviluppo fisici e mentali di ognuno di noi, fin dal concepimento. In Italia è ancora radicata l’idea che si ricorre allo psicologo soltanto se c’è qualcosa che non va, non se si vuole prevenire un disagio o proteggere la salute e l’equilibrio psicofisico delle persone.

Abbiamo parlato di pannolini lavabili, dei loro vantaggi e delle tipologie che si trovano in commercio.
In questo articolo racccogliamo l'opinione di Sara Letardi, già autrice del libro "il mio bambino non mi dorme" e ora di "il mio bambino non mi fa la cacca nel vasino" (Bonomi editore) dedicato a come togliere il pannolino. Sara ha utilizzato i pannolini lavabili con i suoi 3 figli e ha dedicato al tema un appendice nel suo nuovo libro.
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Qualche settimana fa una mia amica mi ha detto: “Ma ora che hai la terza figlia mica userai ancora i pannolini lavabili… non hai già dato abbastanza?”
Nell’immaginario comune una mamma che usa i pannolini lavabili è vista come una wonder woman dell’ecologia, una martire del verde. Ci si immagina un carico di lavoro esorbitante, magari nottate passate a stendere e stirare… qualcuno mi ha anche chiesto se li faccio bollire, non si sa mai con i germi...
Invece proprio al terzo giro posso dire che l’impatto sul nostro menage familiare è veramente irrisorio mentre i vantaggi sono notevoli. Essendomi documentata anche per la stesura del mio secondo libro, posso affermare che, anche in termini di salute e rispetto ambientale, la bilancia pende decisamente a favore dei lavabili.

Nel convegno che si è svolto a Las Palmas di Gran Canaria nel 2010 sulla Salute Primale, cioè dal concepimento al primo anno di vita, si è parlato di molti argomenti importanti. Intanto il tema degli ormoni, che sono causa e conseguenza di molte reazioni fisiche durante

 

Si è svolto nell’ultimo weekend di febbraio, nello splendido scenario dell’auditorium di Las Palmas di Gran Canaria, il convegno che ha visto convergere professionisti e appassionati della nascita da tutti gli angoli del mondo. Circa 1.000 convenuti, da tutta Europa, principalmente dalla Spagna, che ospitava, ma noi abbiamo incontrato e scambiato chiacchiere e considerazioni anche con persone provenienti dal Sud America (una presenza grossa dal Brasile), dagli Stati Uniti, dall’India, da Israele.

Il convegno era entusiasmante. Voluto ed organizzato da Michel Odent, aveva un taglio fortemente scientifico ed era pensato per medici ed ostetriche principalmente.

Gli ormoni…una sorta di Deus ex machina?

Il tema a mio avviso che è maggiormente emerso è che le nostre azioni, i nostri comportamenti, le reazioni, gli atteggiamenti, sono fortemente legati ad un aspetto chimico che riguarda il nostro corpo: gli ormoni.

La produzione e il livello degli ormoni, nella madre e nel bambino, nei primi mesi di vita, possono essere sia la causa che la conseguenza di reazioni fisiche che determinano il grado di salute nello sviluppo fisico, psichico ed emotivo.

Questa è una nuova frontiera di studi scientifici che vengono intrapresi in varie università e relativamente a vari ambiti perinatali (ma anche non perinatali): il travaglio e il parto (somministrazione di farmaci, ormoni sintetici, analgesia, modalità del parto, etc.) e la cura del neonato (la separazione madre bambino, il tipo di cure erogate al bebè, etc.).

Ciò che è estremamente interessante è che certi temi che per alcuni risultano intuitivamente ovvi e per altri appaiono ininfluenti dal punto di vista degli esiti fisici e di salute, come il contatto pelle a pelle, il rispetto della fisiologia della nascita, etc. sono ora analizzati con rigorosi approcci scientifici di misurazione su vasta scala di parametri vitali e non. Il riscontro di queste misurazioni e analisi mostra che modalità diverse, che in apparenza hanno esiti simili (es. dati due neonati, nati sani, ma in modalità diverse: taglio cesareo vs parto vaginale, o vaginale indotto con ormoni sintetici o non indotto, o vaginale con anestesia farmacologica o senza, etc.) in realtà mostrano indicatori diversi sia nella madre che nel bebè, in termini di capacità di termoregolazione, livelli ormonali, indicatori di adattamento, che appaiono avere delle correlazioni con la tendenza a sviluppare patologie, o sviluppo di abilità cognitive diverse nel corso della vita.

La diade mamma bebè: contatto pelle contro pelle

Grazie alla estensiva dissertazione e alle evidenze sul tema dell’impatto ormonale sul benessere di madre e bambino, impatto ormonale scatenato dal rispetto o meno della fisiologia, mi pare che un grande insegnamento per i medici presenti sia stato: l’importanza del contatto pelle a pelle tra madre e neonato. I risultati scientifici delle ricerche sono tali da mostrare un’efficacia incomparabile nel trattare i neonati prematuri con la marsupio terapia (cangaroo mother care), ovvero il contatto pelle contro pelle del bambino con la madre in particolare, rispetto all’uso delle incubatrici, ad es., ma anche in assoluto su neonati che non presentano prematurità. Il contatto pelle a pelle con il padre non risulta efficace come quello con la madre, perché la madre ha assetti ormonali “sintonizzati” sul bebè che consentono una capacità di regolazione che risulta ottimale per l’adattamento metabolico e lo sviluppo del bambino, non si rileva altrettanto con il padre.

L’episiotomia: la mutilazione dei genitali femminili non è solo in Africa …

Tra gli ospiti, Michael Stark, padre della moderna e più sicura tecnica del cesareo, è intervenuto su due temi: l’episiotomia e il taglio cesareo.

