“Una scuola a misura di bambino” è lo slogan che viene ripetuto e scritto in tutte le comunicazioni che la nostra scuola materna fa ai genitori quando si accingono ad inserire i bambini in questo nuovo mondo… ho fatto 3° inserimenti in 6 anni, purtroppo mi sono accorta subito che lo slogan era incompleto, quello giusto è "Una scuola a misura di bambino… Purchè il bambino sia quadrato!"

L’unica cosa in cui l’affermazione calza a pennello, quando guardo questa materna di un paese satellite di Milano, sono gli spazi: quelli sì sono davvero piccoli, a dimensione di bambino, perché gli adulti si pesterebbero i piedi, invece loro c’entrano lo stesso tutti e 25 in piccole aule, proprio loro che, anche se sono piccoli, hanno energia e voglia di scorrazzare e muoversi… ma quella è una scuola a misura di bambino: spazi piccoli come loro.

Fosse quello il problema maggiore…

Le riflessioni di un coach familiare su come affrontare le piccole difficoltà scolastiche dei nostri figli...

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A meno di un mese dal suono della prima campanella già si sentono le prime preoccupazioni di molti genitori sulla scuola. Le perplessità, e molto spesso le lamentele, spaziano dalla quantità e difficoltà dei compiti, alla pesantezza delle cartelle, agli atteggiamenti dei compagni di classe oppure ai metodi o agli argomenti oggetto di insegnamento.

I professori il primo giorno di ripresa scolastica sono emozionati sia per la conoscenza di nuovi alunni che per l’incontro di classi già avviate, ma tali sentimenti (di timidezza, vanità etc..) vengono nascosti perché non in linea con il loro ruolo.

I professori sono “umani” assorbiti dalle loro inconfessabili paure o travolti dalle loro quotidiane difficoltà. Potranno trovare lecito mostrare alcuni sentimenti: come quello della rabbia in risposta a situazioni di classe che vanno ricondotte all’ordine, oppure il rivelare tristezza per eventi di perdita. Al contrario verranno banditi dall’essere comunicati altri sentimenti che non si inquadrano nella cornice dell’educazione.

Tantissimi bambini iniziano oggi la scuola materna, ed eccovi quindi un bell'articolo sull'inserimento di Laura Vernaschi per riflettere su ciò che ancora si potrebbe migliorare.

Inseriamo i dati nel pc. Inseriamo la sim nel cell. Inseriamo i figli al nido o alla scuola materna. Tuttavia, inserire le pile nel rispettivo loco è molto semplice: il + con il + e il – con il - . Le testimonianze di intrepide mamme dimostrano invece che con i figli non è così: non sempre il figlio corrisponde esattamente all'asilo e viceversa. Quindi bisogna girarlo a testa in giù, ribaltarlo, scuoterlo, spingerlo con la forza per vedere se alla fine il pezzo del puzzle corrisponde.

Tra poco anche la scuola materna prenderà il via, i bimbi di 3 anni e le loro rispettive mamme inizieranno il fatidico "inserimento all'asilo", un passaggio importante che porta con se molte paure per entrambi. Leggiamo l'esperienza di Barbara Motolese con sua figlia e le sue riflessioni in proposito.

Il web è pieno di indicazioni su cosa fare e su cosa NON fare durante l'inserimento alla scuola materna, di articoli di psicologi, di consigli più o meno perentori sul tema dell'inserimento all'asilo.

“I compiti estivi: un incubo!!!” se non avete bambini in età scolare, penserete sia il grido disperato dei piccoli studenti che vorrebbero godersi ogni momento dell’estate…. Beh, vi sbagliate! Quest’urlo arriva dritto dritto dalle corde vocali delle mamme!

E’ sì i compiti estivi sono un flagello familiare e l’incubo di quasi tutte le mamme (e molti papà) dei bambini delle scuole dell’obbligo…

La scuola ERA finita

Agosto 22, 2011

I bambini delle scuole elementari avevano atteso con gioia la fine di verifiche, compiti e lezioni. E si sono davvero meritati le vacanze per il solo fatto di aver subito il trauma della scoperta che la scuola primaria, a differenza del caro buon vecchio asilo, è un luogo in cui bisogna stare seduti per molto tempo. Non hanno ancora chiara la dimensione temporale per fortuna, quindi non dovrebbero avere ancora la consapevolezza che seduti ci dovranno stare per almeno altri 10 anni...

Che musica quando la scuola funziona e i nostri ragazzi si fanno… maestri di vita.

Questa lettera è la cronaca di un viaggio attraverso l’universo dei nostri ragazzi che in poche centinaia di metri dentro Acqui Terme mi ha portato lontano, verso nuovi orizzonti e nuove consapevolezze: che bel viaggio!

 

Tutto inizia il giorno del primo saggio di clarinetto di Jacopo (sono mamma di Jacopo, 12 anni 1° media alla scuola G. Bella di Acqui Terme): quante lacrime per noi mamme e nonne.

Questa è una bella lettera scritta da una mamma, una di quelle che va fra le "buone notizie" in un Paese che spesso ci preoccupa e ci fa storcere il naso, a volte la voglia di fare, la passione e l'altruismo, fanno davvero la differenza, con spontaneità e naturalezza, nella vita dei nostri figli. Questa lettera è importante, perchè lamentarsi in genere è facile, ma quando le cose funzionano è bene saper dire grazie e mostrare alle persone che l'impegno e la fatica, sia pur con passione, che ci mettono, non passa inosservata.

Questo post partecipa all'iniziativa Giornata di blogging sulla Scuola Italiana.

Ieri alle 17.15 assemblea di classe... quando i figli alle elementari diventano 3, conviene che almeno 1 in casa si faccia l'amante, così: mamma segue l'assemblea della IC, papi quella della IIID e l'amante la mandiamo all'assemblea di V... se poi l'amante se la sono procurata sia mamma che papà, un'amante lo mandiamo all'assemblea e l'altra fa da babysitter! I soldi non ci sono, quindi la scuola e' aperta 1 solo pomeriggio per le assemblee di tutte le classi.

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