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Mercoledì, 05 Dicembre 2012 07:55

L'amore e la crisi di coppia

La crisi di coppia La crisi di coppia Lovers by nathalielaure

Le relazioni di coppia sono un aspetto fondante della nostra vita, ma spesso dopo una fase iniziale semplice e idilliaca spesso si affacciano fasi di "stanchezza" o di contrasto... perché? è normale? come si risolvono?...in questo articolo sveliamo alcuni "segreti" che possono aiutarci a vivere meglio le relazioni.

L'innamoramento

Esiste un momento meraviglioso in tutte le relazioni, un momento in cui il nostro partner non ha difetti, è il momento del batticuore, delle forti emozioni, in questo momento il nostro compagno è bello, interessante, entusiasmante, a dirla tutta...fantastico!
Ve lo ricordate?
Quando due persone si incontrano e cominciano a scoprire una certa attrazione l'uno verso l'altra, ciascuno dei due tira fuori tutte le sue migliori qualità per riuscire a piacere e nasconde dietro la schiena un cesto, un contenitore dove per anni abbiamo sepolto tutti i nostri bisogni insoddisfatti, con la segreta certezza che questa persona finalmente è arrivata per amarci come abbiamo sempre desiderato.

Quando le cose si fanno serie

Dopo qualche tempo (in verità non molto!), quando è nata la sintonia nella coppia, andiamo a pescare nella nostra cesta qualcuno di quei bisogni insoddisfatti, uno di quelli piccoli, per mettere alla prova il nostro partner, solitamente, se  non ci sono problemi grossi, la relazione va avanti bene e il nostro compagno è ben contento di prendersi qualcosa dal nostro cesto se naturalmente anche noi peschiamo qualcosina dal suo.
In questo periodo nella coppia avviene la prima trasformazione, non c'è più solo emozione, comincia a esserci condivisione, fiducia reciproca, scambio.

I nostri buchi interiori

Questa cesta da cui peschiamo rappresenta tutto ciò che nella vita ci è mancato, a partire dalla nostra infanzia e forse anche prima, nel grembo materno, ciascuno di noi ha un diverso vissuto e diverse sono le ferite che si porta dietro come diversa è la loro profondità ma tutti noi da bambini siamo stati in qualche modo feriti, dai nostri genitori in primis, dagli insegnanti, dagli adulti, dalla vita in genere. Quando dico ferite o traumi non intendo solo abusi gravi come la violenza sessuale e l'abbandono o traumi come la morte di un genitore, intendo tutti quei piccoli buchi che si sono creati quando non siamo stati ascoltati come avremmo voluto, quando gli adulti non si sono presi cura di noi come necessitavamo, quando l'insegnante ci ha umiliato davanti alla classe, quando avevamo paura e non c'era nessuno a sostenerci...


Tre strati dentro di noi

trestratiTutti i bambini quando nascono hanno un'essenza e vivono completamente nel tempo presente, sono lì gioiosi, curiosi del mondo, completamente fiduciosi. Man mano che crescono subiscono dei traumi, delle piccole ferite che creano un secondo strato intorno all'essenza.

Le ferite avvengono in tutte quele situazioni della quotidianeità in cui il bambino non è rispettato nella sua integrità, quando non si sente amato, quando non si sente accettato per quello che è. Le situazioni in cui un bambino si sente ferito sono davvero molteplici, molto spesso da adulti non ci rendiamo conto delle gravi mancanze che abbiamo verso i nostri figli o verso i bambini in generale ma se guardiamo indietro alla nostra infanzia possiamo sicuramente trovare innumerevoli situazioni in cui ci siamo sentiti feriti, ignorati, non rispettati, non accettati. Uno schiaffo, una frase detta con collera, la mancanza di attenzione o tempo per noi da parte dei nostri genitori, la pressione delle aspettative esterne, le etichette che ci affibbiavano, essere ignorati o essere continuamente paragonati ai fratelli/sorelle...credo che ognuno possa riconoscersi in una o più di queste situazioni che viveva in famiglia.

Queste ferite sono dolorose e il bambino non ha mezzi per gestirle o cambiare la sua situazione così costruisce un terzo strato con cui si protegge dal sentire dolore, in questo strato comincia a mettere delle maschere, delle compensazioni, dei comportamenti che lo aiutino a NON sentire le ferite e, in effetti tutto ciò funziona alla grande MA il prezzo da pagare è allontanarsi sempre più dalla propria essenza, da se stessi.


La crisi di coppia

Inizialmente nelle relazioni (non solo quelle di coppia) ci si rapporta attraverso lo strato più superficiale, quello delle maschere, cerchiamo in qualche modo di far vedere la parte migliore di noi stessi ma ben presto il rapporto si approfondisce e dallo strato esterno si passa a quello intermedio, quello delle ferite, ma quello è un luogo dove proprio non vogliamo stare a sentire tutte le nostre inadeguatezze, tutte le nostre mancanze, tutta la nostra vergogna di non essere come vorremmo o come pensiamo che il nostro partner ci vorrebbe.
Vogliamo disperatamente che qualcuno ci faccia stare meglio e, chi, meglio del nostro partner, potrebbe lenire le nostre sofferenze? Dal cesto prendiamo qualcosa di più consistente e cominciamo a pretendere e ad accusare.
"Non hai mai tempo per me!"
"Mi lasci sempre sola!"
"Non sei mai disponibile sessualmente!"
"Non mi capisci!"
...
Ci feriamo a vicenda, ci accusiamo reciprocamente di non essere abbastanza presenti nella relazione o di essere troppo oppressivi, giriamo più o meno inconsapevolmente il coltello dentro le ferite del nostro partner e arriviamo alla separazione o alla rassegnazione. Ci separiamo perché l'altro non ci da quello che vorremmo per colmare i nostri buchi oppure ci rassegniamo ad una relazione spenta, immersa nel tran-tran quotidiano, troviamo altre compensazioni (cibo, sesso, fumo, hobby...), ci allontaniamo fisicamente o emozionalmente dall'altro nel tentativo di stare meglio.

La coppia che cresce insieme

Oltre alla separazione e alla rassegnazione esiste una terza via, è un sentiero impegnativo e a volte doloroso, si tratta di trovare dei mezzi per divenire consapevoli e SENTIRE le ferite, perchè ora siamo adulti e possiamo fare tutto ciò che da bambini non potevamo, possiamo stare con questo dolore, possiamo CON-TENERE la sofferenza e smettere di addossare tutte le colpe all'altra persona, possiamo prenderci cura di noi stessi, possiamo smettere di pretendere dall'altro ciò che non può in nessun caso darci. Possiamo utilizzare la relazione, soprattutto quella di coppia per sostenerci nella crescita interiore, nel percorrere il sentiero che ci riporta a noi stessi, alla nostra essenza , alla sorgente della nostra gioia, della passione, dell'autostima, della fiducia.

...continua...

 

Per approfondimenti:

Il libro di Krishnananda A tu per tu con la paura. Vincere le proprie paure per imparare ad amare

Learning Love Institute: il sito dell'istituto "Imparando ad amare" fondato da Krishnananda e Amana

www.tabishlearninglove.it: Percorsi di crescita per conoscere, amare ed essere se stessi imparando a creare relazioni mature e consapevoli

 

di Barbara Motolese

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