Sull’episiotomia, il taglio per allargare l’orifizio genitale femminile durante il parto, in un intervento in cui ogni slide era supportata dai riferimenti agli studi più recenti, conclude che nessuna delle ragioni che hanno portato negli anni all’introduzione dell’episiotomia (avvenuta nel 19° secolo) è risultata nei fatti avvalorata. L’episiotomia sembra una pratica che si sta riucendo a livello mondiale, ma numerosissimi sono ancora gli ospedali dove è praticata di routine, e raggiunge tassi del 70%. Inoltre viene in moltissimi posti utilizzata, anche se non in modo ufficiale, come tecnica per insegnare la sutura ai giovani chirurghi…

Ormai esistono 25 anni di storia documentata in cui emerge che: l’episiotomia non salva il perineo, previene lacerazioni di 1° e 2° grado, ma aumenta il rischio di lacerazioni di 3° e 4° grado. Inoltre l'episiotomia non evita il prolasso delle pelvi, le evidenze non mostrano riduzioni della durata del periodo espulsivo, né migliori apgar, aumenta le perdite ematiche e quindi il ricorso a trasfusioni, incrementa la morbilità materna, aumenta il dolore e la dispanuria post partum e la richiesta di taglio cesareo elettivo nel parto successivo.

In alcuni paesi (Brasile e Messico ad es.) vi è l’abitudine al cosiddetto “husband stitch” cioè “il punto di sutura del marito”, cioè il perineo viene cucito con un punto in più, rispetto all’originale fisiologia, per ridurre l’apertura della vagina, questo garantirebbe un maggior piacere al maschio nel rapporto sessuale… questa testimonianza è stata portata dalle ostetriche di quei Paesi.

Il Taglio Cesareo non è un'alternativa al parto vaginale

Sul Taglio cesareo, Stark, che ha 2 figli e 3 nipoti, tutti nati da parto vaginale, afferma che il taglio cesareo non è un’alternativa al parto per via fisiologica, e che una richiesta di taglio cesareo elettivo da parte di una donna, in genere giunge perchè i medici che hanno affiancato la donna non sono stati in grado di cogliere le sue vere esigenze e di spiegare la vera natura e le implicazioni del taglio cesareo, i benefici del parto fisiologico e offrirle un’assistenza adeguata.

La sua è stata una vera e propria lezione sulla tecnica corretta per eseguire un taglio cesareo.

Stark afferma che in un futuro molto vicino, il taglio cesareo sarà l’unica occasione per un medico di vedere un’operazione in laparotomia, perchè ormai la chirurgia si avvia verso l’utilizzo di tecniche robotiche che utilizzano sonde che non necessitano di aprire il corpo del paziente, ma entrano attraverso i vari orifizi.

Aderenze per la mamma e cicatrici sul neonato: spie di taglio cesareo non ben eseguito.

Il postulato di partenza, per Stark, è che il taglio cesareo è un intervento che, come qualsiasi altro, necessita di una cura ad ogni minimo dettaglio. Sono cruciali anche dettagli in apparenza insignificanti, come, ad es., in quale posizione il chirurgo deve operare, rispetto alla paziente, a seconda che sia mancino o destrorso, in quale verso vada infilato l’ago per ricucire, etc. Perché i dettagli hanno un grosso impatto in termini di traumi che possono generare complicazioni (es. lacerazioni maggiori di quelle necessarie, lesioni della vescica, etc.), e vanno pianificati con cura e conosciuti per meglio agire nelle situazioni di emergenza, dove è più difficile fermarsi a riflettere.

Dalla sua lezione e dalle conclusioni espresse, è inoltre emerso che la formazione di aderenze post cesareo, come il taglio involontario del neonato, sono il risultato di un uso non corretto della tecnica di cesareo. In particolare le evidenze scientifiche mostrano che le aderenze non sono correlabili ad alcun tratto caratteristico della persona (tipo di tessuti, anamnesi, etc.), mentre sono correlate al tipo di tecnica utilizzata.

Il Grande Assente: il taglio ritardato del cordone ombelicale

A mio avviso il grande assente è stato il tema degli effetti del taglio del cordone (taglio immediato, ritardato o non taglio). Tutti i professionisti, a fronte della domanda, affermavano che l’evidenza scientifica e la buona pratica impongono di attendere almeno 3 minuti prima del taglio del cordone. Nel caso degli Stati Uniti si afferma che ciò viene fatto a meno che non vi sia necessita’ di rianimazione del bambino.

Il Pediatra brasiliano Professor Ricardo Chavez, in una tavola rotonda, ha trattato il tema del taglio del cordone e ha suscitato la domanda su come comportarsi tra donazione del sangue del cordone, che impone il taglio immediato e il taglio ritardato. Chavez ha affermato che occorre interrogarsi molto anche sul business che si è ingenerato intorno alla conservazione del sangue cordonale, che le evidenze scientifiche sono molto chiare nell’affermare che la riserva di sangue della placenta ha un valore importante per la salute del neonato, che la donazione pertanto abbia senso quando c’è un membro della famiglia in età pediatrica che potrebbe beneficiarne. In caso contrario, quel sangue serve soprattutto per la costruzione della salute del bambino a cui appartiene.

Stark afferma che nei taglio cesareo lui recide subito il cordone, che non vi sono studi al momento sul tema del taglio del cordone nel parto cesareo, ma che vi sono medici che stanno sperimentando il taglio ritardato.

Resoconto a cura dell’Associazione Parto Naturale (www.partonaturale.org)

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